14/04/15

UNA FESTA PER GLI AMANTI DEL FUMETTO, IN TUTTE LE EDICOLE


In questi giorni dalle mie parti si festeggia, e dovrebbe essere così anche in tutte le case degli appassionati di fumetti. Infatti è da poco uscito in edicola Il prezzo dell'onore (#31 della collana antologica Le Storie, 112 pagg. in b/n a 3,80 €), cioè l'ultima fatica di Paolo Bacilieri (qui il suo blog), che è uno dei disegnatori più bravi e originali ora in circolazione. Stavolta l'artista veronese è alle prese con una storia western scritta da Fabrizio Accatino, attivo soprattutto come giornalista e autore televisivo nonché sceneggiatore di alcuni episodi fuoriserie di Dylan Dog. 
Come negli altri lavori realizzati per l'editore milanese, Bacilieri è costretto quasi ad "asciugare" il suo stile caratteristico per rispettare il canone bonelliano, e quindi non troveremo vignette affollate di dettagli ed elementi estranei e neppure l'uso narrativo del lettering, anche se si nota un'attenzione particolare nella costruzione delle onomatopee.
Il suo segno rimane comunque piacevolmente inconfondibile, perché non abbandona mai i riferimenti a certo tipo di fumetto non realistico (penso a Gould, Barks ma anche Jacovitti e Tezuka), a tutto vantaggio della caratterizzazione e dell'espressività dei vari personaggi. Risplendono di una luce tutta loro persino quelli minori che appaiono per poche vignette, come l'assistente del boia o il capo dei banditi, che mi ricorda un po' il Flattop di Dick Tracy, anche se la creatura meglio riuscita è sicuramente il protagonista, lo spregevole e spietato opportunista Lester. È un ridicolo nanerottolo con un deforme naso a patata alla Bob Rock ed enormi denti sporgenti, e certo la sua fisionomia si avvicina molto di più alla sintesi del cartoon che al naturalismo idealizzato tipico dei fumetti di avventura, quasi come se questo suo essere sospeso fra due mondi riflettesse anche l'ambivalenza del personaggio: un bastardo da tenere a distanza e tuttavia capace di sorprenderci con azioni coraggiose. Sì, perché la storia, sostenuta da una sceneggiatura secca e avvincente, non parla di eroi, ma racconta le miserabili vicissitudini di un paio di pendagli da forca in un mondo polveroso e sanguinario, dove il riscatto e la giustizia sono solo parole prive di significato.

Rimane il disappunto di non poter vedere queste storie in una veste editoriale prestigiosa, ma alla fine va bene così, perché è importante avere la possibilità di godere di simili gioielli anche in un contesto popolare, che è quello storicamente più proprio dei fumetti.

Alessio Bilotta

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