27/10/14

UFAG SPECIALE LUCCA COMICS

Ci siamo, alfine. Questa è la settimana nella quale si svolgerà una delle più importanti fiere di settore al mondo, praticamente da sempre appuntamento irrinunciabile per ogni appassionato italiano di fumetti. Sì, sto parlando evidentemente di Lucca Comics&Games.
Essendo impegnati anche noi di Slowcomix in prima linea (Self Area in piazza San Romano, stand S07, qui maggiori dettagli), non sarà facile aggiornare questo blog, anche considerando i noti problemi di connessione e di alimentazione. Ho pensato, quindi, di condensare in questo post speciale, che avrà una validità settimanale, tutti i fumetti vincitori del Premio Gran Guinigi assegnato alla "Miglior storia lunga" nelle ultime 10 edizioni (per chi non lo sapesse, questo premio è attribuito  tutti gli anni, nell'ambito della fiera lucchese, da una giuria di esperti).
Analogamente a quanto fatto nello Speciale Estate, anche stavolta ho inserito poche informazioni (anno, titolo italiano, autori, paese di origine ed editore italiano), oltre alla motivazione per il premio, quando presente o rintracciabile.

È abbastanza curioso ripercorrere 10 anni di premi lucchesi, perché possiamo affermare che molti titoli non hanno praticamente lasciato traccia, mentre altri riconoscimenti sono stati dati ad opere straniere già ampiamente conosciute ed apprezzate fuori dai nostri confini, e che qui da noi sono state pubblicate con qualche anno di ritardo. Forse le varie giurie che si sono succedute non sono riuscite a fotografare bene la situazione del fumetto in Italia (almeno per quanto riguarda la categoria "storie lunghe"), ma magari non era questo il loro intento.
Volendo fare un po' di statistiche, fra gli editori la Coconino la fa da padrona con ben 4 vittorie (seguita dalla Tunué con 2), mentre fra i paesi i più premiati sono USA e Francia (3 vittorie), seguiti dall'Italia con 2. Fra i miei titoli irrinunciabili, indico Asterios Polyp e I segreti del Quay d'Orsay, oltre a Come un guanto di velluto forgiato nel ferro, già segnalato nello speciale estivo.
Si tratta, ad ogni modo, di 10 titoli importanti, alcuni davvero imperdibili, mentre altri possono risultare al massimo delle piacevoli curiosità.

Vi aspettiamo al nostro stand, buona Lucca Comics e buon divertimento a tutti!

Alessio Bilotta


2004: ALIAS vol. 1 - IDENTITÀ SEGRETE
di Brian Michael Bendis (sceneggiatura) e Michael Gaydos (disegni)
(USA, Panini)
--- nessuna motivazione reperita ---



2005: PALLE DI TORO
di Ralf König (Germania, Kappa Edizioni)
--- nessuna motivazione reperita ---



2006: DIABOLIK - GLI ANNI PERDUTI NEL SANGUE
di Alfredo Castelli e Mario Gomboli (soggetto), Tito Faraci (sceneggiatura),
Giuseppe Palumbo e Pierluigi Cerveglieri (disegni)
(Italia, Astorina)
"Un team d'eccezione che ha saputo coniugare fumetto d'Autore e fumetto Popolare ridefinendo e rinnovando le origini di un'icona del panorama italiano."



2007: IL SANGUE DELLA MALA
di Philippe Paringaux (sceneggiatura) e Jacques de Loustal (disegni)
(Francia, Coconino)
"Per la unicità della rivisitazione del noir francese classico."



2008: RUGHE
di Paco Roca (Spagna, Tunué)
"Per aver raccontato con l'arte del fumetto una realtà drammatica della vita, con un
realismo narrativo e un tratto grafico delicato."



2009: COME UN GUANTO DI VELLUTO FORGIATO NEL FERRO
di Daniel Clowes (USA, Coconino)
--- nessuna motivazione reperita ---



2010: LA PORTA DI SION
di Walter Chendi (Italia, Edizioni BD)
"L’autore, utilizzando una resa visuale di estrema godibilità e uno story-telling nitido, si è messo al servizio di una narrazione importante per il tema trattato e avvincente per gli snodi del racconto. La vicenda narrata riesce a mettere a parte il lettore di un evento storico drammatico senza cadere in una retorica di circostanza. Un romanzo a fumetti che risulta attraente tanto per i lettori adulti quanto per quelli più giovani, e che li informa e appassiona senza didascalici."




2011: ASTERIOS POLYP
di David Mazzucchelli (USA, Coconino)
"Per l’ennesima dimostrazione della capacità narrativa di questo maestro del fumetto americano, capace di descrivere psicologie e personalità dei suoi personaggi in maniera originale e inedita coniugandole con invenzioni visive e grafiche sempre sorprendenti."


2012: I SEGRETI DEL QUAI D'ORSAY
di Abel Lanzac (sceneggiatura) e Christophe Blain (disegni)
(Francia, Coconino)
"Per la capacità di svelare al lettore le ossessioni umane nei confronti del potere, in un momento di crisi e incertezza mondiale caratterizzato da un distacco sempre crescente tra il vivere quotidiano e le stanze dei bottoni."



2013: LA MEMORIA DELL'ACQUA
di Mathieu Reynès (sceneggiatura) e Valérie Vernay (disegni)
(Francia, Tunué)
--- nessuna motivazione reperita ---

Ne ho parlato nel #1 di UFAG!!!

26/10/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "JOAN CORNELLA'"

Approfitto del fatto che una settimana fa il Post ha dedicato un articolo ad un artista che mi sta molto a cuore, ci metto pure il link così magari qualche stagista de Il Post segue il link a ritroso, legge l'articolo e lo segnala al buon vecchio Sofri che si innamora di noi e ci fa una pubblicità da paura (tutto aggratis che noi siam braccini). Tra l'altro non posso non raccomandare la lettura de Il Post nel suo complesso: è uno dei pochi giornali on line che fa del buon giornalismo con precisi approfondimenti e che quando parla di fumetti non si limita a citare Tex, Diabolik e l'Uomo Ragno come fanno invece altri che preferisco non nominare ma che voi potete facilmente intuire (così mi ha detto di dire il mio avvocato).

Joan Cornellà è lo pseudonimo di Renato Valdivieso ed è un fumettista spagnolo con al suo attivo un paio di pubblicazioni cartacee. Ma è on line che la sua celebrità assurge a vette stratosferiche. Magari pensate di non conoscerlo, il suo nome non vi dice nulla, ma è assai probabile che negli ultimi anni abbiate buttato un occhio, da qualche parte del web, su una sua qualche creazione.
Renato pubblica le sue tavole a cadenza variabile, ma entro pochi giorni vengono rimbalzate sui social network e sui siti non solo di illustrazione. Le sue opere sono dipinte con colori pastello e con un tratto lineare ed infantile, sereno, ma i suoi personaggi, muti e sorridenti, sono colti durante le azioni più atroci e violente. Una malsana atmosfera di irrealtà permea il lavoro di Cornellà, caratterizzato, secondo Lambiek, da "una violenza non consequenziale e un assurdo surrealismo". Sesso, sangue, violenza sono i temi ricorrenti dei suoi lavori, affrontati con un approccio didascalico e disarmante che non può non ricordare certe opere del suo compatriota Miguel Angel Martin o il Cowboy Henk di Kamagurka and Herr Seele.
Date un occhiata al sito. Se le sue opere vi incuriosiscono, potete avere l'occasione di incontrarlo dal vivo e farci quattro chiacchiere a Lucca questo sabato, dove Renato sarà per presentare il suo nuovo lavoro Mox Nox. Scopro anche se la sua passione è quella di fare la comparsa nei film porno. Curioso personaggio.
Heike
Risorse web:
- Joan Cornellà
- Il dove, come e quando di Renato Valdisievo a Lucca

PS: con nonchalanche vi segnalo che saremo a Lucca Comics pure quest'anno, casomai Sofri e lo stagista volessero passare. Ci trovate nell'area self a vendere fumetti, a fare esercizi di alta prestidigitazione e a deridere l'abbigliamento dei passanti. Venite gente, ma vestite casual.

25/10/14

UFAG #218: "SPYGAMES vol. 1"


Ho sentito parlare per la prima volta del disegnatore di questo fumetto, il sudcoreano Kim Jung Gi, solo qualche mese fa, quando sembrava una nuova scoperta fatta grazie alla rete, anche se in realtà aveva già pubblicato un sacco di cose in patria. Mi sono anche meravigliato un po' al momento in cui fu annunciato, pochissimo tempo dopo, il suo debutto nel fumetto francese con contestuale, o quasi, traduzione in italiano... una volta i tempi erano più lunghi, oppure adesso sono gli uffici stampa che lavorano in un altro modo. Non so, ad ogni modo anch'io io preso questo cartonato appena uscito in edicola, mosso soprattutto da una curiosità visiva, perché effettivamente le illustrazioni di Kim mi avevano colpito, sebbene io non ami particolarmente il disegno realistico. Sono contento di averlo preso, perché all'autore non interessa tanto l'iper-realismo, per fortuna, ma la ricerca di uno stile proprio, fatto anche di elementi abbozzati e imperfezioni anatomiche, e che definirei sporco e nervoso. Non tutte le soluzioni funzionano alla perfezione, in particolare in alcune scene di azione, e spesso è il colore che aiuta a coprire alcune mancanze; le tavole, tuttavia, sono cariche di adrenalina, e i disegni sostengono bene il ritmo vertiginoso di una storia piena di spie, impegnate in una competizione segretissima che mette in palio alcuni segreti di stato. Probabilmente, in 48 pagine, il navigato sceneggiatore Jean-David Morvan poteva concederci qualcosa in più della mera presentazione dei personaggi e dello scenario, ma sappiamo che dilatare la narrazione è una delle caratteristiche di alcuni volumi francesi, che devono proseguire per diverse uscite.

Un buon fumetto d'azione, di stampo abbastanza classico, presentato in una bella edizione e ad un costo molto contenuto (9,99 €): lo trovi in edicola adesso oppure lo puoi richiedere all'editore qui.

Voto: 6,5

Alessio Bilotta

24/10/14

UFAG #217: "WEATHERCRAFT"


Oggi è il turno di Jim Woodring, un altro di quei cartoonist purtroppo semisconosciuti in Italia, ma che in realtà è uno fra gli autori contemporanei più innovativi, personali e premiati.
È difficile sintetizzare la trama di questo libro, così come quella di tutti i suoi lavori, perché sarebbe come tentare di raccontare certi sogni o magari un'allucinazione, cioè esperienze sconvolgenti e profonde ma delle quali sfuggono tutti i dettagli. In breve, si tratta di un percorso abbastanza classico di sofferenza/riscatto/vendetta compiuto da Manhog, una sorta di maiale antropomorfo che è uno dei personaggi ricorrenti di Woodring, al pari di Frank, forse la sua creatura più famosa, e del malvagio Whim, anche loro presenti nella storia. È un fumetto completamente privo di balloon, didascalie ed onomatopee, e tutte le potenti suggestioni del trip narrativo sono affidate al segno sicuro dell'autore, che mescola in modo decisamente bizzarro i vecchi cartoni dei fratelli Fleischer con il surrealismo di Dalì, ma sempre tenendo ben presenti i numi tutelari degli underground comix americani, con Crumb in prima linea.

23/10/14

UFAG #216: "DIMENTICA IL MIO NOME"


Nell'ultimo anno si è parlato molto di Zerocalcare, e possiamo affermare, senza alcun dubbio, che si tratta di uno degli autori italiani più importanti del momento: decine di migliaia di copie vendute dei suoi fumetti, un film in arrivo tratto da un suo libro, fino al record battuto la scorsa settimana, quelle incredibili e generosissime 13 ore di fila passate a fare dediche in occasione dell'uscita di Dimentica il mio nome. Non è facile mettere da parte tutti questi numeri impressionanti e concentrarsi solamente sul suo lavoro, ma alla fine, forse, non è neppure tanto giusto. Non è giusto perché è importante collocare l'opera nella sua prospettiva più consona, che è anche quella di una grandissima attesa da parte del pubblico e di un superlavoro al quale l'autore si è sottoposto negli ultimi 3 anni, con ben 5 libri pubblicati. Temevo, in cuor mio, che Zerocalcare potesse non reggere il colpo, e che la sua vena creativa potesse esaurirsi, ma per fortuna le mie paure si sono dissolte già dopo le prime pagine, perché mi sono accorto subito che stavo leggendo/guardando la sua opera migliore, oltre che un libro a fumetti molto bello in senso assoluto.

22/10/14

UFAG #215: "POCO RACCOMANDABILE"


Nell'ultimo anno sono usciti diversi capolavori a fumetti (pensiamo alle opere di Gipi e di Joe Sacco) ambientati durante la Prima Guerra Mondiale, forse perché, rispetto alla Seconda, la Grande Guerra ha un bagaglio ancor più tragico e disperato di storie, con protagonisti uomini messi a durissima prova dalla terribile vita di trincea.
Nel libro a fumetti che consiglio oggi, ispirato ad una storia vera, l'autrice Chloé Cruchaudet racconta la parabola umana del disertore francese Paul Grappe, che si sottrae agli orrori del conflitto ed alla fucilazione fingendosi una donna, Suzanne, con la complicità della moglie. Nei lunghi anni che precedono l'amnistia per i disertori, Paul/Suzanne si accorge che la sua indefinita identità sessuale, apparentemente obbligata dagli eventi, è in realtà la sua dimensione più propria, tanto che, anche dopo il perdono da parte dello Stato, continuerà lo stesso a travestirsi da donna e a rifiutare le imposizioni di genere volute dalla società. In particolare, Paul/Suzanne sembra trovarsi particolarmente a proprio agio negli incontri notturni che avvengono nel bosco, teatro di accoppiamenti multipli e variegati fra persone di tutti i ceti sociali, una sorta di zona franca nella quale si può sperimentare tutto ciò che le istituzioni e le cosiddette persone raccomandabili giudicherebbero scandaloso e da vietare.
Inutile sottolineare che il ruolo interpretato da Paul/Suzanne non può essere accettato davvero, e che il suo tentativo di superare i generi sessuali tradizionali deve essere fermato, tanto che sarà proprio l'ordine costituito, in qualche modo, a giustificare la soppressione del/della protagonista.

21/10/14

UFAG #214: "RIDUTTORE DI VELOCITÀ"

Copertina dell'edizione francese
Dell'autore del fumetto di oggi, Christophe Blain, ho già parlato un po' in un altro post (qui), rammaricandomi del fatto che in Italia non sia ancora molto conosciuto, se non fra gli appassionati più sofisticati di materiale d'oltralpe. Riprendendo in mano questo vecchio volume, uscito in Francia nel 1999 e tradotto da noi soltanto 6 anni dopo, il dispiacere aumenta, perché mi accorgo di quanto ci sarebbe bisogno, ancora oggi, di ispirarsi a questo tipo di approccio, soprattutto da parte di alcuni autori italiani. Si potrebbe catalogare questa storia, infatti, fra i "romanzi di formazione" che vanno tanto di moda adesso, ma nonostante ciò Blain rinuncia totalmente all'autoreferenzialità, per raccontarci una storia di mare, ambientata in un'enorme nave da guerra ("Il bellicoso") e più precisamente nelle sue viscere meccaniche, dove risiedono gli ingranaggi che le fanno solcare un mare eternamente in tempesta. I due protagonisti, Georges e Louis, sono due timonieri appena imbarcati, decisamente inadatti alla vita da marinai, così maldestri da riuscire a far inceppare involontariamente il riduttore di velocità del titolo, cioè il pezzo più importante di tutta la nave. Le metafore sul viaggio iniziatico, la discesa agli inferi e la catarsi del ritorno possono forse essere scontate, e tuttavia non possiamo fare a meno di appassionarci all'errabondo cammino dei nostri antieroi nei meandri più nascosti del mostro metallico, grazie anche ai disegni fortemente espressivi e di grande atmosfera di Blain, forse uno dei migliori in assoluto a rappresentare scene immerse nel buio appena illuminato da luci debolissime.
Un grande fumetto, che utilizza il genere avventuroso per parlarci degli uomini e dei loro tortuosi percorsi di maturazione personale, e che non ha bisogno di disegni naturalistici o di colori tenui per risultare più credibile e adulto, perché non vuole assomigliare a nient'altro se non ad un fumetto fatto bene.

Il libro, presentato da Kappa Edizioni in un'edizione cartonata di grande formato, è composto di 80 pagg. a colori al prezzo di copertina di 24€. Si può cercare online e nei circuiti dell'usato.

Voto: 8,5

Alessio Bilotta



20/10/14

UFAG #213: "GLI AMARI CONSIGLI"


Se state compilando la lista delle nuove uscite da prendere alla prossima edizione di Lucca Comic&Games, non dimenticate di inserire anche il fumetto che consiglio oggi, e cioè l'ultimo lavoro di Nicolò Pellizzon, già autore dell'ottimo Lezioni di anatomia, meritatamente premiato nel 2013 come "Miglior Fumetto Italiano" al Treviso Comic Book Festival.
La protagonista della storia è la giovane Sara, una ragazza laureata in lettere che cerca di sbarcare il lunario arrabattandosi fra lavori precari e insoddisfacenti, quando non addirittura umilianti. Le sue giornate trascorrerebbero piatte e banali, se non fosse per i pomeriggi passati ad un cineforum, dove proiettano vecchi film italiani dell'orrore, e per le allucinazioni che le preannunciano apocalissi imminenti e che la tormentano fin da quando era bambina.

19/10/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "MULHOLLAND DAVE"

"Ma che bel fumetto, come disegni bene, che bel tratto deciso, mi ricorda molto Hergé, no aspetta, volevo dire Floyd Gottfredson, e queste anatomie complesse sono come quelle di Otomo, un momento, ma che dico, che plasticità, che grazia, che potenza, ma sembrano affreschi di Michelangelo, questo volto sembra dipinto da Goya, Rembrandt, oh mioddiò, ma che meraviglia, sei il più grande disegnatore vivente, di che parlano i tuoi fumetti?"
"Questa è la storia di un cauboi che da la caccia ai ladri di bestiame e quando poi li arresta gli danno un premio e lui poi è felice e va al saloon e mangia bistecca e patatine e vissero tutti felici e contenti."
"Era meglio se disegnavi male."

E Lario3, appunto, disegna male.
Ma scrive BENISSIMO. Lario3, nome d'arte di Davide La Rosa, è il poliedrico autore di una interminabile lista di serie umoristiche tutte (o quasi) pubblicate sul suo blog Mulholland Dave a partire dal lontano 2005, e stiamo parlando, all'incirca di qualcosa come oltre 2300 sturiellet.
L'umorismo di Davide al primo impatto può lasciare perplessi, dato che si basa principalmente sull'iperbole e lo straniamento: i suoi sono veri fumetti dadaisti, esperimenti di rimescolamento culturale basati sulla contrapposizione feroce tra alta e la bassa cultura, umorismo da scuola elementare e raffinati calembour, citazioni massimaliste e sottili giochi di parole. Il tratto è ridicolmente brutto ed elementare, frutto di un deciso rifiuto del bello stile (o del tentativo di migliorarsi) e di una grande, incontenibile amore per il fumetto - perché solo chi ama i fumetti potrebbe decidere di disegnarli pur non essendone platealmente in grado.
Le opere di Lario3 sono conosciute nel mondo del fumetto digitale italiano praticamente da sempre, ma recentemente il suo talento è riuscito a trovare strada anche nel mondo reale, grazie ad un lavoro scritto da Davide e disegnato da Vanessa Cardinali dallo straordinario (e sottolineo straordinario) titolo Zombie Gay in Vaticano, presentato a Lucca 2011 e andato immediatamente esaurito. Davide ha oramai abbandonato il suo maniero digitale e sembra essersi dedicato più attivamente alle sue produzioni cartacee (Dio, la serie delle Suore Ninja, l'imminente Prussiani Vs Alieni...), ma il suo straripante archivio on line è sempre lì, aggiornato sporadicamente. Visitatelo, incontrate Mussolini e il Trio Occhialuto Antifascista, l'Uomo Lapide, il Detective Smullo, l'Arrotino, Papa Sisto Primo: vi sorprenderanno, e scoprirete la meraviglia dei fumetti disegnati male.
Heike
Risorse web:
- Mulholland Dave
- Il sito fatto male dei Fumetti Disegnati Male di La Rosa e Mattioli
- Le vignette di La Rosa sul programma Voyager ospitate sul sito di Voyager (?!)

18/10/14

UFAG #211: "CELLULOID"



Di fumetti che si presentano come "romanzi grafici erotici" non ne ricordo nessuno, a parte questo. In effetti è una dicitura insolita, che costituisce quasi un ossimoro, perché associa il graphic novel, un tipo di fumetto che quasi sempre affronta tematiche seriose e deprimenti, alla sessualità, che, quando non è un mero esercizio masturbatorio, dovrebbe essere associata al gioco, all'amore e alla gioia. O almeno contrapposta alla morale corrente, come nelle migliori opere di Manara.
L'autore del fumetto che consiglio oggi, Dave McKean, ha raggiunto una grande notorietà negli anni '90, grazie ad opere sperimentali ed innovative come le cose in coppia con Neil Gaiman o lo straordinario Cages, e questa sua incursione nell'erotismo rappresenta secondo me uno dei suoi lavori più affascinanti. Si tratta di una sorta di versione porno di Attraverso lo specchio, realizzata mediante una sequenza narrativa di splendide illustrazioni a tutta pagina senza nemmeno una didascalia o un balloon.

17/10/14

UFAG #210: "ESERCIZI DI STILE"



Tutti gli appassionati di fumetti dovrebbero conoscere a memoria il saggio Understanding Comics di Scott McCloud, che esplora e spiega (a fumetti) diversi aspetti peculiari della Nona Arte, affrontandone la storia e le tecniche e procedendo ad un'attenta analisi del linguaggio, che forse è la parte più interessante di tutto il libro.
Questo libro dell'americano Matt Madden (pubblicato in Italia nel 2007 dalla ahimè defunta Black Velvet) potrebbe, a mio avviso, rappresentare un ottimo compendio del testo di McCloud, perché fornisce molti esempi diversi (99, in effetti) di come si possa realizzare la stessa storia. Una non-storia, in realtà, perché il modello da cui si parte è una tavola di 8 vignette in cui un tizio scende le scale di casa sua per cercare qualcosa in frigo, mentre la sua compagna, al piano di sopra, gli chiede che ore sono. Si tratta di una scelta di sceneggiatura volutamente molto semplice, proprio per dimostrare a chi legge/guarda che anche da un soggetto banale si possono tirare fuori molti spunti originali o quantomeno insoliti e, talvolta, persino sorprendenti. Mi riferisco, in particolare, alla storia raccontata come se fosse un grafico, una mappa, un'istruzione o un arazzo medievale, anche se forse non sono questi gli esercizi di stile più interessanti; tendo infatti a prediligere le tavole in cui si sondano le possibilità del linguaggio (cambi di punti di vista, scelte delle inquadrature, esperimenti grafici e sequenziali e via così), mentre anche gli omaggi a scuole od autori importanti rimangono solo dei piacevoli divertissement.
Per gli studiosi delle strutture narrative dei fumetti questo libro è un testo indispensabile, per tutti gli altri può essere una curiosità che fa venire voglia di approfondire l'argomento.

Il libro ha 216 pagg. in b/n e a colori, costava 16€ e si può trovare online e alle fiere. Qui trovi il sito dedicato.

Voto: 8

Alessio Bilotta

Il modello di partenza

Stessi dialoghi e immagini diverse

In versione mappa


16/10/14

UFAG #209: "MR. WIGGLES"


L'abbiamo già scritto altre volte, ma per motivi a me non del tutto chiari, in Italia le strisce umoristiche a fumetti non hanno mai ricevuto molta considerazione da parte della critica e dell'ambiente fumettistico, se si eccettuano quei pochi titoli che conoscono più o meno tutti, anche perché le effigi dei loro protagonisti campeggiano su centinaia di articoli da cartoleria, tazze e gadget di ogni tipo. Forse molti addetti ai lavori e appassionati preferiscono far parte di una nicchia, anche se io non ho mai capito perché: mi sembra molto più interessante e stimolante riuscire ad apparire su riviste che non si occupano di fumetti, piuttosto che essere confinati negli scaffali delle librerie specializzate... o no?
Una bella rivista italiana di geopolitica e informazione che ha sempre tenuto in grande considerazione i fumetti è Internazionale, e infatti Mr. Wiggles, il fumetto di oggi, è stato pubblicato per anni proprio al suo interno, fino alla naturale conclusione, avvenuta con la pubblicazione dell'ultimo episodio nel 2012.
Il protagonista di questa striscia dell'americano Neil Swaab, come spiegato nelle vignette introduttive della prima raccolta italiana pubblicata nel 2007 (a cui ne seguirà una seconda nel 2009, Mr. Wiggles colpisce ancora) è, letteralmente, un "orsacchiotto drogato, omicida e assatanato di sesso" che quindi, nonostante il suo aspetto sciocco e innocuo da peluche, è un campione delle peggiori perversioni e nefandezze che si possono immaginare. La sua spalla è una sorta di alter ego dell'autore, un soggetto sociopatico e sfigato che tutto sommato non disapprova l'osceno stile di vita dell'orsetto di pezza, anche se non osa mai raggiungere le sue bassezze.
Mr. Wiggles è oltraggioso, volgare, cinico, razzista e disturbante; è dipendente da vari tipi di droghe e sguazza nelle più abiette devianze sessuali, ma più di ogni altra cosa è una voce controcorrente, tremendamente divertente e disgustosamente lucida, soprattutto quando mette alla berlina l'ipocrisia della società e i peccati mortali del Potere. Dopo tutto, come sbatte in faccia alla sua sconcertata psicanalista durante una seduta, dentro di lui "c'è solo gommapiuma", quindi non ha nessuna anima da salvare, nessun senso di colpa da risolvere. Mr. Wiggles ha delle pessime abitudini e nessuna morale, e il suo schifoso modo di essere, che però è quasi puro nella sua sfacciataggine, ci diverte e ci fa vergognare, perché ogni risata che ci provoca riecheggia a lungo negli abissi della nostra coscienza sporca.

Qui puoi acquistare la raccolta (92 pagg. b/n al costo di 8,5 €)di cui ho messo la copertina all'inizio del post, mentre  qui trovi il sito ufficiale con tutte le strisce pubblicate.

Voto: 9,5

Alessio Bilotta


15/10/14

UFAG #208: "MACAO"


Fra gli autori più originali, prolifici e poliedrici del fumetto italiano, un posto d'onore lo merita senz'altro Francesco Tullio Altan, noto soprattutto per le vignette satiriche con protagonista l'operaio Cipputi e per le brevi storie per bambini della Pimpa, forse il suo personaggio più famoso.
In realtà la produzione di Altan comprende anche molte storie lunghe, ambiziose e narrativamente complesse, non troppo celebrate dalla critica nostrana ma che costituiscono alcune delle vette massime mai raggiunte dal fumetto italiano.
La storia che consiglio oggi è stata pubblicata a puntate su Corto Maltese nel 1984, per poi essere raccolta in volume in varie edizioni. Si tratta di un intrigo con numerosi personaggi ambientato nell'isola cinese a metà degli anni '70, in cui il segno dell'autore si esprime al meglio, particolarmente nella rappresentazione dei vari protagonisti, tutti affetti da deformità fisiche o morali, anche nel caso delle donne, che pure sono spesso bellissime come dive del cinema muto.

14/10/14

UFAG #207: "I NOSTRI VELENI QUOTIDIANI"


Questa antica storia di Giorgio Rebuffi, pubblicata per la prima volta nel 1963, è entrata nella mia biblioteca in maniera non ortodossa, perché me la trovai, del tutto inaspettatamente, a compendio di un testo del 2006 contro le sofisticazioni alimentari (Quattro sberle in padella, di Stefano Carnazzi e Stefano Apuzzo, pubblicato da Stampa Alternativa).
In effetti questa breve avventura di Cucciolo e Beppe (personaggi ispirati a Topolino e Pippo con oltre 40 anni di vita editoriale, fra i più famosi disegnati da Rebuffi) è incredibilmente precorritrice dei tempi, perché mette i due protagonisti difronte alla difficoltà di reperire cibi genuini, tanto che il desiderio di Beppe di prepararsi "un paio di tosti" (sic) viene frustrato dalla constatazione che il pan carré contiene del cemento e il prosciutto è fatto con le fibre di cocco. Al di là delle evidenti assurdità che sono proprie di un fumetto comico (come il formaggio contenente un intero ombrello o gli imprenditori alimentari costretti a rigare dritto dalle minacce di Giona lo jettatore...), colpisce la lucidità e la chiarezza con le quali certi temi sono proposti ai piccoli lettori, si spera non convinti dai genitori dell'epoca che si trattasse solo di invenzioni degli autori. Piacevole ed estremamente leggibile lo stile del disegno, che più che agli autori Disney italiani sembra avvicinarsi alle prime cose di Jacovitti.
Una storia piuttosto bizzarra, che tuttavia non deve sorprendere più di tanto, perché capita spesso che anche fra le pagine dei fumetti più popolari, quelli che non hanno mai goduto di grande considerazione, si possano trovare argomenti interessanti trattati in modo intelligente, a dimostrazione che al di là di Disney, Diabolik e Bonelli esiste un patrimonio nazionale preziosissimo di storie che ancora deve essere catalogato e compreso in tutta la sua portata.

L'associazione culturale Annexia sta ristampando da qualche anno in corposi volumi diverse storie di Rebuffi, fra cui anche i popolarissimi Tiramolla e Pugaciòff (guarda qui), speriamo quindi che loro o altri continuino su questa strada, perché larga parte della storia del fumetto italiano deve essere ancora riscoperta.

Voto: 6,5

Alessio Bilotta

13/10/14

UFAG #206: "L'UOMO DI IWO JIMA"



L'avventura è indiscutibilmente uno dei generi più frequentati dal fumetto, e in particolare dal fumetto italiano, tanto che l'editore nostrano per eccellenza, Sergio Bonelli, pubblica praticamente da sempre solo storie di questo tipo. È molto difficile, per me, stabilire quali siano i canoni vincenti per realizzare un buon fumetto d'avventura, anche perché spesso entrano in gioco alcuni elementi legati alla serialità dei personaggi che francamente mi annoiano. Se tuttavia dovessi citare degli esempi di storie particolarmente ben riuscite che si esauriscono in un solo episodio, di sicuro includerei questo fumetto di Gino D'Antonio (1927-2006), pubblicato per la prima volta nel 1978 all'interno della prestigiosa collana Un Uomo Un'Avventura. Si racconta di un episodio della Seconda Guerra Mondiale, una cruenta battaglia fra Marines e giapponesi sull'isola di Iwo Jima, che porterà alla morte di oltre trentamila soldati di entrambe le fazioni. Non mancano, come in ogni fumetto di guerra che si rispetti, le sequenze d'azione che esaltano gli episodi di coraggio dei combattenti, ma non è l'aspetto eroico dei soldati che interessa all'autore, quanto piuttosto le emozioni squisitamente umane che ne guidano le decisioni. In particolare, la narrazione è incentrata su due personaggi agli antipodi, e cioè un carrista senza nome, sconvolto dagli orrori della guerra, e il sergente Stagg, ossessionato dal suo ruolo di sergente tutto d'un pezzo e capace di compiere azioni orribili senza alcuna pietà. Ci lasciamo conquistare facilmente dalla concitazione delle tavole che raccontano i combattimenti, ma è la contrapposizione fra le filosofie opposte dei due protagonisti che ci appassiona davvero, perché forse, per fare un buon fumetto d'avventura, l'eroe deve cedere il passo all'uomo.
Straordinari i disegni, frutto di un riuscito connubio fra il necessario realismo richiesto dall'ambientazione e la sintesi grafica propria della narrazione per immagini: i personaggi, dalla grande e drammatica espressività, sembrano quasi graffiati sulla pagina, mentre il montaggio/taglio delle vignette costituisce un paradigma per la costruzione del ritmo, alternando in modo magistrale la foga delle scene di azione con l'ansia dei rari momenti di attesa.

Questa storia è stata ristampata di recente nell'Almanacco dell'Avventura 2015 (240 pagg. a colori al costo di 6,30 €), ancora in edicola, contenente altri due fumetti molto belli di D'Antonio, e cioè L'Uomo dello Zululand e L'Uomo della frontiera

Voto: 8

Alessio Bilotta


12/10/14

LUCCA, STIAMO ARRIVANDO!


Eccola! Quella che potete vedere è la sfiziosa copertina del vol. 2 di Ah, l'amour! di Andrea Barattin, la novità che presenteremo alla prossima edizione di Lucca Comics&Games, dal 30 ottobre al 2 novembre.
Stavolta proponiamo ben 70 vignette umoristiche a temo erotico, 20 buoni sexy da regalare, il gioco dell'oca erotico e l'Eroscopo 2015. Inoltre, per ciascuna copia acquistata, in omaggio un profilattico speciale e un disegno con dedica dell'autrice. Tutto questo, a soli 9,90 €.
Per prenotare gratuitamente la vostra copia, scrivete a slowcomix[at]gmail.com.

A Lucca ci troverete nella Self Area di piazza San Romano, allo stand S07, come mostrato nella piantina a seguire. A tutti quelli che ci verranno a trovare offriremo cioccolatini, caramelle e cetrioli. Vi aspettiamo in tantissimi!!!

La Redazione


UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "SCOTTECS"

 I tempi cambiano, le band si sciolgono, il mondo invecchia, dove sono le nevi di un tempo? Le nuove tecnologie ci stanno portando dritti e veloci verso un futuro che non ci immaginavamo quando, bambini, ci sedevamo sul divano con in mano un pezzo di schiacciata con la nutella a guardare Doppio Slalom su Italia 1. Un futuro imprevedibile e ricco di meraviglie, ma anche un futuro dove sai che, se in bagno ti porti il tablet invece di Topolino, il giorno in cui finisci la carta igenica scopri la differenza tra analogico e digitale in tutta la sua crudezza.

Simone Albrigi, Sio, è uno che fa ridere, ma nel senso buono, con le cose che scrive e disegna. L'obiettivo dichiarato del suo Scottecs è questo: fare ridere, e farlo con le sue (ipse dixit) baggianate. Non cercate un senso nascosto alle sue tremende freddure, al nonsense ripetuto e conclamato, al suo tratto elementare (lui stesso dice che non sa disegnare): l'umorismo è elementare ed immediato, una violenta iniezione di surrealtà in questo mondo decisamente troppo pigro. I suoi personaggi sono tutti uguali ed intercambiabili, tanto che per distinguersi talvolta portano delle etichette, ed hanno nomi bizzarri (Armandofono, Lorro, Mario il Giovanni); Sio li disegna con la testa a palla, quattro bastoncini al posto degli arti e dei lineamenti abbozzati. Compiono azioni insensate, gridano, dicono ovvietà, si nutrono di "cibo" e pagano con "soldi". E' un mondo essenziale, ridotto all'osso, dove tutto esiste in funzione della battuta finale.
Sio ha raggiunto una certa notorietà grazie alla sua abilità con l'animazione e un approccio geniale alle mode del momento, soprattutto quando ha rifatto il video musicale di Miley Cirus "Wrecking Ball" chiedendo a Google Translate di tradurre per lui il testo in italiano, con risultati quantomeno approssimativi.
Guardatevi qualche video di Sio sul suo canale Youtube, sono esilaranti e vi strapperanno sempre una risata.
Ah, ho detto che Sio ha fatto il giro del Giappone in bicicletta? Non c'entra niente, ma mi sembrava un fatto degno di nota.
Heike
Risorse web:
- Il sito ufficiale
- Il blog su Shockdom (aggiornamento a cadenza random)
- Il canale Youtube

11/10/14

UFAG #204: "MORTE DI UN PICCOLO DIO"


Raccogliamo l'invito di Roberto Recchioni e condividiamo questa ottima storia di Lorenzo Bartoli, scomparso domenica scorsa: come suggerisce Roberto, è un modo per ricordarlo e per fare conoscere il suo lavoro a chi non lo ha mai letto.
È una storia che parla della morte, della dipartita di un vecchio amico; una storia carica di umanità che racconta il dolore e l'affetto, senza mai diventare patetica, e anzi lasciando alla fine un senso di grande serenità. Una storia delicata e molto bella, impreziosita dal tratto nervoso e sporco di Riccardo Burchielli.
Qui, sul blog di Recchioni, trovate i link per scaricarla. Se vi va, condividete anche voi.

Alessio Bilotta

10/10/14

UFAG #203: "LA QUARTA NECESSITÀ"


Lo dico subito, a me Daniele Luttazzi è sempre piaciuto molto. E se devo dirla tutta, neppure le accuse di plagio che lo hanno travolto nel 2010, cioè l'anno precedente all'uscita di questo libro, mi hanno particolarmente deluso, infastidito o scandalizzato. Mi infastidisce parecchio, invece, constatarne la scomparsa, perché la sua è sempre stata una voce indipendente che dava noia a personaggi scomodi, e che più di una volta ha eccitato la censura e i falsi moralisti della politica. Amavo il suo umorismo affilato, la sua capacità di comprendere chiaramente il brutto mondo in cui viviamo, che non mancava mai di spiegarci con sublimi oscenità ed entrate a gamba tesa. Senza timori, e facendoci ridere ogni volta, anche se si trattava quasi sempre di risate molto amare.
Il libro a fumetti che consiglio oggi, la cui parte grafica è stata realizzata superbamente da Massimo Giacon, all'epoca della sua pubblicazione non fu accolto come avrebbe meritato, probabilmente proprio a causa del periodo di disgrazia che stava vivendo Luttazzi, e che purtroppo non è ancora finito. Una vera ingiustizia editoriale, perché questo libro è una lettura/visione illuminante della storia italiana recente, che definisce una volta per tutte il "carattere" sociale di alcuni nostri connazionali, quelli sempre al riparo della luce dei riflettori ma che tanta parte hanno avuto nella rovina del Paese.

09/10/14

UFAG #202: "LETTORE DI MAD!"


Il fumetto che consiglio oggi è una breve storia di appena 6 pagine, di cui purtroppo perdiamo con la traduzione il gioco di parole contenuto nel titolo, pubblicata nel lontano 1954 all'interno del n. 11 della gloriosa rivista Mad, che continua ad essere pubblicata ancora oggi. Nonostante in Italia si sia sempre vista poca roba tratta da Mad, credo anche per problemi di adattamento, questo titolo rimane uno dei più importanti nella storia editoriale americana, sia per la sua peculiare e folle comicità, sia per aver ospitato alcuni dei più grandi fumettisti di sempre, primo fra tutti il geniale Harvey Kurtzman, che ne è stato l'ideatore ed uno degli sceneggiatori principali. Il disegnatore di Mad Reader, e cioè Basil Wolverton, forse non rientra nel novero dei grandissimi che hanno lavorato per la rivista (ricordiamo fra i tanti Wally Wood, Jack Davies e John Severin), ma rispetto a loro ha raggiunto negli anni uno status di autore di culto che in pochi altri possono vantare. Questo sia grazie alla sua produzione frammentata, e tutto sommato non fondamentale, e sia soprattutto grazie al suo stile particolarissimo e anticonvenzionale, che oltreoceano hanno definito "spaghetti e polpette", probabilmente a causa della strana consistenza carnosa e viscida di cui sembrano fatti tutti i suoi personaggi. Personaggi che, anche in questo breve divertissement che cataloga i tipici lettori della rivista, sono invariabilmente mostruosi, folli, e difficilmente contenibili dalla bidimensionalità della pagina.
Quello che ha fatto la fortuna di Mad è stata la satira di costume, rivolta soprattutto verso le icone della cultura popolare (personaggi dei fumetti, attori, politici), e non posso fare a meno di chiedermi come potrebbe essere un prodotto simile in Italia, dove c'è la tendenza a prendere tutto un po' troppo sul serio: forse la nostra cultura è davvero troppo diversa da quella americana, ma forse qualcuno potrebbe provarci.

La storia è stata stampata in Italia nel volume 1 dei Classici MAD, pubblicato dalla defunta Planeta De Agostini nel 2007. Cercatelo alle fiere o nei circuiti dell'usato.

Alessio Bilotta

Copertina di Mad #11 con la "ragazza del mese",
sempre ad opera di Basil Wolverton

08/10/14

UFAG #201: "LA CITTÀ"


Inutile farci tanti giri di parole intorno, dichiaro subito apertamente che questo fumetto è uno dei migliori in assoluto che mi sia mai capitato di leggere/guardare, anche se di solito viene ricordato solo da pochi, tant'è che a oltre 16 anni dalla sua prima (e unica) uscita non ha ancora avuto una ristampa come si deve. Peccato, perché Bonvi (Franco Bonvicini, 1941-1995) è stato uno degli autori più importanti ed originali del fumetto italiano, e in questa sua ultima opera dimostra tutte le sue doti di narratore straordinario, uno dei pochi grandi che riesce ad amalgamare bene l'umorismo con la malinconia (guarda anche qui).
A ben vedere, in questo volume che raccoglie 4 racconti ambientati tutti nella medesima città senza nome, di umoristico c'è in realtà ben poco, e forse l'inclusione nella collana (ahimè di breve durata) I Grandi Comici del Fumetto è un po' forzata, perché nonostante il segno caricaturale di Giorgio Cavazzano, a prelevare sono sensazioni di disagio, alienazione e paura, con forse solo il terzo episodio che lascia un po' di speranza.

07/10/14

UFAG #200: "L'EREDITÀ"


Senza quasi accorgermene, siamo arrivati al #200 di questa rubrica di consigli, e forse non c'era fumetto migliore di quello odierno per festeggiare il traguardo. Coincidenza ha voluto, infatti, che mi fosse recapitato proprio ieri, ricordandomi subito che una delle mie primissime recensioni fu proprio su un altro libro di Squaz (al secolo Pasquale Todisco), nel breve periodo in cui collaborai con gli amici de Lo Spazio Bianco (se vuoi leggerla, la trovi qui).
L'eredità del titolo è quella trasmessa al protagonista/autore da sua madre, ed è costituita da diverse ricette, dettate durante un breve soggiorno del figlio nella casa d'origine, dove era stato richiamato d'urgenza a causa delle brutte condizioni di salute proprio della mamma. Il libro è quindi un fumetto inframmezzato da vere (e apparentemente gustosissime) ricette, e già solo per questa sua peculiarità meriterebbe l'acquisto, ma se non vi bastasse, considerate attentamente anche l'elegantissima confezione cartonata, in perfetto stile GRRRz, etichetta che si sta meritando appieno il titolo di editore di "comic art books".
Non si tratta, tuttavia, solo di un curioso e raffinato libro-oggetto, perché c'è molto, molto di più: c'è un ritratto di famiglia italiana del sud molto ben studiato e realizzato, nel quale tutti i meridionali (e i figli di emigranti come me) si riconosceranno, provando quegli strani sentimenti che mescolano nostalgia e insofferenza, affetto e odio.

06/10/14

UFAG #199: "LA RAGAZZA TENTATRICE"


Alcuni critici, fra cui anche Paul Gravett, inseriscono questa breve storia di Joe Simon (testi) e Jack "the King" Kirby (disegni), apparsa nel 1950 su Young Romance #5, nel novero delle migliori realizzate dal Re, anche se non vi compaiono supereroi, mostri o divinità spaziali. Negli anni '50, infatti, gli eroi in calzamaglia erano temporaneamente passati di moda, mentre andavano fortissimo le antologie a fumetti con tematiche romantiche e sentimentali, un genere che ormai non esiste quasi più ma che secondo qualcuno è stato proprio Kirby a codificare, attraverso un gusto passionale e melodrammatico tipico anche delle sue produzioni più classiche.
Nelle appena 15 pagine che compongono il fumetto che consiglio oggi, si racconta dell'arrivo di Lola, una ragazza di città che conosce gli uomini e il mondo, all'interno di una famiglia di agricoltori, composta dall'anziana madre bigotta e da due robusti quanto ingenui figli maschi.

05/10/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "GARFIELD MINUS GARFIELD"

Fino a poco tempo fa vivevo in Inghilterra. Non è stata un'esperienza facile, soprattutto perché tutti si ostinavano a parlare inglese. Ad ogni modo, uno dei miei colleghi era un simpatico omaccione nero di oltre cento chili che si presentava ai clienti dicendo "My name is Garfield, as the cat" (ed era davvero il suo nome). Fino a che un giorno un ragazzetto col piglio sbarazzino dell'adolescente problematico gli rispose "what the fuck are you talking about, you fatty fat?" Ed improvvisamente realizzai, mentre il mio collega, anima semplice, singhiozzava, un'amarissima verità: le giovani generazioni non conoscono Garfield (il gatto, non il collega).
Beate loro.

Benché in Italia, o comunque in Europa, la striscia non abbia mai riscosso davvero un grande successo, è comunque questo il formato con cui il fumetto nasce e si diffonde in America. Le strisce pubblicate sui quotidiani sono una lettura mattutina obbligatoria per molti americani, e spesso l'unico tipo di fumetto che molti lettori conoscono ed amano. I Peanuts, Calvin and Hobbes, Pogo, Zits, sono opere straordinarie realizzate nel formato striscia; straordinarie per la loro qualità e soprattutto per la densità narrativa: riuscire a creare una storia ed a darle una forma coerente in sole quattro vignette dimostra le incredibili doti di talento dei loro autori.
Garfield è la striscia a fumetti più diffusa nel mondo, pare. Ha dato vita a diversi prodotti derivativi come una serie tv, un film in animazione digitale, tonnellate e tonnellate di merchandise. Jim Davis è diventato ricco. Ma è diventato ricco, secondo Dan Walsh, a spese del coinquilino di vignette del gatto Garfield: il suo inetto padrone Jon Arbuckle.
Garfield minus Garfield è quindi la riproposizione di una selezione di strisce di Garfield, ma senza il gatto che viene sbianchettato senza pietà, lasciando il suo proprietario a contemplare il nulla e parlare al vuoto. Usando le parole di Walsh, Garfield minus Garfield parla di un "un giovane qualunque che combatte contro la solitudine e la depressione in un silenzioso sobborgo americano". E proprio la solitudine e l'isolamento diventano le vere protagoniste di questo strano esperimento, a metà strada tra uno scherzo dadaista e una dichiarazione d'affetto nei confronti dei perdenti d'America, quei giovani solitari che, benché forse dotati di un certo talento, non sono mai riusciti a fare carriera o ad inventare una striscia a fumetti di successo, e si ritrovano a parlare al loro gatto immaginario.
Heike
Risorse web
- Garfield minus Garfield
- Garfield minus Garfield il libro.
- Sette varianti di Garfield abbastanza simpatiche

04/10/14

UFAG #197: "SALUTI E BICI"


Quando ero ragazzo, la bicicletta era il mio unico mezzo di trasporto: si trattava di una normalissima bici da uomo, nera, che utilizzavo anche in un modo decisamente poco ortodosso e poco ambientalista, oltre che abbastanza pericoloso, e cioè "a rimorchio" di un amico motorizzato, facendomi trascinare mentre mi aggrappavo ad un suo braccio. Ora che ho passato i 40, mi muovo quasi soltanto in auto, mi dimentico spesso di quei tempi lontani e non esito a maledire i ciclisti che, dal mio punto di vista, intralciano il traffico e aumentano il rischio di incidenti.
Il fumetto che consiglio oggi, che altro non è che un "sillabario illustrato di storia, manutenzione e politica della bicicletta", proprio come recita il sottotitolo, fra i suoi vari meriti ha avuto anche quello di fare ammorbidire parecchio le mie posizioni da automobilista stressato, e quindi gli riserverò sempre un posto speciale nella mia libreria: penso che mi farà comodo averlo facilmente sottomano, soprattutto dopo certe giornate allucinanti trascorse negli ingorghi.

03/10/14

UFAG #196: "PINOCCHIO"



Di versioni alternative a fumetti di Pinocchio ce ne sono state e ce ne saranno molte, alcune già annunciate e per le quali nutro grandi aspettative, come la riedizione del capolavoro di Ausonia e il nuovo lavoro di Marco Corona, due autori che amo moltissimo. Senza nulla togliere alle opere che ancora devono ancora uscire, comunque, penso che questa versione dell'artista francese Winshluss (al secolo Vincent Paronnaud, forse più noto per essere stato il co-regista del pluripremiato Persepolis), sia destinata a rimanere per sempre fra le migliori in assoluto.
L'operazione condotta dall'autore, ad una prima occhiata superficiale, potrebbe sembrare il solito attacco virulento contro la cultura popolare "ufficiale" (in questo caso l'immaginario disneyano), che ha avuto molti ed illustri esempi nell'underground americano, ma a ben vedere si tratta in realtà di un'amplificazione di alcuni concetti contenuti nel testo originale di Collodi. Il burattino di legno, infatti, che in questo caso diventa un robot che il suo inventore Geppetto tenta di vendere all'esercito come arma letale e indistruttibile, è anche un catalizzatore di tutte le pulsioni più basse e deteriori dell'essere umano: viene via via deriso, truffato, tradito, schiavizzato, abusato, persino impiccato, anche se ogni volta riesce a cavarsela, fino al riscatto finale, in cui sembra riconciliarsi con la morale dominante.

02/10/14

UFAG #195: "LA GRANDE GUERRA"


Lo ammetto, penso che i webcomics, e in genere tutto quello che si trova in rete come scansioni pirata o e-comics ufficiali, sia potenzialmente pericoloso, come tutte le cose gratuite. Ho il terrore che, a lungo andare, nessuno comprerà più niente, e che l'offerta imploderà, eccettuata forse qualche nicchia per portafogli importanti.
Mi auguro sinceramente di sbagliare, per il momento è sicuro che libri-oggetto come quello che consiglio oggi non possano essere pubblicati digitalmente, o almeno non senza perdere tutto il loro fascino.
L'ultimo lavoro di Joe Sacco, l'autore maltese celebre per le sue opere di "giornalismo grafico", è infatti un'unica illustrazione di ben 7 metri composta da 24 tavole, accuratamente ripiegate a fisarmonica nella tradizione dei leporelli. Si ricorda il 1° luglio del 1916, cioè il primo giorno della cosiddetta Battaglia della Somme, l'offensiva degli alleati anglo-francesi contro le linee tedesche che durò quasi 5 mesi e portò complessivamente alla morte di oltre un milione di persone. Come ci ricordano gli storici, si trattò di una delle battaglie più terribili dalla Prima Guerra Mondiale, e soprattutto di un fallimento strategico totale.
Lo sguardo di Sacco è distaccato, le inquadrature sono distanti dal campo di battaglia e non esistono né balloon né didascalie, quasi nel tentativo di rinunciare ad un qualsiasi punto di vista. L'autore, con una perizia grafica senza pari, si limita a mostrarci come doveva essere la situazione, cosa stava succedendo, e lo spettatore è libero di pensare quello che vuole, perché stavolta sono il disegno e la rappresentazione a prevalere sul giornalismo. Rimando a questo breve articolo di Internazionale per conoscere le intenzioni di Sacco direttamente da lui.
Si tratta di un'operazione originale e riuscita, quasi oltre i limiti di quello che è il fumetto normalmente inteso, e che vanta un precedente illustre nel celebre Arazzo di Bayeux. In pochi hanno osato così tanto a livello di soluzioni cartotecniche (mi viene in mente solo il grande Chris Ware), ma questo gioiello è un'ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che le strade future percorribili dal fumetto possono essere anche diverse da quelle digitali.

Il libro, contenuto in un elegante cofanetto, è stato appena pubblicato da Rizzoli-Lizard al costo di 25€.

Voto: 10

Alessio Bilotta


01/10/14

I PRINCIPI DELLA COMBUSTIONE

Per svolgere correttamente determinate operazioni, è preferibile agire lentamente e con molta delicatezza. Oppure avere a disposizione un estintore nelle immediate vicinanze.

Sapevi che Ah, l'amour! vol. 2 di Andrea Barattin sta per andare in stampa? E che risolverà tutti i tuoi dubbi sul sesso?
Per ordinare una copia, senza alcuna spesa e senza alcun impegno, scrivi a slowcomix[at]gmail.com.

La Redazione

UFAG #194: "PICCOLO VAMPIRO VA A SCUOLA"


L'autore del fumetto di oggi, il francese Joann Sfar, è probabilmente uno dei più prolifici del panorama contemporaneo, anche se non molto pubblicato in Italia. Negli ultimi tempi si è dedicato soprattutto all'attività di regista, con il lungometraggio Le chat du rabbin, vincitore del Premio César nel 2012, che adatta il fumetto omonimo realizzato dallo stesso Sfar in 3 volumi all'inizio degli anni 2000.
Forse la serie di Piccolo Vampiro (6 volumi dei quali soltanto i primi 2 editi anche in Italia) non è il suo lavoro più significativo, ma mi piace segnalarlo ugualmente perché lo ritengo uno dei migliori fumetti per bambini realizzati più di recente, che può essere molto godibile anche da parte degli adulti, particolare sicuramente da non trascurare.
La storia è molto semplice, e racconta di un vampiro bambino che esprime il desiderio di andare a scuola, come i suoi "coetanei": per accontentarlo, la comunità di mostri e spettri di cui fa parte, organizza delle lezioni notturne nei locali di una scuola, stando però ben attenti a lasciare tutto così com'è, per non far insospettire alunni e professori all'indomani. Ma a Piccolo Vampiro le imposizioni non piacciono molto, e facendo i compiti sul quaderno di un bambino umano un po' svogliato, riuscirà anche a farci amicizia, superando le barriere fra la notte e il giorno, fra i mostri e gli uomini, fra la solitudine e la fantasia. Dopo tutto, a ben vedere, persino il buio può essere luminoso.
Le tematiche dell'orrore declinate con dolcezza e ingenuità non sono certo una novità (basti pensare ai lavori di Tim Burton, fonte di ispirazione anche per Billy Nebbia, di cui ho parlato qui), però  questo fumetto appare particolarmente riuscito, grazie evidentemente al segno di Sfar, che rende benissimo quella sensazione di "spavento sotto controllo" in genere molto amata dai bambini. I mostri sono molto buffi, ma conservano lo stesso dei tratti leggermente inquietanti, e tutta la storia è permeata di quella tenera malinconia che alla fine della lettura lascia uno strano senso di serenità e struggimento insieme.
Consigliato a tutti, e specialmente a chi vuole, o avrebbe voluto, regalare della cacca alla maestra.

Il volume Piccolo Vampiro va a scuola (Petit Vampire va à l'école), è stato pubblicato da Kappa Edizioni nel 2004, ha 32 pagg.  a colori, costa 13,5 € e si può trovare qui.

Voto: 7

Alessio Bilotta