29/08/15

UWAS #59: "THE ANGRIEST DOG IN THE WORLD"


Dopo una piacevole pausa non annunciata - legata principalmente al fatto che nelle ultime tre settimane mi sono dimenticato di scrivere l'articolo - ritorniamo alle consuete abitudini. Come ogni fine settimana, infatti, eccoci qui a discutere di quello che di bello, buono, sano e interessante ci regala l'internet (si parla di fumetti, non porno) (preferisco dirlo subito, casomai poi vi sentiste traditi nelle aspettative).

The Angriest Dog in the World è un non-fumetto di David Lynch. Tecnicamente, in realtà, è un fumetto, ma non mi sentirei di raccomandarlo tranquillamente a chi mi chiede cosa leggere dopo Topolino, Tex e Spiderman. Come tutte le opere (quasi tutte dai, Dune è tremendo) di David Lynch è un esperimento creativo, un oeuvre d'art declinato in formato testo+disegno. Si tratta della riproposizione continua della stessa sequenza narrativa: una didascalia che introduce il cane più arrabbiato del mondo, "così arrabbiato che non riesce a muoversi, a mangiare, a dormire, può solo ringhiare, paralizzato dalla tensione e dalla rabbia, vicino ad uno stato di rigor mortis". Seguono tre vignette identiche che mostrano il cane che ringhia nel cortile, mentre un dialogo (o un monologo) fuori campo parla di argomenti del tutto fuori contesto. Chiude il tutto una vignetta muta, buia, con il cane che a notte fonda ancora ringhia la sua rabbia paralizzante.
Potrebbe essere una riflessione sulla condizione umana, sul nonsense della nostra quotidianità furiosa, sul nostro costruire identità e vite del tutto aleatorie. Oppure un esercizio di stile sul non sequitur, un gioco surrealista, una trovata dada e niente più. Probabilmente è tutto questo, ma anche e soprattutto un fumetto.
Il cane più arrabbiato era pubblicato su giornali e riviste americane dal 1983 al 1992: perché introdurlo in una rubrica di webcomic? Perché l'approccio maniacale alla sequenzialità, questo manierismo radicale nella ricerca dello spaesamento sono diventati ormai elementi base di numerosi fumetti web (penso solo al geniale Dinosaurs Comics), un copia-e-incolla che fa parte integrale di tantissimi lavori di qualità differente.
E' stato un lavoro oscuro, poco conosciuto forse, sicuramente difficile da apprezzare, ma senza ombra di dubbio seminale per tutto quello che è venuto dopo.
Dedicate un pensiero al cane che ringhia nel buio, la prossima volta che aprite la pagina del vostro webcomic preferito.
Heike
Risorse web:
- The Angriest Dog in the World
- i bei capelli di David Lynch

27/08/15

SUCCULENTI NOVITÀ


Siamo lieti di comunicare che quest'anno parteciperemo come espositori all'edizione 2015 di Prato Comics + Play (qui il sito ufficiale con il programma in continuo aggiornamento).
La manifestazione, alla sua terza edizione dopo la "rinascita" del 2013, si presenta ricca di eventi e di ospiti importanti, fra i quali spicca senz'altro Ryan Church, illustratore e direttore artistico che ha lavorato per alcune fra le più grandi produzioni hollywoodiane degli ultimi anni (Star Wars II e III,  AvatarTransformers, Star Trek e molti altri).

Oltre a presentare i volumi pubblicati negli ultimi anni e ancora disponibili (cioè Partitura notturna e Ah, l'amour! vol. 2), ci piacerebbe incontrare nuovi talenti, allo scopo di una pubblicazione futura con noi.

Pertanto, tutti gli aspiranti autori, giovani e meno giovani, esordienti assoluti o poco pubblicati, sono invitati presso il nostro stand per presentare i loro lavori e farsi conoscere.

Incontriamo volentieri qualunque tipo di figura coinvolta nella realizzazione di un fumetto, quindi disegnatori, illustratori, sceneggiatori e ovviamente anche autori completi. Non richiediamo esperienze precedenti.

Speriamo di vedervi in tanti, nel frattempo segnatevi le date:
12 e 13 settembre presso Officina Giovani in Piazza dei Macelli, a Prato.

La redazione

La locandina della manifestazione,
realizzata da Gianluca Pagliarani

01/08/15

UWAS#58: "THE ORDER OF THE STICK"

Io, a Dungeons and Dragons, ci ho giocato una volta sola.
Avevo quindici anni - l'età giusta per cominciare, mi si dice - e un pomeriggio il Pela portò a casa di Daniele tutto l'occorrente per una partita - che ora non mi ricordo cosa fosse, ma doveva essere il manuale del master, i dadi e qualche lapis.
Solo che eravamo un gruppo di guasconi rincretiniti, io mi ci stavo pure appassionando un poco ma Maurizio e Gabriele per niente, si misero a mimare gli orchi, mi pare, e qualcuno per fare lo hobbit (che va in giro scalzo) si tolse scarpe e calzini e la stanza divenne una camera a gas e la cosa finì lì, il Pela rimise tutto nello zaino e non se ne parlò mai più.
Quindi no, io in realtà a Dungeons and Dragons non ci ho mai giocato davvero. E pensare che negli anni novanta era un must; sarà stato che c'erano poche console e pochi videogiochi, in televisione guardavamo solo Italia Uno o Videomusic, i fumetti erano quelli della Bonelli e poco altro, alla fine ci si trovava sempre a giocare a pallone o ad un gioco da tavolo; e siccome io c'ho i piedi marci per quanto riguarda il pallone, spingevo sempre per passatempi più intellettuali, tipo il Risiko. Ma Dungeons and Dragons è stato sempre fuori dal mio radar.
Eppure, passano gli anni e scopro di essere stato uno dei pochi.

The Order of the Stick è il fumetto on line di Rich Burlew, dedicato, con amore e dedizione, a quel mondo di appassionati giocatori dei giochi di ruolo che imperversa sul globo. E' la storia di un gruppo di avventurieri che esplorano un universo fantasy alla ricerca di nuove quest, ricompense, nemici e pozioni. Non si tirano i dadi forse, ma i personaggi sono ben consapevoli di essere parte di un sottoprodotto di uno specifico fenomeno culturale, con tutti i giochi e gli scherzi metatestuali che questo comporta. I personaggi infrangono continuamente la quarta parete, fanno riferimenti anacronistici e fuori contesto, giocano e scherzano come giocano e scherzano gli amici che si ritrovano a giocare attorno al manuale del master dopo oltre venti anni di avventure.
The order of the stick ha avuto, ed ha tuttora, un successo straordinario e duraturo, perché risponde perfettamente a quel bisogno di identificazione che spesso si cerca nei prodotti intrattenimento, Ma non è intrattenimento puro, è una riflessione, sincera e profonda, su quanto sia importante riconoscere il nostro bisogno di appartenenza, di condivisione, di essere parte di un qualcosa più grande. Siamo tutti avventurieri, siamo tutti parte di un team, siamo tutti alla ricerca della nostra personale ricompensa.
Heike
Risorse web:
- The Order of the Stick
- Dungeons and dragons (ufficiale)
- Gruppo Luce Nera (un gruppo di amici miei che fanno GdR dal vivo)