28/06/15

UWAS#55: "THE LAST MECHANICAL MONSTER"

Superman è una bellissima favola.
C'era una volta un eroe che lottava per la verità, la giustizia e la pace sociale, che volava in cielo e riparava i torti, combatteva i cattivi, difendeva i più deboli, gli ultimi, gli orfani della terra. Ogni volta che un qualche criminale, un genio del male, un supercattivo, lanciava il suo esercito di robot volanti a rubare diamanti e gioielli ad una mostra, potevi star certo che Superman sarebbe intervenuto a difendere gli interessi legittimi dei commercianti, la proprietà privata, il regolare svolgimento della quotidianità, per poi spedire il malvagio nella più profonda delle prigioni, dove non vedrà più la luce fino alla prossima pubblicazione.

Brian Fies è un fumettista molto bravo e non molto noto. In Italia gli amici di Double Shot hanno pubblicato il suo Mom's cancer, che non ho letto ma mi si dice essere un prodotto di qualità. Brian ha un tratto classico, molto morbido, vicino alla tradizione della ligne claire. La sua narrazione è altrettanto fluida, ispirata ai grandi classici, tanto che la storia che decide di raccontare prende spunto da un bellissimo cortometraggio animato del 1941 diretto da Dave Fleischer, The Mechanical Monsters, nel quale Superman si vede costretto a combattere un'armata di robot creata dall'ennesimo scienziato pazzo. L'animazione è una gioia per gli occhi, la storia un classico immortale, e il Superman pre-guerra è un'icona irraggiungibile.
In The Last Mechanical Monster il protagonista è, per l'appunto, il malvagio scienziato pazzo che esce di prigione dopo sessanta anni passati a covar vendetta. Cosa può fare un supercriminale novantanovenne armato solo di odio e di un'intelligenza criminale?
Non c'è Superman, in questa storia, non ci sono superoi ma solo persone comuni (e robot) che cercano di prendersi cura gli uni degli altri.
Forse non è il fumetto più straordinario che leggerete quest'anno, magari non sarà la storia più originale né quella più memorabile, ma vi entrerà nel cuore, perché questa è una favola.
Una bellissima favola.
Heike
Risorse web:
- The last mechanical monster
- Superman: the mechanical monsters
- Brian Fies

24/06/15

IL CREPUSCOLO DEGLI EROI

Zanardi contro Pazienza ("La prima delle tre", 1985)
Se ripercorriamo la storia del fumetto italiano dal 2000 in poi, ci accorgiamo che praticamente nessuno dei personaggi creati nel nuovo secolo viene ancora pubblicato. Ci sono state, è vero, serie molto popolari e molto lunghe (ad es. John Doe, 100 numeri in 10 anni, oppure W.I.T.C.H., 139 numeri in 11 anni), però nessuna è sopravvissuta fino ad oggi.
Negli ultimi tempi, anzi, sembra che anche gli editori maggiori (Bonelli in testa) prediligano formule più prudenti, come le serie limitate o le storie autoconclusive; volendo estremizzare, ma neanche poi troppo, si potrebbe dire che l'unico nuovo personaggio degli ultimi 20 anni ad essere divenuto un'icona davvero popolare sia stato Rat-Man. Non sembra nemmeno, peraltro, che i personaggi nati negli ultimi 15 anni abbiano trafitto il cuore di molti appassionati, ma forse è solo questione di tempo e di sedimentazione, e magari presto vedremo ristampe e fan-club nostalgici di Valter Buio o Jan Dix, così come succede adesso per Geppo o La Poliziotta.


Non so spiegare questo fenomeno, forse dipende dall'affermazione del romanzo grafico, o magari dallo spostamento dell'attenzione verso gli autori, che sono diventati i veri protagonisti della scena, molte volte a discapito dei personaggi. Alcuni hanno anzi dei veri e propri alter-ego disegnati, e comunque si parla sempre più spesso del nuovo fumetto di Gipi o di Zerocalcare, non delle nuova avventura di Corto Maltese, e anche alcuni degli eroi più classici raggiungono la ribalta prima grazie all'attenzione verso i loro autori e solo in un secondo momento, forse, grazie ai commenti sulle loro storie. Un cambiamento di prospettiva probabilmente inevitabile, considerando la popolarità e il funzionamento dei vari social network, e d'altra parte non ricordo nuovi personaggi importanti neppure dalla Francia o dagli Stati Uniti, sono sempre quelli più vecchi e consolidati a far parlare di sé.
Certo non è affatto facile inventare un nuovo eroe di successo, soprattutto da quando l'adolescenza è stata prolungata in modo così incontrollato, però esistono molte eccezioni importanti: sono rappresentate dal Giappone e, in generale, dai personaggi dei cartoni animati, che sono forse le uniche icone disegnate contemporanee ad avere assunto in poco tempo una rilevanza planetaria. Più o meno tutti, infatti, hanno ben presenti Peppa Pig o Spongebob, però penso che pochissimi saprebbero citarne gli autori.
Spostando poi l'attenzione alle serie televisive che vanno tanto di moda adesso, ci accorgiamo che sono proprio i loro protagonisti fittizi ad essere popolari e riconosciuti, come e più dei loro creatori, segno che il pubblico ha ancora fame di personaggi riusciti.


È senz'altro più che legittimo affezionarsi agli autori e farne delle superstar di nicchia, sebbene si senta più spesso la voce elettronica dei loro detrattori, ma l'attaccamento verso un eroe immaginario rimane quello più forte, e per questo sostengo che abbiamo bisogno di nuovi personaggi di successo, anche (e soprattutto) per restituire al fumetto quella grande dimensione popolare che oggi sembra non appartenergli più.

Alessio Bilotta

Omaggio di Leo Ortolani al film "The Expendables 3",
in cui ritrae alcuni dei più famosi autori-personaggi del momento
(immagine rubata qui)

22/06/15

50 STORIE (BLU)


È ancora disponibile su Sky Go il film Gli italiani e il fumetto, 50 storie, una produzione Sky Arte nella quale 50 fra lettori e addetti ai lavori raccontano il loro rapporto con i fumetti: qui trovi qualche dettaglio in più, aggiungo solo che è imprescindibile per qualunque appassionato.
Sono piccoli episodi mai scontati e, anzi, spesso oscuri e leggermente inquietanti, anche per lo stile scelto dal regista Paolo Caredda, che fa somigliare i video a documenti rubati o a materiale segreto d'archivio. Ce n'è per tutti i gusti: Guccini che racconta del suo rapporto con Bonvi, strani personaggi che per lavoro rubano o falsificano i fumetti, fino al rispettabile padre di famiglia che, per tutta la vita, ha tenuto nascosto un album di Saturno contro la Terra nel quale aveva sostituito le sue fattezze a quelle del super-cattivo Rebo, in un maniacale lavoro di collage.
C'è spazio anche per episodi romanticamente bizzarri, come quello del bambino misterioso che passava fumetti proibiti ad un altro bambino attraverso il buco di una staccionata, o la storia del tipo che si liberava dei giornalini, dopo averli letti, lanciandoli dalla finestra.


Si rievocano con sottile piacere le interrogazioni parlamentari sulla violenza contenuta in certi fumetti, si ricordano i titoli messi all'indice dalla chiesa e si racconta di una telefonata fatta da funzionari del Vaticano a Tiziano Sclavi, senza dimenticare la celebre diffida della Rank Xerox a Tamburini e soci.

Da questi singolari frammenti, ognuno dei quali meriterebbe forse un film a parte, emerge un mondo molto lontano da quello dei salotti buoni televisivi dove oggi si discorre amabilmente di graphic novel, un universo parallelo che poco ha a che spartire anche con le attuali superstar della rete: è un mondo clandestino, sporco, quasi disperato, che vibra di una sua vitalità selvaggia e oltraggiosa, forse mitizzato dalla muffa, ma che conserva una sua forza peculiare che molti degli autori odierni, più attenti all'estetica e all'impegno intellettuale, possono soltanto sognarsi.

Alessio Bilotta


21/06/15

UWAS#54: "A LESSON IS LEARNED BUT THE DAMAGE IS IRREVERSIBLE"

 Un MacGuffin è una scusa banale per raccontare storie. Il termine pare sia un'invenzione di Alfred Hitchcock per indicare un pretesto qualunque che dia il via all'intreccio, il motore narrativo, lo spunto per cominciare a raccontare. Chiunque abbia una infarinatura de I Simpson capisce al volo cos'è un MacGuffin: i primi cinque minuti di ogni episodio servono a dare il via a tutta la storia, creando uno spunto del tutto pretestuoso che viene poi abbandonato per la vera linea narrativa. La valigetta di Pulp Fiction, la busta con i soldi di Psycho, la statua del Falcone Maltese, Rosabella, eccetera eccetera, se state attenti non solo il cinema, ma la vita intera è piena di MacGuffin.

E soprattutto A Lesson is Learned but The Damage is Irreverible è una miniera, una pioggia, una fioritura eterna e meravigliosa di MacGuffin. Storie senza costrutto, brevi flash di narrativa dell'assurdo, personaggi impossibili, narrazioni che si aprono verso orizzonti sconfinati ma subito dimenticate. Un fumetto dalla memoria breve, dove il nonsense straborda oltre i limiti del quotidiano. Non c'è alto, basso, destra sinistra, non c'è logica narrativa: i due protagonisti Dale e David (dai nomi dei due autori) affrontano con disinvoltura le più insensate giravolte logiche di un mondo che, pur simile al nostro, è in realtà alieno, incomprensibile, e la cui natura più profonda è quella di lasciarci sorpresi ed incapaci di capire cosa stia succedendo. Quello che A Lesson sembra chiederci è di abbandonarci a questo fiume in piena di parole e colori, lasciar cadere le nostre resistenze e farci trascinare via.

Moebius una volta disse che sognava di vedere realizzate un giorno storie in forma di elefante, campo di grano, fiammella di cerino. Forse è questo che avevano in mente i due autori quando hanno creato questa antologia, un fumetto che fosse come una porta sul retro della casa, capace di condurre a mondi fatati, incomprensibili, avvolti in una luce lunare e pericolosa.

Il fumetto ha una cadenza inattendibile e pare proprio che sia entrato in uno stato di lunga ibernazione: i due autori continuano comunque a lavorare in proprio e portano avanti una serie di progetti interessanti. Ma la straordinarietà di A Lesson, con la sua meravigliosa cura nei disegni, l'entropia narrativa e la breve durata, ne hanno fatto un fumetto amatissimo dai suo appassionati.

Heike

Risorse web:
- A Lesson is learned but the Damage is Irreversible
- David Hellman
- Dale Beran

14/06/15

COLD TURKEY: FUTURAMA - VALENCIA (ES)

Cari cari cari amici, quanto bisogno avevo di una vacanza. Un lungo inverno di fatiche, disastri, traslochi, brutto tempo, raffreddori, coliche renali. Quanta fatica.
E' quindi con grande entusisamo che io e la fidata Elle ci siamo diretti verso Valencia, il porto sicuro del Mediterraneo dove vive la disegnatrice più amata degli slowcomici, la nostra inestimabile Andrea Barattin.
Città meravigliosa, clima piacevole, spiaggia, sole, trasporti pubblici efficienti, orchata de chufa, paella (che non ho provato). Cosa si può desiderare di più da una vacanza?
Certo, se fosse possibile anche leggere qualcosa di interessante...
Qualcosa tipo cosa?
Mah, non so...
Ma tipo cosa, fumetti?
Eh.
Ma certo che è possibile, nella fumetteria più spaziale di tutta la città!
¡Ojalà! ¡Viva! ¡Vamos hombre!

La Libreria Futurama è in centro città, in Carrer Guillén de Castro 53, piuttosto vicino alla fermata della metro di Guimerà e alla biblioteca cittadina. Entrare in questo negozio fornitissimo, dopo aver passeggiato sotto il sole estivo, è un'esperienza: le pareti, il pavimento, le scale, sono ricoperte di volumi. Un soppalco tutto attorno al negozio crea un piano aggiuntivo e raddoppia lo spazio espositivo, in una illusione di accerchiamento. Nonostante ad una prima occhiata sembri il contrario, tutto è disposto con un ordine certosino, le opere catalogate ed esposte per tipologia, con un'offerta che spazia dai sei anni ai cento ed oltre. Il gestore, il simpaticissimo José, quando ha saputo delle nostre italiche origini ci ha condotto sul mezzanino alla scoperta delle edizioni spagnole dei fumetti Bonelli, che sembrano vendere benissimo. Grande spazio a Tintin e ai classici francesi, trionfo delle edizioni Panini, ma anche grande cura nel segnalare i prodotti di particolare valore e le produzioni locali. José ci ha anche raccomandato di partecipare al festival del fumetto indipendente, ma ci attendeva un aereo, sarà per la prossima volta. Se siete a Valencia e volete sapere tutto (o quasi) del fumetto in Spagna, fate un salto a Futurama!

Le vacanze finiscono, si torna al caldo dell'Italia, ma anche questa volta il rischio di astinenza è stato scongiurato.

Pagina Facebook di Futurama (pare non ci sia un sito ufficiale)
Un po' di foticine della mia esplorazione