18/07/15

UWAS#57: "SUPER PIXEL QUEST"


Okay, c'è un piccolo problema qui, che mi era stato anticipato quando ho cominciato a recensire fumetti web. Ad un certo punto, mi si diceva, ad un certo punto non saprai più di che parlare. Ad un certo punto sarai a corto di argomenti. Certo, puoi tirar fuori XKCD, Boulet, Eriadan, ma guarda che poi ad un certo punto dovrai raschiare il fondo del barile, dovrai smettere, ad un certo punto, o parlare della merda. E non della merda in senso scatologico, della merda in senso qualitativo, che ad un certo punto, mi si diceva quando cominciai, i bei fumetti finiscono e cominciano quelli mediocri, poi finiscono anche quelli e ci sono quelli brutti, poi finiscono anche quelli e c'è la merda, e la merda su internet non è come la merda delle autoproduzioni, eh no, mi si diceva allora, la merda delle autoproduzioni comporta dei soldi, la merda di internet comporta solo uno scanner e tanto tempo a disposizione, sarai circondato dalla merda, ad un certo punto, sarai sommerso dalla merda, sarai SEPOLTO da chilometri e chilometri di merda impubblicabile e incommentabile ed illeggibile, ed allora a quel punto smetterai.
Tra quanto, chiedevo io.
Eh, dopo una cinquantina di recensioni, mi si diceva.

E invece.
E invece io sono ancora qui sepolto sotto una montagna di roba di qualità che ogni settimana non so quale pescare senza far torto a qualcuno di cui ancora non ho parlato. Scavo scavo scavo, e ancora trovo l'oro.
Oggi si parla di un gioiellino senza testo, b/n, minimalista e con una animazione ridotta all'osso di un illustratore francese non molto conosciuto da noi, Emmanuel Espinasse, che qualche anno fa raggiunse una certa notorietà digitale con Super Pixel Quest. Che cos'è? E' una storiella semplice, un giochino da tesi di laurea per illustratori, un omaggio alla sottocultura nostalgica del pixel e dei videogiochi della LucasArts. Il protagonista è un anonimo omettino nudo dai grandi piedi che deve trovare una lampadina, e nel farlo si trova a vagare, come nella migliore tradizione, tra sotterranei e castelli stregati, cercando di sfuggire alle minacce messe in atto da un malefico gnomo. Lo storytelling è originalissimo, e risponde con intelligenza alle limitazioni del monitor, creando dal nulla uno schema narrativo che non segue alcuna linearità tradzionale. Molto carino, molto piacevole, una lettura veloce adatta ai climi tropicali di questi giorni. Pare che esista anche un'altra avventura, ma per ora non l'ho trovata. Se qualcuno la scopre, mi faccia sapere.
Heike
- Super Pixel Quest
- Emmanuel Espinasse

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