24/06/15

IL CREPUSCOLO DEGLI EROI

Zanardi contro Pazienza ("La prima delle tre", 1985)
Se ripercorriamo la storia del fumetto italiano dal 2000 in poi, ci accorgiamo che praticamente nessuno dei personaggi creati nel nuovo secolo viene ancora pubblicato. Ci sono state, è vero, serie molto popolari e molto lunghe (ad es. John Doe, 100 numeri in 10 anni, oppure W.I.T.C.H., 139 numeri in 11 anni), però nessuna è sopravvissuta fino ad oggi.
Negli ultimi tempi, anzi, sembra che anche gli editori maggiori (Bonelli in testa) prediligano formule più prudenti, come le serie limitate o le storie autoconclusive; volendo estremizzare, ma neanche poi troppo, si potrebbe dire che l'unico nuovo personaggio degli ultimi 20 anni ad essere divenuto un'icona davvero popolare sia stato Rat-Man. Non sembra nemmeno, peraltro, che i personaggi nati negli ultimi 15 anni abbiano trafitto il cuore di molti appassionati, ma forse è solo questione di tempo e di sedimentazione, e magari presto vedremo ristampe e fan-club nostalgici di Valter Buio o Jan Dix, così come succede adesso per Geppo o La Poliziotta.


Non so spiegare questo fenomeno, forse dipende dall'affermazione del romanzo grafico, o magari dallo spostamento dell'attenzione verso gli autori, che sono diventati i veri protagonisti della scena, molte volte a discapito dei personaggi. Alcuni hanno anzi dei veri e propri alter-ego disegnati, e comunque si parla sempre più spesso del nuovo fumetto di Gipi o di Zerocalcare, non delle nuova avventura di Corto Maltese, e anche alcuni degli eroi più classici raggiungono la ribalta prima grazie all'attenzione verso i loro autori e solo in un secondo momento, forse, grazie ai commenti sulle loro storie. Un cambiamento di prospettiva probabilmente inevitabile, considerando la popolarità e il funzionamento dei vari social network, e d'altra parte non ricordo nuovi personaggi importanti neppure dalla Francia o dagli Stati Uniti, sono sempre quelli più vecchi e consolidati a far parlare di sé.
Certo non è affatto facile inventare un nuovo eroe di successo, soprattutto da quando l'adolescenza è stata prolungata in modo così incontrollato, però esistono molte eccezioni importanti: sono rappresentate dal Giappone e, in generale, dai personaggi dei cartoni animati, che sono forse le uniche icone disegnate contemporanee ad avere assunto in poco tempo una rilevanza planetaria. Più o meno tutti, infatti, hanno ben presenti Peppa Pig o Spongebob, però penso che pochissimi saprebbero citarne gli autori.
Spostando poi l'attenzione alle serie televisive che vanno tanto di moda adesso, ci accorgiamo che sono proprio i loro protagonisti fittizi ad essere popolari e riconosciuti, come e più dei loro creatori, segno che il pubblico ha ancora fame di personaggi riusciti.


È senz'altro più che legittimo affezionarsi agli autori e farne delle superstar di nicchia, sebbene si senta più spesso la voce elettronica dei loro detrattori, ma l'attaccamento verso un eroe immaginario rimane quello più forte, e per questo sostengo che abbiamo bisogno di nuovi personaggi di successo, anche (e soprattutto) per restituire al fumetto quella grande dimensione popolare che oggi sembra non appartenergli più.

Alessio Bilotta

Omaggio di Leo Ortolani al film "The Expendables 3",
in cui ritrae alcuni dei più famosi autori-personaggi del momento
(immagine rubata qui)

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