22/04/15

L'INVENZIONE DELLA PILA


Uno dei libri più attesi dell'anno, Qui (Here) di Richard McGuire, è finalmente uscito la settimana scorsa, ma dico subito che mi ha lasciato abbastanza freddino, forse anche perché le mie aspettative erano esageratamente alte.
L'autore (qui il suo scarno sito personale) è attivo soprattutto come grafico e illustratore, anche se io ricordo con grande piacere il misconosciuto ma interessantissimo film di animazione Peur(s) du noir, del quale diresse uno dei 5 episodi (fra gli altri registi anche Mattotti, Burns e Blutch).
Questo libro, anche difficile da classificare perché non è un fumetto come lo si intende di solito, rappresenta la versione espansa, rivista e abbellita di una storia in b/n di appena 6 tavole pubblicata nel 1989 sulla mitica rivista Raw, e che puoi leggere interamente qui.
L'idea di McGuire, come spiegato in questo approfondito articolo di Fumettologica da cui ho ricavato diverse informazioni, è ispirata all'interfaccia grafico dell'allora neonato sistema operativo Windows, nel quale, come ben sai, diverse "finestre" possono sovrapporsi all'infinito sulla medesima superficie, quella del monitor. L'autore, nella sua interpretazione analogica, sceglie invece di utilizzare come supporto fisso l'immagine di un salotto, quello della sua infanzia, stampata al vivo su due intere pagine: all'interno di questo set si aprono quindi varie finestre/vignette, ognuna delle quali riferita ad un'epoca diversa, compresi l'alba del pianeta e futuri lontanissimi. In pratica, abbiamo numerosi frammenti temporali impilati sfruttando il supporto ideale della tavola e quello fisico delle pagine, con tanta attenzione da parte dell'autore nella creazione di affascinanti ma un po' artificiosi collegamenti fra momenti di epoche lontane.
Sicuramente un esperimento di grande interesse, che esplora in modo originale e innovativo le potenzialità narrative e compositive del fumetto, ma che mi sembra carente in un aspetto che è fondamentale quando si racconta una storia, e cioè quello del coinvolgimento emotivo. I diversi personaggi che incontriamo, infatti, grazie anche ad uno stile grafico molto freddo e ad un punto di vista troppo distaccato, sono poco più che fantasmi, ombre pallidamente colorate protagoniste di vicende appena abbozzate e prive di qualunque elemento appassionante, fatta eccezione, ovviamente, per l'inusuale tecnica di montaggio. Non c'è sentimento, non c'è emozione, ma solo un esercizio intellettuale anche difficilmente replicabile nel fumetto narrativo vero e proprio, se non per lo spazio di qualche tavola. Insomma, è un po' come una luce fredda, che illumina senza riscaldare.

Gli addetti ai lavori potranno forse utilizzare questo libro come manuale di riferimento per soluzioni grafiche insolite, ma per il lettore normale la faccenda poteva probabilmente esaurirsi nelle 6 tavole originali o poco più.

Il volume, stampato in una bellissima edizione cartonata con sovraccoperta, ha 304 pagine e costa 25 €, puoi trovarlo in libreria, fumetteria o direttamente presso l'editore (qui).

Alessio Bilotta




2 commenti:

recensioniamichevoli ha detto...

Una voce fuori dal coro è sempre comunque apprezzabile!!!

Slowcomix ha detto...

Grazie. Intendiamoci, non è affatto un brutto lavoro secondo me, però da qui a considerarlo "il capolavoro dell'anno" ce ne corre!!! :)