05/02/15

UFAG #295: "GEMMA BOVERY"


Nelle sale italiane è in programmazione proprio in questi giorni il film tratto dal graphic novel Gemma Bovery dell'autrice inglese Posy Simmonds, per la regia di Anne Fontaine e con la bellissima Gemma Arterton nel ruolo della protagonista: una scelta a mio avviso discutibile, perché la Gemma in carne ed ossa non somiglia molto alla Gemma disegnata, ma non avendo ancora visto il film, sospendo il giudizio. Non è il primo film tratto da un lavoro di Simmonds, perché già nel 2010 uscì Tamara Drewe, sempre con la Arterton protagonista ma stavolta con il blasonato Stephen Frears alla regia; un caso direi più unico che raro, dal momento che di lungometraggi tratti da romanzi a fumetti non se ne ricordano molti, mentre sono tantissimi quelli ispirati dalle serie e dai personaggi più popolari.

A voler essere pignoli, in realtà Gemma Bovery non è tecnicamente neppure un graphic novel, dal momento che in prima battuta è uscito a puntate sulle pagine del Guardian, cioè uno dei più importanti e prestigiosi quotidiani britannici.  E senza contare che anche la struttura narrativa del fumetto, davvero peculiare, non è proprio quella che uno si aspetterebbe da un graphic novel così come lo si intende normalmente, poiché la sceneggiatura fa un largo uso di abbondanti parti di testo, che spesso risultano preponderanti rispetto alle classiche vignette. Il risultato finale è tuttavia sorprendentemente equilibrato, anche perché queste parti scritte servono soltanto per dare voce al panettiere Raymond Joubert, cioè colui che narra la storia in prima persona e che è il testimone, più o meno attivo, della grottesca tragedia che finirà per travolgere quasi tutti.

I protagonisti sono una coppia di coniugi inglesi (Gemma e il marito Charles) che si trasferiscono in un piccolo paese della Normandia alla ricerca di una vita più semplice e tranquilla rispetto alla frenesia di Londra; tuttavia, dopo un breve entusiasmo iniziale, Gemma diviene subito insofferente alle abitudini e alla gente di paese, e complice anche l'apparente disinteresse del marito, finirà fra le braccia di un giovane del posto, in una relazione fatta di sotterfugi e passioni infuocate.
I riferimenti al quasi omonimo capolavoro letterario di Gustave Flaubert sono più che evidenti, sebbene la traslazione delle vicende nella nostra contemporaneità, unita alla piccola statura umana dei personaggi, faccia sbiadire qualunque fascinazione drammatica di questa che, alla fine dei conti, è soltanto l'ennesima storia di corna.

Molto interessante la figura del personaggio narrante, grande patito della Emma Bovary letteraria, che cerca in tutti i modi di ritrovare e di forzare, nelle disavventure di Gemma, che spia e controlla quotidianamente, gli stessi risvolti appassionanti e drammatici del romanzo, finendo però per restare invariabilmente deluso ogni volta. La letteratura, come ammette lui stesso, è sempre più affascinante della vita vera, almeno dal suo punto di vista. Forse per questo l'autrice insiste a presentarci i suoi pensieri come lunghi brani dattiloscritti, per enfatizzarne la dimensione di personaggio che si emoziona solo con le parole stampate. Gli altri, infatti, vivono tranquillamente nei fumetti, e sebbene le loro vicende siano alla fine banali e prevedibili, sembrano comunque personaggi più caldi e vitali, grazie anche al segno elegantissimo di Simmonds, certamente memore dei grandi caricaturisti e vignettisti anglosassoni e che raggiunge il massimo proprio nella rappresentazione di Gemma, della quale sono raffigurati tutti i cambiamenti di umore solo con pochi e incisivi tratti.

Stranamente Hazard, cioè l'editore italiano del libro (un bel cartonato con sovraccoperta di 112 pagg. in b/n e al costo di 19,70€), non ha ritenuto opportuno riproporlo in occasione dell'uscita del film, nonostante sia stato pubblicato addirittura nel 2000, cioè subito dopo l'edizione inglese. Tu però puoi ancora richiederlo direttamente sul loro sito (qui).

Voto: 7
Alessio Bilotta

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