29/04/15

IL PERCHÉ DEI GATTI SU INTERNET


Se sei distratto ma fortunato, forse puoi trovarne ancora una copia in edicola. Sto parlando di linus #599, che celebra con un numero speciale i 50 anni di vita della rivista, la prima pubblicazione di questo tipo in Italia e l'ultima che ancora resiste, nonostante le travagliate vicissitudini degli ultimi tempi.
Non sta certo a me tracciare un profilo storico della rivista (per quello ti rimando ai molti articoli apparsi di recente e a questo libro), mi limito soltanto a sottolinearne quell'approccio sofisticato che la rende un qualcosa di totalmente atipico forse oggi più di ieri: su linus, infatti, trovano spazio parecchi articoli che niente hanno a che vedere con il fumetto (compresi racconti, rubriche su cinema, teatro e musica, persino un singolare appuntamento enigmistico), che comunque riescono ugualmente a restituire un insieme abbastanza coerente, derivante da un approccio mai banale alla cultura e all'intrattenimento.

28/04/15

INQUIETUDINE E POESIA


Leggevo in questi giorni che alcuni commentatori sconsigliavano di utilizzare, in recensioni e presentazioni, termini come "capolavoro" o "genio", e in generale tutte quelle parole che rappresentano concetti e superlativi assoluti. Sono d'accordo che sovente se ne faccia un abuso, ma nel caso di Sock Monkey Treasury mi sento tranquillo se affermo che si tratta di un capolavoro straordinario realizzato da uno dei più importanti autori di sempre.
Il volume, un grande cartonato in edizione di pregio, raccoglie le avventure stralunate e feroci, originariamente pubblicate fra il 2001 e il 2006, di zio Gabby (la scimmia di pezza del titolo) e del suo degno compare, sir Corvo, anche lui un animale di stoffa, incapace pertanto di volare.

27/04/15

COMPORTAMENTI DA MANUALE


È evidente a tutti coloro che seguono le vicende del fumetto italiano come, da un po' di tempo a questa parte, ci sia una autentica sovraesposizione di alcuni autori sui vari social network. Credo che per molti sia utile alla loro professione essere così presenti, se non addirittura necessario, e bisogna ammettere che qualcuno è davvero bravo a sfruttare questi canali, scrivendo spesso cose interessanti.
Mi colpisce abbastanza, quindi, che un autore contemporaneo che amo molto come Davide Reviati (fra l'altro tradotto in diverse lingue e vincitore di parecchi premi importanti) sia praticamente assente dalla rete che ci ha intrappolato tutti. Le tracce digitali che lascia, infatti, sono abbastanza poche, credo solo il suo blog, aggiornato ogni tanto e quasi solo con immagini, senza nessuna urgenza di farci conoscere la sua opinione su ogni argomento dello scibile fumettistico e non, come fanno invece altri.

25/04/15

UWAS#51: "IL QUARANTENNE IMMAGINARIO"

 Gentile pubblico, bentornati alle divertenti disamine del dinamico dominio del disegno digitale! Oggi, come promesso, parliamo di un altro webfumetto candidato ai Premi Micheluzzi, dopo To Be Continued, Vivi e Vegeta e From Here to Eternity. La prossima settimana si chiude e si vede chi sarà il vincitore (ho le mie preferenze, ma non le dico).

Il quarantenne immaginario è una sorta di diario fantastico delle avventure di Lenin (non quello, un altro pelato uguale) e del suo pupazzo d'infanzia preferito, una scimmia di pezza chiamata Signor Spenalzo capace di parlare. Per adesso sono stati realizzati solo sei episodi, divisi in due stagioni, pubblicati a cadenza quantomeno random. Sergio Varbella, l'autore ha un tratto molto pulito che ricorda, con le dovute cautele, Paolo Bacilieri: nella storia più recente ha provato a passare da un due toni malinconico (perfetto per le tematiche trattate) ad una colorazione che temo ne sminuisca la qualità complessiva, appiattendo lo stile.

Il fumetto è carino, non particolarmente originale ma piuttosto divertente, e sarebbe bello se l'autore ci si dedicasse con maggiore costanza. Un difetto, che ho riscontrato spesso tra gli webcomic italiani, è proprio la mancanza di fiducia nei propri mezzi: abbiamo visto nel corso di questo anno, che per produrre qualcosa di interessante non è necessario disegnare bene, non è importante essere artisti a tutto tondo: quello che veramente serve è avere qualcosa da raccontare e farlo al meglio che si possa fare. Fiducia in sé stessi, ecco di cosa ha bisogno il fumetto web italiano.
Heike
Risorse web:
- Il quarantenne immaginario
- Il sito di Sergio Varbella

24/04/15

RIPETIZIONI DI STORIA: "FANTAX"


Mentre impazzano in rete le recensioni entusiaste di Avengers: Age of Ultron, mi sembra opportuno proporre alla tua attenzione un oscuro personaggio in costume, che rappresenta un po' il trait d'union fra i primi supereroi e gli antieroi del cosiddetto "fumetto nero" italiano (cioè Diabolik, Kriminal e mille altri epigoni, se non sai di cosa parlo).
Creato in Francia nel 1947 da Pierre Mouchott, che si firmava con lo pseudonimo di Chott, è evidentemente ispirato nelle fattezze al supereroe DC Hourman (quello che diventava super-forte e super-veloce solo per un'ora assumendo una vitamina miracolosa, il "miraclo"...), ed era anche lui un giustiziere mascherato, che menava fortissimo i suoi nemici. Anzi, i contenuti violenti delle sue storie, che contemplavano anche torture, bondage e sadomasochismo, furono giudicati talmente eccessivi da alcune organizzazioni cristiane che sembra siano stati fra le cause principali di una legge censoria promulgata nel 1949, quando Fantax cessò di essere pubblicato dopo una quarantina di episodi. Fu ripreso nel 1959 dallo stesso Mouchott per i disegni di Rémy Bordelet, ma la sua nuova avventura editoriale non durò che una manciata di numeri.
Non ebbe miglior fortuna nemmeno in Italia, dove l'editore Cino Del Duca, che pubblicava Tarzan di Burne Hogarth, riuscì a dimostrare che Fantax era graficamente un po' troppo simile al re della giungla, ottenendo quindi che ne cessassero le pubblicazioni. L'editore italiano di Fantax non si perse però d'animo, e lanciò sul mercato Maskar, un'imitazione meno violenta e disegnata con un altro stile (da Gallieno Ferri, co-creatore di Zagor), che andò avanti per circa 20 anni, anche se in pochi se la ricordano.

Forse Robert Downey jr. sarà affascinante, ma io preferisco questo tizio armato di tutto punto che fuma in copertina sfoggiando rossetto e fard.

Alessio Bilotta

23/04/15

CAPEZZOLI


Tra le numerose sciocchezze che girano in rete adesso, una delle più recenti mi sembra la campagna #freethenipple, il cui obiettivo è quello di consentire anche alle donne di mostrare legalmente il proprio seno nudo in pubblico. Leggi, se vuoi, questo breve articolo di Playboy in merito.
Intendiamoci, non ho nulla contro questa aspirazione legittima, ma è la piega che ha preso sui vari social network ad essere paradossale, dal momento che alcune avvenenti fanciulle hanno voluto mettere alla prova la politica "no nipple" di Instagram pubblicando foto che le ritraggono in topless. Su Facebook ormai non ci prova più nessuna, perché la rimozione è quasi automatica, ma pare che anche Instagram non sia stato da meno.
Ora, non credo ci fosse bisogno di questi esperimenti per dimostrare l'ipocrisia della rete, perché sappiamo tutti come Facebook non abbia invece nessun problema con pagine che inneggiano alla diffamazione, alla violenza, al razzismo e ad altri "classici del fascismo"; mentre, di contro, possiamo trovare tutta la pornografia che vogliamo su innumerevoli siti con una semplice ricerca su Google. Tenendo conto che, accanto a superstar come Rihanna o Miley Cyrus, ci sono anche voluttuose carneadi in cerca di visibilità, ecco che il cerchio si chiude.

22/04/15

L'INVENZIONE DELLA PILA


Uno dei libri più attesi dell'anno, Qui (Here) di Richard McGuire, è finalmente uscito la settimana scorsa, ma dico subito che mi ha lasciato abbastanza freddino, forse anche perché le mie aspettative erano esageratamente alte.
L'autore (qui il suo scarno sito personale) è attivo soprattutto come grafico e illustratore, anche se io ricordo con grande piacere il misconosciuto ma interessantissimo film di animazione Peur(s) du noir, del quale diresse uno dei 5 episodi (fra gli altri registi anche Mattotti, Burns e Blutch).
Questo libro, anche difficile da classificare perché non è un fumetto come lo si intende di solito, rappresenta la versione espansa, rivista e abbellita di una storia in b/n di appena 6 tavole pubblicata nel 1989 sulla mitica rivista Raw, e che puoi leggere interamente qui.

21/04/15

MATTONI INTELLIGENTI


A volte penso che Maicol&Mirco (qui il suo blog) sia un po' come il topo Ignatz della fondamentale striscia Krazy Kat di George Herriman: anche lui, quando meno te lo aspetti, ti colpisce forte con un mattone, senza mai sbagliare la mira.
Il suo ultimo libro, Il suicidio spiegato a mio figlio (qui tutti i dettagli), è un mattoncino compatto e tutto nero, sempre in bilico fra l'umorismo macabro e la rivelazione della verità, e se forse è la cosa migliore che ha fatto finora, di sicuro è uno dei fumetti più interessanti di questi anni.

20/04/15

UWAS#50: "FROM HERE TO ETERNITY"

Okay okay okay, scusate il ritardo, eccomi, sono qua.
Lo so che l'articolo di UWAS è programmato ca-te-go-ri-ca-men-te per la domenica mattina, ma abbiate pazienza, ho passato il fine settimana ad imbiancare casa e ad un certo punto mi è sparito il computer, non sapevo più dove fosse (desclaimer: potrebbe non essere vero) ma per fortuna l'ho ritrovato prima di dover andare a comprarne uno nuovo appositamente per scrivere l'articolo di ieri, oggi.
Perdonatemi, quando mi stanco troppo mi va la lana nel cervello.

Insomma, come si diceva sette (otto) giorni fa, per qualche settimana ci dedichiamo ai webcomic (o si dice aGLI webcomic?) italiani in gara a Napoli per i premi Micheluzzi. Dopo To Be Continued e Vivi e Vegeta questa settimana tocca alla saga punk di Francesco Guarnaccia.
Dato che di From Here to Eternity esiste anche una versione cartacea edita dai tipi di Mammaiuto, che Alessio ha già provveduto a recensire ottimamente nella rubrica sorella di questa mia, cercherò di non ripetere quanto già detto: mi limiterò a citarne la dirompente carica visiva, la palette di colori acidi, lo stravolgimento delle prospettive che ben si sposano con un fumetto che parla delle "cosa più punk che abbiate mai incontrato". L'incontro/scontro generazionale e l'amore per la musica, prima di tutto, sono i temi portanti di questo gioiellino, ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo: la malinconica narrazione di Guarnaccia ci introduce un set di personaggi che, francamente, spero continuino ad avere vita editoriale in qualche forma.
Per quanto riguarda le questioni tecniche, il fumetto si sviluppa in una serie di infinite canvas a scorrimento verticale, ognuna delle quali compone un differente capitolo. Le tavole sono già composte per la pubblicazione cartacea, il che aiuta in fase di lettura, ma forse un briciolo di coraggio in più, per una pubblicazione web, non sarebbe guastato.
Ad ogni modo, lunga vita ai Punk Arré! Viva il signor Fugazzi!
Heike
Risorse web:
- From Here to Eternity (il webcomic)
- From Here to Eternity (il fumetto)

PATATE, MELASSA E MALINCONIA


Ricordo che passai buona parte di un'estate del secolo scorso, forse proprio quella del passaggio fra le elementari e le medie, leggendo le favole dei fratelli Grimm nella loro versione originale. Fino ad allora conoscevo soltanto alcuni degli adattamenti edulcorati della Disney, e rimasi molto colpito dallo strano amalgama di crudeltà e fantasie bislacche che le contraddistingueva. Appresi con un po' di sgomento che nel vero finale di Biancaneve la regina era stata costretta a ballare fino alla morte calzando due roventi "pantofole di ferro", ma la mia vera passione erano le storie meno famose, quelle con protagonisti assurdi e sorprendenti, tipo Il sorcetto, l'uccellino e la salsiccia, oppure I sei che si fan strada per il mondo, praticamente dei supereroi ante litteram.

La recente visione di Over the Garden Wall, la bella serie d'animazione in 10 episodi creata per Cartoon Network da Patrick McHale, già direttore creativo della popolarissima Adventure Time, mi ha riportato alla memoria quella antiche letture, anche se stavolta il coinvolgimento emotivo è stato molto maggiore.

17/04/15

RIPETIZIONI DI STORIA: "FLAMINGO"





Creata nel 1952 da Ruth Roche ai testi e da Matt Baker ai disegni, Flamingo è una gitana danzatrice di flamenco protagonista di una striscia avventurosa per i quotidiani proseguita da Baker fino alla sua morte, avvenuta nello stesso anno, e poi ripresa in mano dal meno dotato John Thornton fino al 1953, quando giunse alla sua naturale conclusione.
Le poche informazioni reperite ci dicono che l'effimero successo della striscia fu da attribuire non tanto alle trame poco originali, quanto al segno elegante e sexy di Baker, già disegnatore della sensuale giustiziera mascherata Phantom Lady e passato alla storia della Nona Arte per almeno due motivi.
Realizzò infatti nel 1950 le matite di It Rhymes with Lust, un torbido libro a fumetti che gli studiosi inseriscono fra gli antesignani del moderno graphic novel (all'epoca fu presentato come "picture novel"), ed è inoltre considerato il primo artista afro-americano ad aver avuto successo nel mondo dei comics.
Tutti elementi piuttosto peculiari, che forse meriterebbero maggiori approfondimenti da parte della critica ufficiale.

Alessio Bilotta

16/04/15

ATTENZIONE ALLE SORPRESE


Magari in occasione dell'ultima Pasqua sarà capitato anche a qualcuno di voi di trovare nell'uovo un ciondolo o un portachiavi a forma di farfalla. Ebbene, conservatelo con cura, perché potrebbe trattarsi di un'anima perduta, proprio come quella raccolta con grande stile dalla figlia del diavolo in persona, nella sua primissima apparizione (1973, all'interno di Vampire Tales #2, tradotto da noi l'anno successivo sul #5 della collana di culto Il Corriere della Paura).
La bellissima creatura infernale (Satana in originale, diventata Satan in Italia per evidenti problemi di adattamento) qui è ancora priva degli zoccoli e delle grosse corna da caprone che la caratterizzano nelle apparizioni successive, ma indossa già il suo tipico costume supersexy, ed ha la fortuna di esordire in una breve storia che è forse una delle vette più alte raggiunte dai fumetti horror della Marvel nei meravigliosi anni '70.

15/04/15

SEI SOLO UN PEZZO DI RICAMBIO


Avevo già segnalato qualche mese fa (guarda qui) l'ottimo lavoro che sta facendo la piccola casa editrice Hollow Press, consigliando il notevole antologico U.D.W.F.G., cioè una delle cose migliori presentate alla scorsa edizione di Lucca Comics e di cui sono usciti finora due numeri. 
Mi aspettavo quindi molto da Industrial Revolution and World War, cioè la loro nuova proposta firmata dal giapponese Shintaro Kago (qui il suo blog), altro autore molto particolare che tengo d'occhio sempre con grande interesse.
Ammetto che dopo le prime pagine, dove vediamo dei roditori antropomorfi scoprire enormi corpi inerti di giovani donne sepolti dalle macerie, ero quasi pronto alla delusione, perché pensavo che l'autore avesse abbandonato la sua caratteristica cifra disturbante e macabra, magari per spostarsi verso ambientazioni e tematiche à la Nausicaä.

14/04/15

UNA FESTA PER GLI AMANTI DEL FUMETTO, IN TUTTE LE EDICOLE


In questi giorni dalle mie parti si festeggia, e dovrebbe essere così anche in tutte le case degli appassionati di fumetti. Infatti è da poco uscito in edicola Il prezzo dell'onore (#31 della collana antologica Le Storie, 112 pagg. in b/n a 3,80 €), cioè l'ultima fatica di Paolo Bacilieri (qui il suo blog), che è uno dei disegnatori più bravi e originali ora in circolazione. Stavolta l'artista veronese è alle prese con una storia western scritta da Fabrizio Accatino, attivo soprattutto come giornalista e autore televisivo nonché sceneggiatore di alcuni episodi fuoriserie di Dylan Dog. 
Come negli altri lavori realizzati per l'editore milanese, Bacilieri è costretto quasi ad "asciugare" il suo stile caratteristico per rispettare il canone bonelliano, e quindi non troveremo vignette affollate di dettagli ed elementi estranei e neppure l'uso narrativo del lettering, anche se si nota un'attenzione particolare nella costruzione delle onomatopee.

13/04/15

IL GRANDE MISTERO DELLE POSTE E ALTRE AVVENTURE QUOTIDIANE


Ne è passato di tempo da quando lessi per la prima volta un fumetto scritto da Diego Cajelli, e cioè la miniserie Pulp Stories, che fu pubblicata, stando a Wikipedia, addirittura nel 1996, praticamente vent'anni fa. In questo lungo periodo Cajelli ha fatto un sacco di cose belle, lavorando per i più importanti editori italiani, vincendo diversi primi e scrivendo da oltre 10 anni sul suo blog Diegozilla pezzi molto interessanti e seguiti. Si dice anzi che sia addirittura un web influencer, e la bella campagna #avoistabene?, che ha portato avanti contro le diffamazioni e le bugie diffuse on-line, lo dimostra senza alcun dubbio (se non sai di che parlo e sei curiosa/o, comincia da qui).
Confesso, personalmente, che è uno dei pochi blogger che leggo sempre molto volentieri, e quindi anche per questo ho salutato con entusiasmo la pubblicazione del libro che raccoglie alcuni suoi post  opportunamente riveduti e corretti, così da diventare dei piacevolissimi racconti brevi.

12/04/15

UWAS#49: "VIVI E VEGETA"

Alla fine del mese arriva il Napoli Comicon 2015.
E allora? diranno i miei quindici lettori.
E allora, a parte il fatto che pare che sia un bellissimo festival del fumetto in una bellissima città in un periodo dell'anno che in genere il tempo è bellissimo e se potessi ci andrei, e dovreste farlo anche voi perché sembra che i biglietti stiano andando via come il pane, ora, a parte questo, ci sarà anche la premiazione dei premi Micheluzzi, che Attilio Micheluzzi è stato uno dei più grandi artisti pop italiani di sempre, ma non è questo che volevo dire.
Quest'anno - non so se è la prima volta, sicuramente è la prima volta che me ne accorgo, e solo perché me l'ha detto il Bilotta, che io sono un po' stordito - ci saranno i Premi Micheluzzi per gli webcomics italici.
E quindi si fa un piccolo speciale in quattro puntate sui candidati alle nomination, che sarebbero cinque ma di uno - To Be Continued - ne ho già parlato come di un gioiellino.

Vivi e Vegeta è l'esperimento web di Francesco Savino e Stefano Simeone. Pubblicato su Verticalismi, un laboratorio web che promuove l'arte delle nuvole parlanti e le nuove tecnologie associate al fumetto. Di Verticalismi mi riprometto di parlarne più avanti, che il lavoro di questi ragazzi è interessante e davvero promettente, credo possano diventare un punto di riferimento per il mondo tutto del fumetto italiano negli anni a venire, se se la sanno giocare bene.
Di cosa parla il lavoro del duo Savino/Simeone? E' un noir sui generis, con l'eroe suo malgrado alla ricerca della ragazza misteriosamente scomparsa, la semplice vita di campagna contro la città puzzolente, corrotta, pericolosa. Piove sempre, in città, ma quando non piove è peggio perché arrivano i gangster e uccidono e rapiscono i fiori. Sì, i fiori, perché in uno strano ribaltamento al centro del fumetto ci sono fiori e piante antropomorfe, sin troppo simili agli uomini. Carl, il protagonista, si ritrova invischiato in una storia che non capisce (e all'inizio neanche io, a dire il vero), che lo porta sempre più a riflettere su sé stesso e il mondo che lo circonda.
Un webcomic di impianto classico, costruito sullo scorrimento verticale (lo scroll) e l'infinite canvas. Lo stile mi ricorda un pocodi Bill Sienkiewicz, e la storia è carina.
Punti deboli: certe volte ho l'impressione che la narrazione sia un po' tirata via, le psicologie poco approfondite (va bene che è un fumetto web su delle piante, ma i propri personaggi vanno sempre amati) e il "già visto" a volte emerga troppo, ma alla fine è una storia che scorre bene e che non vedo l'ora di sapere come finisce.
Forse i nostri potrebbero rischiare un po' di più, credere maggiormente nelle loro idee ed esplorare meglio questo nuovo mondo che, son sicuro, ha confini molto più vasti di quanto visto finora.
Heike
Risorse web:
- Vivi e Vegeta su Verticalismi
- Napoli Comicon

06/04/15

STRIP ADVISOR: BEOWULF



Cos'è
Adattamento dell'antico poema inglese omonimo, ad opera degli spagnoli Santiago García ai testi e David Rubín ai disegni, tradotto in Italia dalla Tunuè.
Il potente e coraggiosissimo guerriero Beowulf interviene in difesa del popolo scandinavo dei Geati, tormentato dalle scorrerie assassine e distruttive del mostro Grendel; dopo averlo sconfitto a mani nude, l'eroe si scontra prima con la vendicativa, e altrettanto mostruosa, madre della creatura, ed infine, dopo aver regnato in pace per 50 anni, con un enorme drago che custodisce un tesoro inestimabile.

È un volume cartonato di 208 pagg. a colori, messo in vendita al prezzo di 19,90€. Uscito la settimana scorsa, lo trovi in libreria e in fumetteria, oppure direttamente presso l'editore (qui).

Com'è
La sceneggiatura, con pochi dialoghi e ancor meno fronzoli, segue fedelmente lo schema narrativo dell'opera originaria, uno dei tanti miti che si fondano sulle dicotomie Bene/Male, Luce/Buio e, soprattutto, Coraggio/Paura. Sono i disegni selvaggi del talentuoso David Rubín a restituirci l'allure dell'epica più classica, sprigionando forza ed energia da ogni tavola, e quasi da ogni vignetta;

05/04/15

UWAS#48: "GEPPO LINDO FERRETTI"

Piccola tradizione di UWAS: quando arrivano le feste cerco di segnalare qualcosa di diverso, nella consapevolezza che, alla fin fine, i miei quindici lettori preferiscano andare al mare che passare la giornata a leggermi (chiamali fessi) e quindi devo cercare di intrattenerli. Oggi si parla di musica. No, anzi, di massimi sistemi. No, musica. Massimi sistemi. Musica. Massimi sistemi. Musica. Sistemi.
Entrambi.

Indizi dell'avvenuta catastrofe è una delle mie letture preferite. A quanto mi è dato di capire il suo autore,  Gualtiero Bertoldi, è un professore di inglese con una grande passione per la fotografia, gli anime, la cultura web, il fumetto. Tra le tante sue cose degne di nota (e ce ne sarebbero decinaia) oggi mi limiterò a segnalare Geppo Lindo Ferretti, un pastiche di vignette dell'immortale Geppo, il diavolo buono di Chierchini, con i testi delle canzoni del, lui sì mortale, Giovanni Lindo Ferretti. I più giovani mi scuseranno se nessuno di questi due nomi suona familiare alla loro orecchie, ma per la mia generazione si tratta di facce ben conosciute: gli albetti di Geppo hanno trovato ospitalità a casa dei miei genitori per molti anni, salvo poi sparire in qualche cassonetto della carta, mentre la musica dei CCCP prima e dei CSI poi ha segnato buona parte della mia Dolescenza di wannabe punk.
L'incontro-scontro tra i due universi narrativi è strepitoso, i criptici messaggi di Ferretti trovano nuova linfa nella comunanza con il tratto ormai vecchio ma adorabile di Chierchini, un ritrovarsi fuori dal tempo esaltante ed esilarante. Purtroppo il Tumblr non è più aggiornato, ma ci porta a riconoscere di nuovo le potenzialità e la ricchezza di internet: avere un'intuizione geniale e poterla dire in giro. Qualcuno che la apprezzi lo trovi di sicuro.
Quanto mi manca Geppo.
Quanto mi mancano i CSI.
Buona Pasqua a tutti!
Heike
Risorse web:
- Geppo Lindo Ferretti
- Indizi dell'avvenuta catastrofe
- Un articolo di Fumettologica su geppo L. F.

03/04/15

ALLONS ENFANTS


Quello delle classifiche di qualunque cosa è una moda della rete che avrebbe francamente stufato, anche perché si tratta spesso di giudizi completamente soggettivi. Ogni tanto, però, capita qualche lista interessante, come quella pubblicata lo scorso 1° aprile dall'edizione on-line di Internazionale, che elenca i 20 libri più tradotti, esclusi i testi religiosi (guarda qui l'articolo, mentre a seguire è riportata tutta la classifica).



Sperando non si tratti di un pesce d'aprile, e prendendo per buona l'indicazione della fonte (citare Wikipedia già di per sé è discutibile, ma io non sono nemmeno riuscito a trovare la pagina...), saltano all'occhio diversi dati interessanti:
- ci sono parecchi titoli che rientrano in una categoria di libri abbastanza specifica, seppure imperfetta e di comodo come tutte la catalogazioni, e cioè la categoria dei "libri per ragazzi", o "giovani lettori" che dir si voglia;
- c'è purtroppo anche un libro di Paulo Coelho, ma per fortuna non c'è nessun titolo di Fabio Volo;
- il podio è occupato da libri ricchi di illustrazioni, mentre al sesto e al settimo posto ci sono 2 fumetti, anche se citati in modo impreciso (nel senso che di Astérix sono usciti finora 35 titoli, mentre Tintin ne conta 24 - la dicitura "Le avventure di..." identifica semmai la serie, quindi un qualcosa di disomogeneo rispetto a tutti gli altri tomi unici presenti in classifica).

Cosa ci dicono questi dati?
Forse l'alto numero di titoli "per ragazzi" evidenzia in qualche modo l'inevitabile funzione educativa attribuita alla lettura da tutte le culture, funzione che giustifica quindi anche la presenza di molti libri illustrati.
Rimane inoltre affascinante e degna di nota la capacità di penetrazione internazionale degli albi a fumetti, senza dimenticare che il materiale Disney e i Peanuts non sono stati presi in considerazione, forse perché pubblicati in prima battuta con formati diversi dal libro.
Le glorie d'oltralpe Astérix e Tintin giustificano la loro presenza anche grazie alle continue ristampe, e in qualche modo certificano i capisaldi che garantiscono il successo di un fumetto:
avventura, umorismo, personaggi azzeccati, disegni lontani dal realismo. Se qualcuno volesse aggiungere la parola magica "Francia", tenga presente che i belgi potrebbero prendersela a male.
Sarà un caso, ma sono tutti elementi completamente estranei al trend attuale del graphic novel, e sui quali forse varrebbe la pena riflettere un po' di più.

Alessio Bilotta