18/02/15

UFAG #307: "VERTIGINI"


Come ho già scritto altre volte, non sono un lettore regolare dei fumetti Bonelli, e tranne qualche rara eccezione scelgo gli albi da acquistare in base agli autori, anziché ai personaggi. Un artista che seguo sempre con estremo interesse è Alessandro Baggi, sebbene i suoi lavori per l'editore milanese siano figli di inevitabili compromessi con quell'approccio un po' troppo prudente voluto dai capoccioni di via Buonarroti. Quindi, recupera pure avidamente tutte le sue storie per Dampyr, però mettiti alla ricerca anche del volume che ti consiglio oggi, pubblicato ormai nel secolo scorso (1998) dalla compianta Phoenix e che rappresentò il mio primo incontro con i lavori di Baggi.
Si tratta di una raccolta di storie brevi pubblicate in prima battuta su rivista, che ancora oggi rappresentano un paradigma per chiunque voglia cimentarsi con l'orrore. Il tema principale, comune a tutti i racconti, è quello del confronto con entità "altre" e terrificanti che sfuggono alla nostra comprensione, e che di volta in volta producono mutazioni, orribili simbiosi, omicidi o magari kafkiane ristrutturazioni edilizie, come nel gioiello I lavori.
Benché le vittime diventino quasi subito consapevoli degli orrori che stanno subendo, nessuno riesce a fare qualcosa per fermarli, e la condanna alla disgregazione della psiche e allo smembramento delle carni sembra sempre ineluttabile. Grazie ad un segno ricco e allucinato, a metà fra Gene Colan e Francis Bacon, e ad una prosa ricercata che amplifica al massimo le sensazioni di profondo disturbo, possiamo senz'altro annoverare questa antologia fra i capolavori dell'orrore tout-court, una di quelle rarità difronte alle quali nessuno può rimanere indifferente. Sono forse le nervose pennellate di nero ad aprire gli squarci più dolorosi e intimi delle nostre angosce, e a rivelare, nel buio, una natura ostile e aliena, popolata da insetti crepitanti e creature striscianti affamate di paura. Un'illuminazione oscura, che anche quando rappresenta esplicitamente la mostruosità su abbacinanti sfondi bianchi, sembra non mostrarne mai tutti gli aspetti più orribili, ai quali può dare forma forse soltanto la nostra fragilità.

Se non ce l'hai ancora, devi assolutamente recuperare questo libro, e poi prendere anche i lavori più recenti di Baggi, che trovi qui. A questo link, invece, trovi un'interessantissima intervista fatta all'autore da un altro grandissimo come Akab per Lo Spazio Bianco.

Voto: 9

Alessio Bilotta

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