04/01/15

UWAS#37: "MY CARDBOARD LIFE"


Bruno Munari è stato un grande, grande artista purtroppo oggi un po' dimenticato.
Se mai dovessi pensare ad una parola sola per definire la sua lunga parabola artistica, forse penserei a umorismo, perché mi ha sempre dato l'impressione di qualcuno che non solo faceva ricerca, creava, stupiva, ma lo faceva con levità, leggerezza, col sorriso sulle labbra, sempre divertendosi. Una persona che amava il proprio lavoro, che non dava l'impressione di prendersi troppo sul serio. Un milanese vecchio stile, un siur ammiccante e spiritoso.
Mi è capitato di vedere i suoi libri d'artista per bambini, che sono cose straordinarie, invenzioni, esperimenti modernissimi. Non sono solo libri da leggere, sono giochi, oggetti da toccare, destinati ad una fisicità e matericità che un PDF non può restituire.
Ci sarebbe tantissimo da dire su Munari, magari un giorno facciamo uno speciale su di lui anche se non si tratta di fumetti. Una cosa che me lo rende particolarmente caro è stata anche la sua lunga collaborazione con Gianni Rodari, e mi piace immaginarli da qualche parte, loro due e Sergio Endrigo, a parlare della consistenza delle nuvole e di canzoni per bambini.

I bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano;
non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri.
(B. Munari, Arte come mestiere, Laterza)

My Cardboard Life mi ricorda questo approccio sperimentale e giocoso: Philippa Rice crea storie a fumetti fisiche, tagliando ed incollando pezzetti di carta a comporre personaggi e sfondi. Ne viene fuori un universo popolato da delicate e sorridenti figurine di carta che non fanno grandi riflessioni sul mondo, ma vivono avventure ordinarie, semplici, leggere come carta velina. La meraviglia, ci dice Philippa, è nel quotidiano, nella nostra capacità di trasformare gli oggetti di uso comune in strumenti dell'immaginario e tornare ai nostri giochi, molto semplici e molto seri.
Qualche anno fa un lavoro come questo sarebbe stato limitato al quaderno di una classe di creatività di una scuola d'arte. Artisti talentuosi, belle idee, ma pochi sbocchi nel mondo dell'editoria tradizionale. Oggi però le possibilità sono molte di più: le opere di Philippa, pur fotografate, mantengono l'aspetto grezzo e materico del materiale originale, il sito e i social ne ampliano la fama, e grazie al print-on-demand è possibile ordinare copie dei suoi libri.
Leggere è solo una parte del gioco.
Il resto è divertimento.
Heike
Risorse web:
- My cardboard life
- Il Tumblr con le animazioni dei pupazzi cuciti da Philippa
- Lo shop, con molte idee per regali post-natalizi
- I libri di Munari (una selezione)
- Ci vuole un fiore (Endrigo-Rodari, 1974)
 

Nessun commento: