29/01/15

UFAG #288: "REQUIEM PER DUE C..."


La storia più recente del nostro Paese potrebbe essere esemplificata da quel sistema di corruzione, clientelismo e malaffare, spesso apparecchiato con la tovaglia ricamata della rispettabilità di facciata, che tutti noi conosciamo fin troppo bene, e che purtroppo sembra essere davvero l'unica forma di "governo" stabile e condivisa. Non sorprende, quindi, che anche una storia come questa raccontata e disegnata da Sebastiano Vilella, ambientata alla fine degli anni '50, sembri ancora molto attuale, perché ci parla di situazioni ormai incancrenite, e pertanto sempre presenti. Riccardo Belviso, il cadavere ripescato dal mare che racconta in prima persona la storia, è un giovane meridionale emigrato in Francia per fare l'operaio, che torna nella città natale (Bari, seppure mai menzionata chiaramente), dopo tanti anni e la fine del regime fascista, a trovare il cugino Antonio, personaggio ambiguo dalle frequentazioni altolocate e pericolose. Anche Riccardo rimarrà affascinato, come già Antonio, dal mondo luccicante e dissoluto popolato dalle figure spietate e però stimatissime che controllano i destini della città, ma la loro ambizione di raccogliere qualche briciola dorata sarà annientata dal grottesco andamento degli eventi, ovviamente contrari a due miserabili come loro, pedine insignificanti sulla scacchiera dei potenti. Sullo sfondo, il vecchio commissario Italo Grimaldi, forse un buon poliziotto, che però, pur intuendo la verità, rinuncia ad indagare fino in fondo per non intaccare quel sistema marcio ma funzionante di cui dicevo all'inizio. Sicuramente una chiave di lettura interessante, perché l'uomo di legge, per quanto debole o impotente, è comunque sempre una emanazione diretta del potere costituito e della società che questo potere controlla.
Ad una grande qualità di scrittura, che si apprezza soprattutto nel racconto in prima persona di Riccardo, si abbina perfettamente un segno molto elegante ma un po' sporco, che ricorda nei tratteggi quello di Battaglia, dove i contorni dei personaggi e degli oggetti spesso sfumano per annegare nel blu, l'unico colore utilizzato. Le atmosfere, che conservano qualche eco metafisica del lavoro precedente (questo), sono cupe e oppressive, quasi a sottolineare l'ineluttabilità delle situazioni, e forse la luce azzurra emanata dalle macchie di colore, falsamente rassicurante, serve ad accentuare la sensazione di disagio nel lettore.

Il libro è uscito nel 2012, ha 140 pagg., costa 17€ e puoi richiederlo alla tua fumetteria di fiducia oppure direttamente all'editore (qui).

Voto: 8,5

Alessio Bilotta

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