28/09/15

FRONTERA!


Sei mesi dopo l’album speciale realizzato da Serpieri, che aveva fatto storcere il naso ad alcuni puristi di Tex, Bonelli ci riprova e propone in edicola un secondo cartonato elegante e di grande formato (52 pagg. a colori a 8,90€), che diventa quindi il secondo numero di Romanzi a Fumetti, nuova collana dedicata ad Aquila della Notte.
La storia è ambientata nella giovinezza del ranger, ed è ancora una volta un classico racconto di vendetta, in cui Tex è affiancato da un’insolita compagnia, cioè una bionda e affascinante ragazza francese, cantante e ballerina di saloon.
Sceneggiata dal veterano Mauro Boselli (35mila pagine a fumetti finora, come recita la sua biografia infondo al volume), con uno stile asciutto e privo di didascalie, è disegnata e colorata da Mario Alberti, artista di spessore internazionale che vanta parecchie pubblicazioni anche in Francia e negli Stati Uniti.

Il segno, sottile e nervoso, graffia la pagina con le stessa energia che possiedono gli schizzi, e infatti i personaggi riescono a trasmettere una forte emotività quasi in ogni vignetta, grazie anche a certe piccole imprecisioni che accentuano la sensazione di incompletezza del disegno, amplificando quindi l’illusione di vitalità e movimento. Il montaggio delle tavole è decisamente distante dalla rigida gabbia bonelliana, e fa grande uso di ampie panoramiche senza bordi, composizioni irregolari e vignette che si sovrappongono l’una all’altra, anche se poi l’effetto complessivo non è così sconvolgente, probabilmente a causa di una regia ancora piuttosto controllata. I cambi di scena, infatti, non sono mai troppo bruschi, e anche le inquadrature scelte sono quasi sempre a distanze e ad angolazioni neutre, movimentate soltanto da qualche primissimo piano.
Un difficile equilibrio fra la tradizione più sacra e la voglia di concedere maggiore libertà agli artisti, in una notevole e promettente anticipazione di ciò che, un giorno, potrebbe diventare anche un fumetto sempiterno come Tex. 

Alessio Bilotta

2 commenti:

Mort Cinder ha detto...

Concordo in toto con quello che scrivi, però come sospettavo i vecchi lettori, non solo angrafici, hanno storto il naso. Sembra impossibile che certi personaggi debbano restare in gessati in una capsula temporale dove non succede assolutamente nulla e le storie sono uguali a se stesse all'infinito. Ho salutato con piacere questa strada che, finalmente, si apre e promette qualcosa di diverso. Non che Tex non si sia evoluto, almeno un po' nella serie regolare, ma l'uso di un formato diverso e del colore apre prospettive. Ma forse siamo noi troppo esigenti, recentemente ho letto l'albo a colori di Zagor, il 600esimo, ma sembrava di leggere il primo, un fossile. Il lettore bonelliano medio gode della tranquillizzante ripetività dei vari AAAAYAAKK, trippone, o delle improbabili trovate di un eroe che combatte in nordamerica e che si sposta tra gli alberi utilizzando le liane. A proposito, esistono luoghi in nordamerica dove crescono questi rampicanti?

Slowcomix ha detto...

Credo che Zagor si muova nel territorio della fantasia piuttosto che in Nord America, e da sempre ci ha abituato a incongruenze e licenze poetiche.
Detto questo, un editore come Bonelli non può prescindere dai propri lettori storici, ma allo stesso tempo deve anche provare nuove strade, cosa che finalmente ha iniziato a fare, dopo anni di immobilità o quasi. Bisogna essere pazienti ed incoraggiare queste iniziative, sono sicuro che vedremo molte cose belle.

Grazie del tuo intervento!