30/09/14

UFAG #193: "LA PRIMA DELLE TRE"


Riallacciandomi ad un recente post nel quale sottolineavo la carenza di personaggi iconici creati negli ultimi anni, è quasi inevitabile pensare a uno degli ultimi, vale a dire Zanardi, e in particolare a questa storia, apparsa per la prima volta su alter alter nel 1985. Sul personaggio più famoso creato da Andrea Pazienza si è scritto molto (per chi non lo conoscesse, consiglio questa scheda), e ancora oggi, a 25 anni dalla morte del suo autore, non possiamo fare a meno di ammirare la straordinaria capacità che ha avuto Pazienza nel comprendere così bene i tempi in cui viveva, forse perché li ha vissuti pienamente in prima persona, nel bene e, soprattutto, nel male.
Come ha dichiarato lo stesso Pazienza, la caratteristica principale di Massimo Zanardi, studente bolognese pluriripetente, è "l'assoluto vuoto che permea ogni [sua] azione", una sorta di apatia allucinata che lo porta in tutte le storie al compimento di azioni terribilmente efferate, permeate di un cinismo così "puro" e perfetto che sembra essere l'unica chiave per decifrarne il comportamento: l'eroina, la violenza, gli stupri, persino gli omicidi, diventano in qualche modo conseguenze di una presa di coscienza, l'aver accettato la propria ferocia come elemento fondante della natura umana, e anzi come unica espressione possibile del libero arbitrio, con la sconfitta definitiva della morale e l'accettazione dell'insensatezza del mondo. Dopo tutto, il vero fascino di Zanardi, e forse il motivo più profondo del suo successo, è proprio l'ammirazione colpevole che suscita nei lettori, ai quali la coscienza, l'educazione o forse la paura, impediscono di emularne le imprese oscene e sanguinarie.

29/09/14

UFAG #192: "SPAZIO PROFONDO"


Dopo mesi che se ne parlava, mesi nei quali è stata creata un'attesa spasmodica, finalmente è uscito il n. 337 di Dylan Dog, cioè l'albo che inaugura la fase di rinnovamento del personaggio, certificata da Tiziano Sclavi in persona con un breve intervento introduttivo.
Una delle cose che più mi hanno colpito di questa storia è stata l'assenza del protagonista, che per un episodio che dovrebbe fungere da spartiacque è una scelta piuttosto originale. In realtà il nostro indagatore dell'incubo continua a recitare anche qui il ruolo principale, ma non nella sua versione, per così dire, "normale": ci troviamo infatti in un futuro lontanissimo, dove una serie di cloni di Dylan, creati ad hoc dall'esercito britannico, sono inviati in una missione suicida nello spazio per recuperare un cargo infestato da misteriosi spettri.
Non conosco così bene il personaggio da cogliere tutti gli elementi metatestuali di cui sembra essere infarcito il fumetto, e ho seguito solo in parte le discussioni che ne hanno preceduto l'uscita, però mi sembra che questa storia non sia altro che il manifesto programmatico in forma di fiction di Roberto Recchioni, sceneggiatore dell'albo e nuovo curatore della testata da circa un anno.

28/09/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "ROMANTICALLY APOCALYPTIC"

 

Amici! Dopo una pausa protrattasi oltre le normali consuetudini umane ritorna la rubrica di Slowcomix più seguita nei paradisi fiscali di Andorra, Cipro, Macao e San Benedetto del Tronto, o almeno questo è quello che sono riuscito a dedurre da Google Analytics. E per celebrare degnamente il mio ritorno su queste pagine digitali a disturbare il vostro riposo domenicale, vi propongo una lettura piacevole e sorprendente (no, non il mio diario delle vacanze):

Romantically Apocalyptic è un progetto legato a doppio filo con un sito che molti conoscono ma che nessuno - a parte i suoi stessi utenti - frequenta veramente: Deviantart. Di che si tratta? In buona sostanza Deviantart è una bacheca aperta alla libera contribuzione di illustratori, disegnatori, fumettisti, graphic designer e tutti coloro che operano all'interno della definizione di artista visivo. Come è facilmente intuibile, i contenuti di Deviantart hanno una qualità decisamente varia, ma i grandi pregi di questo sito sono, da una parte, la capacità di creare contatti tra autori che operano in modo simile o si riconoscono nella stessa sensibilità artistica, e dall'altra di aver generato e mantenuto una comunità viva e quantomai attiva.
Proprio in questa comunità nasce e si sviluppa il mondo di Zee Captain, il protagonista stralunato delle avventure nel mondo post-apocalittico di RA. Il progetto, iniziato da alcune tavole realizzate da Vitaly S. Alexius e postate sulla sua bacheca di Deviantart, è frutto del lavoro di un team fisso di quattro fotografi e cinque illustratori più un numero crescente di ospiti e collaboratori: basandosi sullo storyboard realizzato dagli illustratori, i fotografi realizzano in studio il materiale base che viene poi passato agli illustratori i quali, con l'aiuto di Photoshop e attingendo al vastissimo e crescente archivio d'immagini del team, producono la tavola finale.
RA non è un webcomic tradizionale, inteso nel senso di "fumetto spostato su altra piattaforma": il lavoro del disegnatore non è più disegnare, ma ritoccare un'immagine fotografica e trasfigurarla, privandola di realismo sino a renderla un disegno, in un rovesciamento di paradigma che farebbe uscir di testa molti editori di fumetti nostrani. E la scomparsa dell'autore, dissolto in un team di collaboratori che non firmano le tavole in quanto le sanno frutto di un lavoro collettivo, prefigura forse la direzione in cui si muove il fumetto del futuro. E questa potrebbe essere una direzione interessante.
Perché, come ci insegna Zee Captain, anche in un futuro post-apocalittico c'è spazio per un po' di sana fantasia.
Heike
Risorse web:
- Romantically Apocalyptic
- Una breve e interessantissima spiegazione sul come vengono realizzate le tavole
- Il who's who se volete cominciare a leggere il fumetto da zero
- Il Deviantart di alexiuss, che ha dato il via a tutto
- Alcune tavole tradotte in italiano, purtroppo nella tremenda fruibilità di Deviantart

27/09/14

UFAG #190: "DRACULA DI BRAM TOPKER"


Alla fine, credo di essere un lettore di fumetti abbastanza atipico, perché non colleziono nessuna serie e cerco di prendere solo i numeri con gli autori che mi interessano, senza preoccuparmi di avere buchi nella sequenza. A volte ho persino pensato di "estrarre" questi episodi dalla loro sede originale e creare un nuovo volume o albo mettendoli insieme... cose da far inorridire i feticisti delle buste di plastica! Per fortuna, però, esistono anche le antologie, e quelle che sta pubblicando la Disney dedicate ad alcuni suoi autori di spicco, sono davvero una manna dal cielo. Nell'ultima, il disegnatore sotto i riflettori è lo straordinario ed eclettico Fabio Celoni, anche autore completo di uno degli ultimi numeri di Dylan Dog (il 333, I raminghi dell'autunno), un episodio davvero ben riuscito che credo rimarrà fra i migliori della serie.
L'antologia (514 pagg. a soli 16,9 €) si conclude con un vero gioiello, e cioè la parodia, o forse sarebbe meglio dire l'adattamento secondo i canoni disneyani, del romanzo di vampiri per eccellenza, negli anni oggetto di numerosissime interpretazioni e trasposizioni, su tutti i supporti. La storia la conoscete tutti, e se l'accostamento fra Dracula e Topolino può sembrarvi troppo azzardato, vi confesso che anch'io all'inizio pensavo ad una forzatura, salvo dovermi ricredere con grandissimo piacere.
La sceneggiatura di Bruno Enna, infatti, riesce a rimanere fedele sia al testo originale che allo spirito dei personaggi disneyani, grazie soprattutto ai meravigliosi disegni di Celoni, che la esaltano e la rendono credibile. Le soluzioni grafiche adottate raggiungono una sintesi quasi miracolosa fra umorismo ed orrore, che è evidente soprattutto nelle parti originariamente più terrificanti, quindi più complicate da realizzare, e che a mia memoria ha precedenti altrettanto efficaci forse solo in Bonvi. Non era facile rinunciare al sangue e al sesso, che sembrano essere elementi fondamentali ed irrinunciabili del testo di Stoker, eppure gli autori se la sono cavata brillantemente, con idee così semplici e buffe da risultare, e sembra un paradosso, perfettamente coerenti con fonti di ispirazione così lontane. Una menzione a parte la merita la colorista Mirka Andolfo, perché il suo apporto è stato davvero un valore aggiunto, e non un banale lavoro di riempitura: il risultato finale è superiore alla somma delle singole parti, e basta osservare tutte le scene notturne per rendersene conto.

Da sottolineare, infine, quello che per un appassionato lettore di Topolino può risultare scontato, ma che a me non cessa mai di meravigliare: mi riferisco alla grande versatilità dei personaggi Disney, capaci ormai di interpretare qualsiasi ruolo come attori consumati ma senza perdere in nessun caso la propria identità.

Il libro è appena uscito, si trova facilmente in tutte le librerie.

Voto: 9

Alessio Bilotta



Copertina del volume dedicato a Fabio Celoni


26/09/14

UFAG #189: "FANTOMAH"

La primissima apparizione di Fantomah nel n. 2 di Jungle Comics del 1940
Una delle caratteristiche più tipiche e preziose dei fumetti è la possibilità di creare con poco mondi, personaggi e situazioni fantastiche che difficilmente troverebbero uguale spazio in altre forme di intrattenimento. Mi diverte molto, quindi, andare a pescare nel torbido, e cioè riesumare fumetti che non hanno mai goduto di grande popolarità ma che si sono distinti per le loro bizzarrie e assurdità. Per quanto riguarda i comics americani, e in particolare i fumetti appartenenti a quell'età dell'oro selvaggia e libera che coincide più o meno con gli anni '40 del secolo scorso, possiamo trovare in rete tantissimi esempi, perché gli appassionati d'oltreoceano sono molto più bravi dei nostri, e sono riusciti nel tempo a catalogare e rendere disponibile un sacco di materiale.
Il personaggio di oggi, protagonista di appena una manciata di storie brevi (qui puoi leggere quella del suo debutto), è sicuramente uno dei più folli, trattandosi di una bionda e bellissima giustiziera della giungla che, oltre ad essere dotata di incredibili superpoteri, può trasformarsi in una sua disturbante controparte vendicativa con la pelle azzurrina e con un teschio al posto del viso, cioè questa:



Le storie sono molto semplici e seguono sempre i medesimi canoni narrativi, che prevedono un crimine iniziale e un'implacabile punizione finale per i malfattori, ma sono le trovate ogni volta più bislacche a fare la differenza e a rendere la lettura di queste avventure, ancora oggi, estremamente divertente. Ad esempio, nell'episodio che trovi qui, ci sono delle tizie che cavalcano tigri volanti e che vogliono sterminare tutte le altre donne, così gli uomini saranno ai loro piedi; ci sono anche dei serpenti giganti e una mini luna che spunta fuori dalla vetta di una montagna.

L'autore di queste meraviglie è Fletcher Hanks (1887-1976), che ha lavorato utilizzando vari pseudonimi e la cui originalità è stata riscoperta solo di recente grazie a Paul Karasik e a due splendidi volumi di ristampe (questo e questo) che consiglio a tutti.

Sono fumetti nella loro forma più ingenua e spensierata, ma con quella leggera inquietudine che aleggia in ogni pagina e che alla fine rende l'insieme non così innocente; sono fra i fumetti che preferisco in assoluto. 

Alessio Bilotta

25/09/14

UFAG #189: "SOCRATE'S COUNTDOWN"


Se dovessi nominare un solo autore che rappresenta al meglio la mia idea di fumetto, penso che citerei Roberto Raviola in arte Magnus (1939-1996), che ha saputo interpretare tutti gli approcci a questo linguaggio (dalle pubblicazioni popolari a basso costo fino agli albi raffinatissimi e per un pubblico più ridotto) in modo personale ed efficace, senza sterili pretese intellettualistiche e comunque realizzando (quasi) sempre capolavori ed opere indimenticabili.
Il fumetto che consiglio oggi è una storia composta di appena 6 tavole, apparsa per la prima volta sul n. 14 di Frigidaire nel 1982. Sono narrati gli ultimi minuti di vita del filosofo greco, per la precisione gli ultimi 7, scanditi da un anacronistico timer a led sovrapposto alle vignette; anche il lettering dei dialoghi è realizzato con un stile meccanografico, tanto che l'autore definì questo lavoro come "accademico-elettronico", appellativo che capiamo ancora meglio quando osserviamo che i personaggi sono disegnati da Magnus con ispirazione classica, quasi da scuola d'arte, pur mantenendo la riconoscibilità del suo stile caratteristico.
L'abbinamento fra modernità e classicità, per quanto ardito, però non stona affatto, forse perché la figura e il pensiero di Socrate sono ancora attualissimi, così come lo sono anche l'ingiustizia perpetrata dalle istituzioni e la disperata impotenza dei cittadini (in questo caso i suoi discepoli) difronte ad essa.
A livello grafico, oltre alla magnificenza del tratto, colpisce la scelta di utilizzare uno sfondo nerissimo in tutte le vignette, un buio impenetrabile dal quale i personaggi sembrano essere progressivamente inghiottiti, man mano che la narrazione va avanti. Un espediente notevole e raro, credo anche molto complicato da realizzare, che esalta per una volta i neri anziché i celeberrimi "spazi bianchi" fra una vignetta e l'altra, che svolgono in questo caso soprattutto la funzione di separatori, come pause fra fotogrammi.

In definitiva, si tratta di un gioiello dell'arte sequenziale, che pur rimanendo ineguagliato dopo tanti anni, alla fine dà solo un'idea parziale delle capacità di Magnus, che a mio avviso si sono espresse al meglio nelle storie lunghe della seconda parte della sua carriera.
Purtroppo quella in testa al post è l'unica immagine che sono riuscito a reperire in rete, che certo non rende nessuna giustizia a questo fumetto.

La storia è stata ristampata di recente nel bellissimo e ricco volume cartonato Erotico e fantastico. Opere 1980-1995, pubblicato da Rizzoli nel 2010 (256 pagg. a 24€) e disponibile sul sito dell'editore (qui).

Voto: 9,5

Alessio Bilotta


24/09/14

UFAG #188: "RAMARRO"


L'ho già scritto altre volte, però il successo così duraturo dei supereroi continua a stupirmi, perché alla fine si tratta sempre delle stesse storie più o meno rimasticate, tranne alcune eccezioni.
Capisco che la combinazione di certi elementi fantastici con il ricordo delle emozioni provate da bambini possa essere una miscela irresistibile per qualcuno, tuttavia io difficilmente riesco a divertirmi con le avventure odierne dei supereroi, che trovo quasi sempre artefatte e noiose.
Provo sensazioni del tutto diverse, invece, andando a rileggere/riguardare questo vecchio albo del 1989, che raccoglieva le prime storie di Ramarro realizzate da un giovanissimo Giuseppe Palumbo e pubblicate inizialmente sulle pagine di Tempi Supplementari e Frigidaire. Mi stupisco sempre dell'estrema bravura dell'autore (che, lo sottolineo, all'epoca aveva poco più di 20 anni), ma soprattutto riesco ancora a godere di ogni singola vignetta, apprezzandone l'inventiva e la ricchezza.

23/09/14

UFAG #187: "CONTRATTO CON DIO"


Mi imbarazza sempre un po' parlare di titoli che sono considerati unanimemente dei capolavori del fumetto, ma lo scopo di questa rubrica, come già detto altre volte, vorrebbe essere soprattutto informativo, e quindi non posso esimermi dal consigliare Contratto con Dio (A Contract With God) di Will Eisner, cioè il libro che viene considerato il capostipite dei graphic novel. A voler essere pignoli, non si tratta di un romanzo in senso stretto, poiché sono in realtà quattro racconti brevi, ma certamente l'approccio dell'autore e le tematiche affrontate rappresentano ancora oggi un paradigma per tutti coloro i quali si vogliono cimentare con questo recente genere narrativo. Eisner ci racconta infatti storie adulte e reali di vita vissuta in prima persona, e il suo obiettivo dichiarato è proprio quello di dimostrare le enormi potenzialità del linguaggio che sta utilizzando, e che da lui stesso fu ribattezzato "arte sequenziale", nel tentativo di affrancare il fumetto dall'etichetta di spazzatura editoriale o, bene che vada, di prodotto adatto solo ad un pubblico di bambini o di decerebrati.

22/09/14

MEDITATE, GENTE, MEDITATE

La meditazione è importante, e anche lo stretching.
Vi ricordiamo che Ah, l'amour! vol. 2, scritto e disegnato da Andrea Barattin, sarà in vendita alla prossima edizione di Lucca Comics&Games. Conterrà 70 vignette umoristiche, il gioco dell'oca erotico, l'Eroscopo 2015 e tante altre sorprese.
Potete prenotare gratuitamente la vostra copia scrivendo a slowcomix[at]gmail.com.

La Redazione


UFAG #186: "RANXEROX"


Uno degli argomenti che più mi appassiona quando discuto di fumetti, è la constatazione di quanti pochi personaggi davvero iconici siano stati creati negli ultimi tempi. E con ultimi tempi intendo anche 30-40 anni, considerando che i sempreverdi di oltreoceano esistono, parlando dei più "giovani", almeno dagli anni '60 del secolo scorso. Anche in Italia la situazione non è dissimile, basti pensare che fra i personaggi più letti e popolari vi sono ancora Tex (creato nel 1948) e Diabolik (creato nel 1962). Forse uno degli ultimi eroi entrati nel celeberrimo immaginario collettivo è proprio Dylan Dog, che comunque va anche lui per i 30 anni di vita editoriale; non so spiegare il perché di questa carenza di nuovi personaggi, forse è a causa della poca voglia di rischiare da parte degli editori, o magari è a causa della mancanza di storie davvero buone. Sì, perché alla fine i personaggi si muovono all'interno delle storie, e se queste sono sempre fotocopie sbiadite di idee a loro volta "derivative", non è che si possa pretendere più di tanto: anche i protagonisti non saranno altro che imitazioni, più o meno riuscite.
Di storie davvero buone, in Italia, se ne facevano parecchie negli anni '80, probabilmente grazie a combinazioni casuali difficilmente ripetibili. Sta di fatto che un personaggio come Ranxerox, realizzato inizialmente dal solo Stefano Tamburini e poi elevato al rango di icona grazie al contributo grafico di Tanino Liberatore, è rimasta una figura indelebile, con la quale credo che anche i più giovani abbiano una certa familiarità. Magari grazie a James Cameron, che sembra avere attinto a piene mani da questi fumetti per il suo Terminator, oppure a Frank Zappa, che lo amava molto.

20/09/14

UFAG #185: "CASA HOWHARD"


In una discussione fatta con alcuni professionisti del fumetto qualche giorno fa, si constatava la sorprendente scomparsa dell'erotismo dalle nostre pubblicazioni preferite, avvenuta ormai da qualche anno. Ognuno ha dato la sua spiegazione (diffusione capillare della pornografia online, fenomeni di contrazione che privilegerebbero prodotti dalle caratteristiche estreme o per certi pubblici specifici...), ma per me rimane un dispiacere, perché il fumetto può essere il territorio migliore per dare corpo alle fantasie erotiche più strane e originali, come scriveva in qualche modo anche Mœbius nella prefazione al fumetto che consiglio oggi.
Casa Howhard è un condominio di ubicazione non precisata popolato da bellissime "ragazze con il pene al posto della vagina" (quindi non propriamente dei transessuali, ma creature immaginarie, come spiegato nella ampia introduzione...), la cui unica occupazione sembra essere quella di accoppiarsi fra di loro in tutti i modi possibili, coinvolgendo sempre anche più di una partner. Il tema è quindi già in partenza piuttosto pruriginoso, e se vogliamo imbarazzante, perché va ad esplorare aspetti della bisessualità maschile che ancora oggi sono affrontati con un certo disagio. L'estrema eleganza del segno di Roberto Baldazzini, un bianco e nero pulitissimo con qualche reminiscenza liberty e dal sapore di ligne claire, completa il singolare quadro, che è alla fine il risultato di un difficile equilibrio fra l'estrema dissolutezza delle situazioni e il controllo disciplinato della loro rappresentazione.
Per quanto esplicite, le avventure erotiche delle graziose protagoniste, però, non riescono mai ad essere disturbanti, e probabilmente neppure lo vogliono, sia per la raffinatezza dello stile adottato, e sia perché la loro etica è scevra da qualunque tipo di colpa, ed ogni congiungimento carnale è figlio della spensieratezza e dell'edonismo. L'eccitazione che si sprigiona dalle pagine è anche (soprattutto?) cerebrale, a testimonianza di come questo fumetto sia un validissimo esempio di quello che si diceva più sopra, e cioè una finestra su mondi fantastici che nessun filmato di YouPorn potrà mai sperare nemmeno di sfiorare.

Al primo volume del 1998, pubblicato da Castelvecchi, sono seguiti altri 4 albi, tutti da cercare online e alle fiere del fumetto.

Voto: 8,5

Alessio Bilotta

19/09/14

UFAG #184: "ZENO PORNO"


Chi segue gli articoli di questo blog, avrà ormai capito che non amo visceralmente quelle opere che cercano di rinnegare le proprie origini, magari provando ad avvicinarsi alla pittura o ad una certa tipologia di illustrazione, o comunque "mescolando il fumetto con altre cose", come osserva l'autore del libro di oggi, Paolo Bacilieri, in questa intervista di qualche anno fa. Anch'io, come lui, pur apprezzando questa tendenza e riconoscendo che ci ha regalato molti capolavori, ho un po' di nostalgia per i fumetti con "fama da ragazzaccio", sempre per citare lo stesso Bacilieri nella medesima intervista. Amo molto le storie in bianco e nero, oppure quelle con colori semplici e netti, e ho una predilezione per quel tipo di segno che vuole essere soprattutto fumetto, prendendo a modello i grandi autori di questa forma di comunicazione. Amo moltissimo, quindi, tutti i lavori di Bacilieri e questo libro in particolare (che raccoglie le avventure del suo alter ego Zeno Porno pubblicate sulla defunta rivista Blue negli anni '90), perché sembrano concepiti da un amore sincero e passionale verso il fumetto-fumetto, che non prova alcuna vergogna o imbarazzo, né tantomeno sudditanza, verso la cosiddetta Arte con la "A" maiuscola.

18/09/14

UFAG #183: "UNA SETTIMANA DI BONTÀ"


L'accostamento è probabilmente troppo ardito, però quando ho ripreso in mano questo libro del pittore surrealista Max Ernst (1891-1976), composto da tre romanzi per immagini realizzate con la tecnica del collage, non ho potuto fare a meno di pensare ad una vecchia invettiva di Luther Blissett contro i fumetti Bonelli, che trovi qui. In sostanza, si invitava il lettore ad appropriarsi dei vari Tex, Dylan Dog e Nathan Never per ricrearli e far fare loro quello che gli pareva meglio, nella convinzione che questi eroi ne avrebbero avuto solo di che guadagnare.
Non mi risulta che nessuno abbia mai raccolto questa provocazione, anche se esiste un precedente importante con Snake Agent del grandissimo Stefano Tamburini, che riutilizzò a suo piacimento alcune strisce americane degli anni '40. Penso che proprio una tecnica come il collage, magari aggiornata grazie ai moderni strumenti digitali, sarebbe il modo migliore per ricreare i fumetti popolari, perché si potrebbero dare significati nuovi, e più pregnanti, ad icone forse ormai svuotate di qualunque senso che non sia l'autoreferenzialità.
I lavori di Max Ernst raccolti in questo volume (Une semaine de bonté - realizzato in Italia nel 1933 - e i precedenti La femme de 100 têtes e Rêve d'une petite fille qui voulut entrer au Carmel) non sono stati creati a partire da fumetti, ma da incisioni realizzate per romanzi popolari, riviste di scienza e cataloghi di vendita del secolo precedente: l'effetto è sorprendente, sia per il raffinato impatto visuale (non si riesce a capire che non si tratta di illustrazioni originali), sia per il risultato complessivo, che, attraverso queste sequenze di immagini misteriose e profondamente inquietanti, riesce nell'intento di colpire con violenza alcuni bersagli cari all'artista, come le nascenti dittature dell'epoca, la chiesa e la società borghese. Si tratta di creature e ambientazioni che sembrano provenire direttamente dalle dimensioni dell'incubo e dell'ansia, e che solo in qualche caso si riconciliano alla poesia e a fantasie più piacevoli: i temi dominanti sono infatti quelli della brutalità, della catastrofe e della sessualità morbosa, mischiati con elementi mitologici e del folklore popolare per ricreare, appunto, un mondo irreale ma allo stesso tempo familiare e sicuramente rivelatore.

Trovo che la situazione del fumetto italiano, da molti anni a questa parte, sia carente di idee davvero originali, soprattutto perché diversi giovani autori vogliono imitare i loro artisti di riferimento o seguire le mode editoriali del momento, anche se in molti casi poi si scopre che, in realtà, alla fine gli interessa soltanto disegnare i personaggi amati nell'infanzia e nell'adolescenza. Non c'è niente di male in questo, ma io spero sempre che prima o poi venga fuori un seguace di Luther Blissett che si ispira a Max Ernst.

Il volume, nell'elegante edizione Adelphi, risulta disponibile sul sito dell'editore (qui), consta di 497 pagine e viene offerto a 32,30 €.
Sul sito del Museo d'Orsay (qui) trovi invece una bella analisi di questi lavori di Ernst.

Alessio Bilotta




17/09/14

UFAG #182: "UNA TAVOLA, UNA POESIA"


Ogni tanto, anche se raramente, succede che qualche autore provi ad abbinare al fumetto altre forme di espressione: non è mai semplice trovare l'equilibrio giusto, soprattutto se viene a mancare la sintonia sulle lunghezze d'onda stilistiche ed emotive. Il risultato può quindi essere facilmente al di sotto delle aspettative, ed è per questo che sono stato molto felice di scoprire questa nuovissima iniziativa promossa da Caterpillar, l'ormai storico programma di Radio2, che vede coinvolti il fumettista e illustratore Sualzo (al secolo Antonio Vincenti, qui il suo blog) e la poetessa e scrittrice Silvia Vecchini (qui trovate anche il suo blog). Scrivo di felicità senza paura di esagerare, perché gli autori sono riusciti in un piccolo miracolo, e cioè quello di estendere anche alla radio e al video la fusione difficile e particolarissima fra poesia e fumetto, che già stanno portando avanti qui con una nuova pubblicazione tutte le settimane.
Sono regali preziosi, dove i delicati disegni di Sualzo propongono nuove prospettive per le sensazioni suggerite dalle parole di Silvia, che hanno a che fare con i sentimenti, i ricordi, le persone e la natura. Ma senza alcuna retorica, e anzi riuscendo a cogliere la profonda bellezza che si nasconde anche nelle azioni più semplici. Raccomando di nuovo, come già fu in occasione de La notte che arrivò l'inverno, di provare ad alternare le esperienze di lettura/visione/ascolto, sperimentando tutte le possibili sequenze, vedrete che ogni volta le emozioni saranno diverse.
Qui Silvia racconta nei dettagli questa iniziativa, che sarà ripetuta ogni lunedì sulla pagina Facebook di Caterpillar (cioè qui).

Ho avuto la fortuna di conoscere Sualzo e Silvia l'anno scorso, in occasione della presentazione dell'ultimo graphic novel di Sualzo (Fermo, che mi appunto per un prossimo post), e anche in quella circostanza mi colpì la magia che riuscirono ad evocare in un'occasione che, generalmente, si trasforma invece in un dialogo fra due persone, l'intervistatore e il malcapitato autore, che si parlano addosso: quella volta, però, alle immagini e alle parole si unì la musica del sassofono suonato da Sualzo, in un'altra combinazione rara e riuscitissima, che infatti fu molto apprezzata da tutti i presenti e che dovrebbe essere presa come fonte di ispirazione da tutti quelli che vorrebbero che il fumetto uscisse definitivamente dal solito ghetto di appassionati duri.

Alessio Bilotta



16/09/14

UFAG #181: "METAMORFOSI"


Il fumetto di oggi è l'opera vincitrice della Illustration Marathon (una storia di 8 tavole da realizzare in 8 ore) che ha avuto luogo domenica scorsa a Signa (FI), in occasione di Renai Comics, la neonata manifestazione di settore di cui avevo già parlato qui. Si è trattato, nel complesso, di un evento ricco e ben riuscito, al quale siamo stati felici di partecipare anche come associazione. Fra le molte cose interessanti, la più significativa è stata forse proprio questa maratona, per almeno un paio di ottimi motivi: innanzitutto, si svolgeva all'interno di un parco, e questo ha dato modo a parecchie persone di passaggio (molti bambini) di capire come si realizza praticamente un fumetto, oltre che di ammirare gli artisti all'opera, che è sempre un bel vedere; poi, ed è la ragione più importante, ha messo in primo piano gli autori, peraltro quasi tutti molto giovani, in un'atmosfera piacevole e stimolante che per me vale assai di più di quelle mostre con le tavole appese ai muri, che tentano inutilmente di imitare le esposizioni di quadri o di foto.

15/09/14

LA PERFEZIONE È DI QUESTO MONDO?

Con la dovuta attenzione, anche un matrimonio può diventare perfetto.
Come ogni lunedì, una nuova anticipazione di Ah, l'Amour! vol. 2 di Andrea Barattin, in uscita alla prossima edizione di Lucca Comics: 90 pagine divertentissime e piccanti che possono diventare tue fin da adesso scrivendo a slowcomix[at]gmail.com.

La Redazione




UFAG #180: "PSYCHOPATHIA SEXUALIS"


Per una volta, lo strillo in copertina presente su questo fumetto ("il fumetto più violento e ripugnante mai disegnato!") risponde perfettamente al suo contenuto, anche se forse ne limita in qualche modo la portata. Si tratta di brevi storie in bianco e nero, ad opera dello spagnolo Miguel Ángel Martín, nelle quali sono rappresentate in modo violento ed esplicito, ma allo stesso tempo glaciale e controllatissimo, una serie di disgustose perversioni sessuali che comprendono la pedofilia, lo stupro, l'omicidio e tutto quanto di più ripugnante e feroce possiate immaginare. Nel 1995, cioè all'epoca dalla sua uscita in Italia ad opera della piccola e coraggiosa (e ahimè defunta) Edizioni Topolin, fu al centro di vicende giudiziarie che ebbero grande risonanza mediatica, perché la pubblicazione fu sequestrata e il suo editore, Jorge Vacca, rinviato a giudizio; fortunatamente, forse anche grazie alla presa di posizione in favore della libertà di espressione da parte di alcuni esponenti della cultura italiana, la vicenda si concluse positivamente per i protagonisti, e nel 1996 Vacca fu assolto con formula piena da parte del Tribunale di Cremona. Per inciso, ricordo che il fumetto era stato premiato in patria e che le tavole originali furono esposte in una mostra con il patrocinio del Ministero della Cultura spagnolo.
Si tratta di un episodio molto importante nella storia della censura nel nostro Paese, e forse il primo (e ultimo) con questa rilevanza avvenuto nel mondo del fumetto: qui trovate un riepilogo degli eventi e una raccolta di documenti dell'epoca, fra i quali mi preme segnalarvi soprattutto la lettera di Milo Manara,  scritta con le consuete intelligenza, attenzione e passione.
Riletto/rivisto oggi, questo fumetto non perde nulla della sua carica profondamente disturbante, e davvero sono in difficoltà a consigliarlo, perché quelle pagine rimangono insopportabili e in qualche modo maledette. Quello che non lascia tranquilli, forse, è il fatto che l'autore non prenda nessuna posizione di aperta condanna nei confronti di queste "pratiche", limitandosi a raccontarle con grande precisione e asciuttezza; ma probabilmente è proprio così facendo che ne restituisce interamente l'atrocità, un orrore puro difronte al quale non possiamo che provare la vergogna di appartenere al genere umano, perché sappiamo bene che non si tratta delle fantasie di un autore, ma di cose che purtroppo succedono in continuazione, e che quasi non fanno più nemmeno notizia.

L'edizione originale credo sia di difficile reperibilità, ma è stato ristampato dalla Purple Press nel 2010 anche con l'aggiunta di alcuni documenti che testimoniano gli eventi di 20 anni fa (256 pagg. a 22 €); da cercare alle fiere e online.

Voto: 9,5

Alessio Bilotta

13/09/14

UFAG #179: "LOVER"


Il Gruppo Valvoline, formatosi a Bologna circa 30 anni fa, era un insieme di autori molto diversi fra loro, ma tutti uniti dall'obiettivo comune di sperimentare nuove forme del linguaggio-fumetto, in assoluta libertà creativa. Il gruppo riunì intorno a sé molte personalità importanti e interessanti, già a partire dal nucleo originario, che era composto da Lorenzo Mattotti, Giorgio Carpinteri, IgortDaniele Brolli, Jerry Kramsky e, appunto, Marcello Jori, autore del fumetto del giorno e oggi attivo come artista visuale a tutto campo. Rubando le parole alla prefazione scritta dallo stesso Jori in occasione della recente ristampa di Lover (guarda qui), il gruppo era, in sintesi, un insieme di "artisti che vagavano tra il fumetto, il design, l'architettura, la pittura", interessandosi, quindi, più alla comunicazione visuale che al fumetto inteso in senso tradizionale. E sfogliando il libro, in effetti, anche a 29 anni dalla sua prima pubblicazione, non si può fare a meno di rimanere colpiti dalla grande ricchezza del segno di Jori: un bianco e nero falsamente fotografico, debitore di mille suggestioni cinematografiche, che fa credere a chi legge/guarda di essere davanti ad un'opera quasi iper-realista, mentre questo modo di disegnare è in realtà al servizio di trame e visioni completamente irreali e immaginifiche. Il protagonista, Marko Caro, è una sorta di dandy sofisticato e cinico, ma con la sventura di essere nato in mezzo ad una comunità di rozzi contadini bavaresi, che infatti ripudia fin dai primi giorni di vita; l'incontro casuale con una ragazza viziata e ricchissima, e la passione travolgente che subito ne segue, cambierà per sempre la sua esistenza, poiché il nostro anti-eroe si accorge di poter provocare alla sua amante, durante l'amplesso, allucinazioni stranissime popolate da figure geometriche ed esseri filiformi e bizzarri.
Una sensazione strana quasi come quella che si prova leggendo e guardando Lover, che considero un esempio molto importante di quello che si può fare con il fumetto: un mezzo espressivo dalle potenzialità ampie e ancora non del tutto esplorate, che può dialogare tranquillamente con l'arte producendo opere personalissime ed uniche, pur mantenendo tutte le sue specificità di linguaggio ibrido.

Mi sono basato sul volume in mio possesso, pubblicato da Milano Libri nel 1985, ma una nuova edizione è stata ristampata dalla Coconino quest'anno: si tratta di un libro di 72 pagine al costo di 23 €, da richiedere in fumetteria o da acquistare direttamente presso l'editore (qui).

Voto: 9


12/09/14

UFAG #178: "GLI OCCHI DEL GATTO"


Mi avvicino con un po' di timore reverenziale ad una delle opere più originali di due grandissimi autori, Mœbius e Alejandro Jodorowsky, che sono ormai entrati di diritto nella Storia del fumetto e, più in generale, delle arti visuali. Il motivo per cui consiglio caldamente questo libro non è soltanto perché si tratta di un capolavoro, ma anche perché mi capita di leggere recensioni che sono più o meno positive solo in riferimento ai cosiddetti "tempi di lettura". Per alcuni commentatori, infatti, sembra che un'opera sia tanto più valida quanto più tempo ci vuole a terminarne la lettura, quasi che la qualità fosse misurabile in parole. Non sono affatto d'accordo con questo tipo di approccio, soprattutto perché il tempo che viene considerato sembra essere solo quello impiegato a leggere i balloon o le didascalie: ebbene, da questo punto di vista, il fumetto di oggi dovrebbe essere un'autentica porcheria, visto che per leggere tutte le parti di testo ci si possono mettere sì e no 5 minuti. Evidentemente questo tipo di osservazioni, invero piuttosto superficiali, sono figlie di una cultura che privilegia, sopra ogni altra cosa, la parola scritta, ovvero la letteratura intesa in senso classico; ed è forse per questi stessi motivi che, da una parte, il fumetto ancora fatica a trovare riconoscimenti in certi ambienti, mentre dall'altra continuiamo a trovare gli scaffali invasi da un sacco di lavori in cui la sceneggiatura e i dialoghi sono preponderanti rispetto ai disegni, che funzionano quasi esclusivamente da "accompagnamento".

11/09/14

UFAG #177: "SIN CITY"



È notizia di questi giorni che la Lucky Red sponsorizzerà per qualche settimana la Sampdoria, sulle cui caratteristiche maglie blucerchiate dovrebbe comparire il logo di Sin City - Una donna per cui uccidere, il secondo film tratto dai fumetti di Frank Miller che uscirà in Italia il prossimo 2 ottobre, diretto dallo stesso Miller insieme a Robert Rodriguez. Un bizzarro cortocircuito, che testimonia il tentativo ardito di avvicinare due immaginari popolari, il calcio da una parte e i cosiddetti "cinecomics" dall'altra, che non sembrano avere molto in comune. O forse questa è solo l'impressione di chi, come me, associa il marchio "Sin City" soprattutto a quella serie che, 23 anni fa, iniziai a leggere per la prima volta sulla rivista Hyperion, rimanendone profondamente colpito. Ero giovane, e di fumetti davvero belli ne avevo letti/visti pochi, tanto che non conoscevo ancora i lavori di Muñoz, Toppi o De Luca, per cui l'affilato bianco e nero di Miller mi sembrava qualcosa di totalmente nuovo e meraviglioso. Riletta/rivista oggi, la prima serie di Sin City mi rivela più chiaramente le sue fonti di ispirazione, e forse il tempo non è stato così generoso con i dialoghi, però l'atmosfera che si respira, opprimente e oscura, nonché diverse soluzioni grafiche escogitate da Miller, conservano ancora la loro potenza originaria. La storia dovreste conoscerla tutti, anche grazie al primo film, uscito ormai nel lontano 2005: Marv, un brutto ceffo dei bassifondi, viene adescato dalla bellissima Goldie, ma dopo una notte di sesso sfrenato, si sveglia stordito con al suo fianco la ragazza senza vita, misteriosamente uccisa. Un diabolico tentativo di incastrarlo, perché dietro alle morti di Goldie e altre prostitute come lei, si nasconde una storia agghiacciante di cannibalismo e alti prelati corrotti fino al midollo. Insomma, alcuni temi classici del noir riproposti accelerando a manetta, in un'apoteosi di romanticismo violento ed esasperato dove è sempre piuttosto labile il confine fra la celebrazione di un genere e la sua derisione.
Mi auguro sinceramente che gli amanti del calcio e del cinema d'azione che non hanno mai letto un fumetto siano stimolati a farlo, anche se temo che in pochi saranno incuriositi dalle origini cartacee del film, mentre in tanti si concentreranno soprattutto sulle molte supergnocche protagoniste. C'est la vie...

Mi sono basato sul volume che possiedo, un vecchio cartonato della Play Press, ma Sin City è stata ristampata molte volte anche in formati differenti, l'ultima edizione italiana dovrebbe essere questa della Magic Press (15 € per 216 pagg. in b/n).

Voto: 8,5




Eva Green nei succinti panni di Ava, la donna per cui uccidere
Bellezze nostrali indossano le maglie incriminate


10/09/14

UFAG #176: "NASCITA DI UN SOGNO"


In occasione del workshop che sarà tenuto sabato prossimo da Frank Espinosa durante Renai Comics (ne ho parlato l'altro giorno qui), consiglio con grande piacere questo lavoro da lui interamente realizzato in occasione della mostra Il calzolaio prodigioso, dedicata a Salvatore Ferragamo, che si è tenuta lo scorso anno a Firenze. Ne parlo anche perché si tratta, a mio avviso, di un ottimo approccio al tema della "biografia a fumetti", di cui abbiamo visto negli ultimi anni diversi esempi, purtroppo non sempre di buon livello, specie quando gli autori hanno utilizzato i vari personaggi solo come scusa per promuovere se stessi, senza alcun rispetto verso tali personalità. Il lavoro di Espinosa restituisce invece a chi legge/guarda una figura mitica, quasi eroica nella sua anatomia possente enfatizzata ad arte, e riesce ad essere toccante e coinvolgente facendo leva sui tasti giusti, come piccoli episodi particolarmente emblematici o i pensieri attributi allo stilista, carichi di un'ambizione pura ed epica. I colori fortemente evocativi (acrilico e gouache su matita), sostenuti da un segno ispirato dai bozzetti di moda, rendono uno splendido servizio a questa breve storia (26 tavole), che rimane soprattutto una celebrazione svolta con grande energia e passione, quasi a sconfinare in una specie di espressionismo positivo.
Ecco le drammatiche riflessioni di Ferragamo, per tramite di Espinosa, al suo arrivo a New York:
"Macchine che sputavano una scarpa dopo l'altra senza alcun riguardo per le necessità dell'uomo, senza comodità o calore. Non c'era la mano dell'uomo, o il suo tocco. La macchina aveva preso il sopravvento."
Forse, chissà, queste osservazioni, per quanto eccessive, possono valere ancora oggi, magari anche per quei disegnatori che lavorano con lo stampino.

Salvatore Ferragamo - Nascita di un sogno è un albo spillato a colori, pensato per essere di supporto alla mostra sullo stilista, ormai chiusa; può darsi che si trovi ancora al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, che comunque merita una visita.

Voto: 8
Alessio Bilotta







09/09/14

UFAG #175: "BANNER"


Lo ammetto, fra tutti i personaggi dei fumetti che sono pubblicati con regolarità da più tempo, Hulk è sicuramente quello la cui longevità continua a stupirmi. Gli elementi che stanno alla base del personaggio, infatti, sono in verità abbastanza miseri, e quindi è sempre stato abbastanza difficile, per i vari autori che si sono alternati, dire qualcosa di originale e minimamente interessante, a meno di non sconvolgerne i presupposti classici. Una bella eccezione è rappresentata da questa storia in quattro episodi pubblicata in USA nel 2001, in cui il mostro verde è affidato alla cure di Brian Azzarello ai testi e, soprattutto, del grandissimo Richard Corben ai disegni. La sceneggiatura, che riprende alcuni schemi tipici delle avventure di Hulk (perdita di controllo/distruzione/combattimenti contro l'esercito/disperazione del suo alter ego umano), sembra in realtà poco più che un pretesto per permettere a Corben di scatenarsi con la sua interpretazione del personaggio: letteralmente una furia della natura, incontrollabile e cieca che, oltre agli edifici, fa saltare anche le proporzioni e le prospettive. Ed è giusto così, perché quando si tratta di Hulk tutto deve essere deformato e fuori scala, ed ogni singola inquadratura deve vibrare di potenza e incutere terrore. Probabilmente questa versione di Hulk non è una di quelle preferite dagli appassionati, ma io ritengo che sia una delle migliori, sicuramente una delle più allucinate e spaventose.

Banner è stato ristampato quest'anno dalla Panini in un volumetto di 96 pagine a colori al costo di 5 €, lo puoi richiedere in fumetteria o direttamente all'editore (qui).

Voto: 7.

Alessio Bilotta

08/09/14

SIGNA-PRATO 3-0


Alcuni amici del blog ci hanno chiesto se saremo presenti all'imminente edizione di Prato Comics+Play (13-14 settembre, qui il sito ufficiale), visto che la nostra associazione ha sede e radici proprio nella città toscana. Ebbene, non ci saremo, e per un motivo piuttosto semplice: nessuno ha ritenuto opportuno invitarci, e neppure chiederci di partecipare, a nessun titolo. Si tratta di una cosa che faccio fatica a spiegarmi, soprattutto perché, quando facemmo un passo indietro dall'organizzazione della precedente fiera (guarda qui per i dettagli), ci lasciammo in grande amicizia, e comunque offrimmo la nostra disponibilità per un eventuale coinvolgimento in questa edizione. Un piccolo mistero, che al primo moto di dispiacere ha fatto però seguire subito un grosso sospiro di sollievo, perché penso che difficilmente avremmo potuto dare un buon contributo ad una manifestazione di questo tipo, che è molto lontana dalla nostra idea di fiera sul fumetto.

È IMPORTANTE SEGUIRE LE ISTRUZIONI

Vi avevamo già detto che Andrea Barattin ha completato Ah, l'Amour! vol. 2? Se ancora non sapete di cosa si tratta (...ma com'è possibile???), vi diciamo che è una raccolta di vignette esilaranti accomunate dal tema dell'erotismo, che presenteremo alla prossima edizione di Lucca Comics.
Qui sotto ne potete vedere una.
Affrettatevi a prenotare la vostra copia (a costo zero!), basta scrivere a slowcomix[at]gmail.com.

La Redazione




UFAG #174: "COW BOY"


Si sente dire abbastanza spesso che uno dei problemi del fumetto in Italia sarebbe quello di avere poche pubblicazioni rivolte al pubblico dei giovanissimi; personalmente sono d'accordo, e quindi è con grande piacere e curiosità che saluto l'esordio della collana Novellini della Panini Comics, pensata proprio per i "più piccoli" (ma piccoli quanto?).
Il protagonista di questa prima proposta è Boyd Linney, un cowboy decenne impegnato nella difficile e paradossale impresa di consegnare alla giustizia alcuni dei suoi familiari, quelli con una taglia che pende sulle loro teste. Una storia buffa e con un fondo di amarezza, ambientata in quella breve fase dell'esistenza in cui ogni bambino capisce che il suo mondo è più semplice e puro di quello dei grandi, e dove quel destino diventa qualcosa contro cui bisogna combattere con tutte le forze, pur limitate, prima che sia troppo tardi.
Bene Chris Eliopoulos ai disegni, il suo tratto tondeggiante e delicato, ma ravvivato da un'energia che sembra provenire direttamente da quella commovente rabbia infantile, è frutto di un bel lavoro di sintesi, e fornisce un ottimo servizio alla sceneggiatura di Nate Cosby, che forse è la cosa meno riuscita. La storia parte infatti alla grande nei primi capitoli, ma progressivamente perde forza, per concludersi in maniera un davvero po' troppo sbrigativa. Curiosi gli intermezzi di due tavole, con personaggi diversi come protagonisti, realizzati da altri autori.
Un buon esperimento, che probabilmente avrebbe beneficiato di un numero maggiore di pagine, ma sembra che un secondo capitolo sia già in cantiere.

Cow Boy - Un ragazzo e il suo cavallo è appena uscito nelle librerie (specializzate e non), ha 96 pagine a colori e costa 12 €; qui trovi maggiori dettagli anche sulle prossime uscite e qui la versione incompleta in formato webcomic con cui è inizialmente stato proposto.

Voto: 6,5.

Boyd mette fuori combattimento suo padre
prima di consegnarlo alla giustizia

07/09/14

OFF-TOPIC: "CEFALEA - MARE"




In attesa che il prode Heike rientri dalle sue scorribande europee e riprenda la rubrica sui webcomics, occupiamo lo spazio domenicale del blog segnalando questa splendida e originalissima pubblicazione uscita in pieno agosto, notoriamente stagione di enigmi balneari.
Cosa succederebbe se La Settimana Enigmistica cessasse per un numero di essere così tranquillizzante e si affidasse ad autori indipendenti dotati di intelligenza esplosiva e sensibilità inquieta? Avremmo Cefalea - Mare, e non ci stupiremmo di trovare nelle soluzioni di cruciverba e rebus, ma anche nelle barzellette, nelle vignette e nelle "spigolature", la spiegazione del senso della vita e delle differenze fra il bene ed il male. E l'impegno che dovremmo mettere per risolvere gli enigmi, che prima richiede un reset completo della visione del mondo così come normalmente ce la presentano, sarebbe compensato dal compiacimento di cogliere tutte le citazioni colte e dal divertimento per l'umorismo sofisticato che rallegra la pubblicazione. E come se non bastasse, oltre a farci vedere il futuro, rivelarci il segreto della felicità e farci scoprire la strada verso la saggezza, Cefalea - Mare ci regala anche sfiziosissimi gadget, come rebus apocalittici da attaccare al frigo o piccole matite con impresse frasi affascinanti e misteriose. Senza contare i micro adesivi.

Cefalea - Mare è la prima pubblicazione della GRRRz - Comic Art Books, nata dalle ceneri della mitica GRRRzetic, e davvero non si poteva sperare in un inizio migliore.
Costa 20€ e te lo spediscono direttamente a casa, ma sono solo 500 copie quindi affrettati!

Qui tutti i fantastici dettagli.

Voto: 10.

Alessio Bilotta

06/09/14

UFAG #173: "COWBOY HENK"


Il fumetto che consiglio oggi ha la particolarità, purtroppo condivisa con altri capolavori, di essere molto popolare ed apprezzato all'estero ma praticamente sconosciuto in Italia, dove è stato pubblicato un po' da Comix più o meno 20 anni fa. Questa elegante edizione cartonata, premiata fra l'altro all'ultimo Festival d'Angoulême con il Prix du Patrimonie, riassume e condensa la storia editoriale ultratrentennale del nostro eroe, un mister muscolo biondo platino che, nelle sue brevi avventure, compie una quantità di azioni completamente folli e assurde, sfidando ogni volta le leggi stesse della fisica e del mondo come lo conosciamo. Figlio di due padri belgi, Kamagurka alle sceneggiature e Herr Seeele ai disegni, Cowboy Henk viene spesso presentato come un fulgido esempio di "surrealismo a fumetti", sebbene a mio modesto parere questa definizione, pur molto lusinghiera e alla fine appropriata, rischi di stargli stretta. Mi spiego meglio: se da una parte ritengo corretto rintracciare le importanti ascendenze artistiche di certi lavori, dall'altra non vorrei che questi nobili apparentamenti facessero perdere di vista il reale significato dell'opera all'interno dell'unico ambito che le appartiene veramente, e cioè quello fumettistico.
Le modificazioni a proprio piacimento di corpi, oggetti, ambienti e perfino di leggi spazio-temporali, appartengono infatti, in modo quasi esclusivo, al fumetto e, più in generale, al cartoon, fin dalle loro origini, peraltro chiaramente omaggiate da Cowboy Henk (ricordiamo, a proposito di antichi fumetti, anche i nostrani Bilbolbul e Quadratino, insospettabilmente in tema). Certe dimensioni oniriche figlie di immaginazioni sfrenate e senza limiti sembrano essere, insomma, qualcosa di strettamente connaturato ai disegni in sequenza o in movimento, forse per le infinite possibilità a costo bassissimo che questi offrono.
Ma il surrealismo sequenziale sarebbe solo un bizzarro esercizio estetico se non fosse sostenuto da un umorismo dissacrante che è altrettanto libero e folle, e che rende la lettura/visione di questo libro un'esperienza divertentissima e unica, tanto da stimolarmi a superare quasi tutte le difficoltà che ho con la lettura del francese. Fatelo anche voi, non ve ne pentirete.
Alessio Bilotta

COWBOY HENK
FRMK | 128 pagg. colore | 26 €

Sceneggiatura di
Kamagurka (Luc Zeebroek)

Disegni di
Herr Seele (Peter van Heirseele)

Reperibilità:
da cercare in rete

Voto: 10


Per saperne di più:

05/09/14

UFAG #172: "SCUSA, SADIK, HAI VISTO DIABOLIK?"


In occasione dell'ultima, inutile, polemica fumettistica di questa fine estate, quella su una prossima copertina di Dylan Dog che omaggia una vecchia e celeberrima cover di Spider-Man, fra le tante stupidaggini che ho letto c'erano anche alcuni (pochi) spunti interessanti, comprese certe osservazioni sulla forza dell'immaginario fumettistico italiano. Un argomento che meriterebbe analisi approfondite fatte da veri esperti, magari considerando il confronto impari fra i capitali e le risorse disponibili da noi e quelli, ad esempio, disponibili in USA, dove anche il fumetto è parte della grande industria dell'intrattenimento. Possiamo però affermare subito, con una certa tranquillità che, fra i personaggi e i temi che maggiormente hanno inciso sull'immaginario italico, ci sono senz'altro quelli legati al filone trasgressivo dei cosiddetti "fumetti neri", lanciato da Diabolik all'inizio degli anni '60 del secolo scorso e poi sviluppatosi in molteplici variazioni e decine di personaggi, anche con sconfinamenti truculenti nell'horror e nel porno, proseguendo almeno fino agli anni '80.

04/09/14

UFAG #171: "IL MONDO DEI RONFI"


Sono abbastanza anziano da aver letto e apprezzato, già all'epoca in cui uscirono, quei vecchi numeri del Corriere dei Piccoli con protagonisti i Ronfi di Adriano Carnevali, che era anzi il mio fumetto preferito della rivista, seguito a ruota dalla Stefi di Grazia Nidasio.
Confesso che, dopo averli riletti oggi, sono rimasto inizialmente un po' deluso, perché non ho riconosciuto subito i motivi per cui mi piacevano così tanto. Certo, i disegni di Carnevali continuano ad essere deliziosi e particolari (ottima l'analisi di Luca Boschi nelle pagine introduttive del volume), ma le battute e le storie mi sembravano forse un po' troppo semplici. Dovevo solamente, in realtà, rientrare nel loro mondo, perché letti i primi episodi ho riassaporato piacevolmente quei vecchi aromi, e dopo aver richiuso il libro, avrei voluto subito averne un altro per ricominciare. La levità dell'umorismo di Carnevali, infatti, non deve in nessun modo essere confusa con la banalità, e anzi gli animaletti pelosi che amano dormire, a ben vedere, non sono nemmeno così rassicuranti. Questa specie di incrocio fra un cane e un castoro, infatti, non dimostra alcuna virtù di quelle normalmente considerate come tali: sono pigri, pasticcioni e anche saccenti, pur non palesando mai una grande intelligenza. Nonostante ciò, riescono sempre a cavarsela, aiutati in modo sfacciato e plateale dalla fortuna, che pure si rifiutano costantemente di riconoscere. Ecco, penso sia questo il punto di forza che ha conquistato i lettori, la convinzione che tutto andrà bene anche senza impegnarsi troppo, anche senza essere particolarmente brillanti, forti o coraggiosi; anche, addirittura, senza impegnarsi affatto. Come afferma lo stesso Carnevali nella bella postfazione curata da Andrea Leggeri, i Ronfi vivono in un "universo ribaltato rispetto a quello reale", nel quale non sono le creature che meglio si adattano all'ambiente a sopravvivere, ma dove è il caso a sopperire alle loro evidenti, clamorose e divertentissime deficienze. I Ronfi sembrano figli di un ottimismo incrollabile, dove anche i lupi, che li cacciano con intenzioni tutt'altro che amichevoli, alla fine recitano in un gioco delle parti, in un mondo dove la competizione e le tensioni sono accantonate in nome del buonumore, alimentato spesso da un sano, e un po' cinico, pragmatismo. Forse, in questo mondo ideale, l'unica qualità che conta è quella di cercare sempre il sorriso: il resto, verrà da sé.

Alessio Bilotta

IL MONDO DEI RONFI
Struwwelpeter | 160 pagg. colore | 16 €

Storie e disegni di
Adriano Carnevali

Reperibilità:
uscito del 2010,
risulta disponibile sul sito dell'editore
(qui)

Voto: 8,5


Per saperne di più:



03/09/14

UFAG #170: "FANCY FROGLIN'S SEXY FOREST"


L'argomento è già stato ampiamente dibattuto, anche in spazi molto più importanti di questo blog, tuttavia il mio disappunto rimane grande quando leggo determinati commenti, imbevuti di perbenismo da quattro soldi, su opere (disegnate o meno) che hanno al centro la sessualità. Probabilmente quelle stesse persone non fanno una piega difronte a rappresentazioni gratuite ed atroci di atti violenti, quasi che la morte e il dolore siano più rassicuranti dell'erotismo e del piacere fisico. D'altro canto, per chi scrive/disegna, sembra sempre più complicato essere originali, forse perché la sensazione di stare dietro una barricata culturale spinge gli autori a concentrarsi su temi stereotipati. Basterebbe poco, in realtà, per essere almeno un po' rivoluzionari, e probabilmente sarebbe sufficiente eliminare alla base tutti quei pregiudizi che vogliono il sesso come una cosa oscena e sporca, da fare di nascosto e senza parlarne mai. In questo senso, il fumetto di oggi rappresenta una bella eccezione, perché il ranocchio azzurro protagonista della coloratissima storia ha un approccio verso la sessualità totalmente allegro e giocoso, intriso di un'ingenuità quasi infantile, che ci fa sorridere, senza alcuna pruderie, delle sue piccole avventure. In poche parole, il nostro eroe, che indossa striminziti calzoncini rossi per rispettare la legge, è alle prese con una poderosa e insistente erezione, che lo porterà ad incontri sempre più bizzarri con gli abitanti della foresta, in un'alternanza di stati depressivi profondi e improvvisi ed esplosioni di gioia altrettanto subitanee. Lo stile semplice dei disegni, che ricorda certe illustrazioni per l'infanzia, aiuta a costruire un'atmosfera molto leggera, dove l'innocenza si mescola alla malizia in un divertente carosello di scenette che comunque non risparmiano frecciate all'ipocrisia di determinate istituzioni sociali e religiose.
L'autore del fumetto, l'americano James Kochalka, in Italia non è molto conosciuto (vado a memoria, però credo che da noi sia stato tradotto solo il primo volume di Sketchbook Diaries), ma vanta in realtà una produzione molto ampia (anche come musicista rock!), oltre alla vittoria di diversi premi importanti. Caratterizzato da uno stile lineare ed immediato, e autore di storie con molti elementi autobiografici, il suo lavoro più famoso è forse American Elf, uno dei primi webcomic in assoluto, che va avanti addirittura dal 1998. È anche uno degli artisti con le teorie più interessanti sul fumetto come forma d'arte e di comunicazione.
Alessio Bilotta

FANCY FROGLIN'S SEXY FOREST
Alternative Comics | 64 pagg. colore | 12,95 $

Storia e disegni di
James Kochalka

Reperibilità:
Pubblicato in USA nel 2003,
si può trovare sul sito dell'editore
(qui)

Voto: 8


Il significato dell'arte secondo Kochalka
(tratto da: The Horrible Truth About Comics)

Per saperne di più: