07/02/15

UFAG #297: "IL SAN VALENTINO DI ARLECCHINO"


Fra una settimana esatta si festeggia la ricorrenza forse più odiata dagli intellettuali e dai raffinati, e che certamente non fa nulla per risultare un po' più simpatica, condizionata com'è da logiche da cioccolatino a forma di cuore. Può quindi essere un salutare esercizio andare a ripescare questo vecchio lavoro dei fuoriclasse inglesi Neil Gaiman (Sandman, Mr. Punch, Coraline e poi i romanzi Stardust, American Gods et al.) ai testi e John Bolton (X-Men ClassicMan-Bat e un bel po' di altra roba sparsa) ai disegni, pubblicato in USA nel 2001 e da noi l'anno successivo.
Non si tratta certo di una delle opere più importanti di Gaiman, ma conserva ancora un certo interesse, un po' perché lo scrittore si conferma comunque come un grandissimo e delicato affabulatore, e un po' perché questa rappresentazione delle dinamiche romantiche è curiosa e abbastanza toccante. Non ho scritto "rappresentazione" a caso, dal momento che Gaiman utilizza, e come al solito reinterpreta con grande classe, alcune figure classiche del folklore popolare, in questo lavoro le maschere della Commedia dell'Arte.
Il protagonista Arlecchino, perso d'amore per una ragazza dei nostri giorni, che lui riconosce come una nuova Colombina, le consegna letteralmente il suo cuore, inchiodandolo ancora pulsante e sanguinolente alla porta di casa sua. La breve vicenda si sviluppa poi per piccoli passi, con un Arlecchino un po' triste che osserva a distanza i comportamenti della sua amata, una persona fredda e determinata che non sembra affatto colpita da un gesto di dedizione sentimentale così clamoroso. La ragazza finirà infatti per divorare il cuore di Arlecchino così com'è, crudo e condito solo con un po' di ketchup. Questo gesto dal forte valore simbolico e apparentemente orribile, anche se in realtà raccontato con grande naturalezza, affonda le sue radici nelle profondità della nostra cultura, e se da una parte può significare che la sofferenza sentimentale è inevitabile, anche per uno spirito allegro come quello di Arlecchino, dall'altra svolge in questa storia anche una funzione purificatrice, spezzando in qualche modo l'illusione d'amore e forse liberando l'innamorato.

I disegni di Bolton possono apparire oggi poco moderni, ma conservano ancora un certo fascino, anche se io non amo particolarmente lo stile cosiddetto "fotorealistico", per quanto risulti in qualche modo trasfigurato dall'utilizzo dei colori. Sono disegni che sicuramente possono impressionare molto le persone che amano gli artisti che cercano di imitare la natura, ma io ritengo che le cose migliori di Bolton siano ancora quelle precedenti fatte in bianco e nero, con uno stile più propriamente fumettistico.

Il libro è un cartonato di 48 pagg. stampato su carta buona al costo di 12,50€, ancora richiedibile all'editore (guarda qui). 

Voto: 7,5

Alessio Bilotta

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