12/01/15

UFAG #272: PROPHET vol. 1

Dopo la pausa natalizia e i sanguinosi fatti di Parigi, riprendo la rubrica Un fumetto al giorno: la riprendo con un po' di fatica, perché la strage di Charlie Hebdo mi ha letteralmente svuotato, ma credo che sia anche giusto ripartire. Buona lettura!


Ti ricordi il vecchio dialogo di Pulp Fiction in cui Vincent Vega spiega a Jules che, in Francia, un certo tipo di hamburger di McDonald's viene ribattezzato come "Royal con fromage"? Ecco, mentre leggevo questo volume, che raccoglie i numeri dal 21 al 26 della rinata serie di Prophet, è stata una delle prime cose che mi sono venute in mente. 
Il protagonista del fumetto di oggi ha anche lui origini editoriali lontane, poiché appare per la prima volta già nel 1993, nel pieno dell'esplosione di personaggi ipertrofici e insulsi che invasero gli scaffali americani in quegli anni.
Era una delle innumerevoli creature di Rob Liefeld, per niente originale e che non godette nemmeno di troppa fortuna, venendo dimenticato abbastanza in fretta. Aveva questo buffo aspetto qui:


Il motivo per cui la Image, al momento una delle case editrici americane più interessanti e innovative, abbia deciso nel 2012 di ripescarlo dal limbo e di affidarlo alle cure dello sceneggiatore (e disegnatore) Brandon Graham, fino a quel momento autore di fumetti porno ed alternativi, rimane per me un mistero. Il risultato finale è comunque curioso, grazie anche all'apporto grafico di un team di disegnatori molto bravi (Simon Roy, Farel Darlymple, Giannis Milonogiannis, oltre allo stesso Graham) e con un tratto abbastanza insolito, almeno per le pubblicazioni di tipo più industriale, sebbene con evidenti debiti di cui parlerò più avanti.
Leggendo le attente note di Antonio Solinas, scopro che i presupposti del personaggio non sono stati del tutto negati, e invece sarebbero stati reinterpretati secondo un gusto più moderno, confezionando un pastiche futuristico e fantascientifico infarcito di desolanti paesaggi alieni, tecnologie organiche ed extraterrestri dall'aspetto e dalle abitudini sempre più ributtanti.
Cambiano le fattezze del protagonista, che diventa un uomo dalla corporatura massiccia ma verosimile, con un'espressione corrucciata e guardinga e abbigliato con una tuta spaziale dall'inevitabile gusto retrò. Viviamo anni niente affatto ruggenti, e questo look meno appariscente e aggressivo sembra senz'altro più adeguato ai nostri tempi (...ora sulla copertina campeggia il titolo "remissione", 20 e passa anni fa leggevamo la parola "extreme").


Si tratta di un fumetto narrato quasi esclusivamente attraverso le didascalie, quindi con un ritmo piuttosto lento, che permette così di soffermarsi meglio su tavole e invenzioni grafiche molto suggestive, seppure mai veramente originali, come accennavo prima. I debiti nei confronti di certo fumetto francese degli anni '70, quello rivoluzionario degli Humanoïdes, è infatti molto evidente, ma oltre che a Mœbius, è inevitabile ripensare a Philippe Druillet, e in particolare ad opere più oscure come La Nuit (ne avevo parlato qui). Ecco, anche se molte pagine di Prophet sono realmente affascinanti e memorabili, in particolare il capitolo 5 disegnato proprio da Graham, un'elegante partitura visuale di grigi e rossi, mi rimane l'impressione che quelle antiche tavole francesi fossero più selvagge, più pulsanti: in una parola, più vive. Il lavoro di Graham e soci, pur meritevole di attenzione, sembra invece poco più che un esercizio di stile, un fumetto alla fine poco coinvolgente e non troppo eccitante, al quale forse non basta una spruzzata di aromi francesi per avere un sapore davvero diverso. Come un "Royal con fromage".

Il volume è uscito a marzo dell'anno scorso, ha 160 pagg. a colori, costa 15€ e puoi richiederlo in fumetteria oppure direttamente all'editore (qui).

Voto: 7.

Alessio Bilotta


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