30/06/14

SUCCOSE ANTICIPAZIONI

Sì, ormai possiamo dirlo: la nostra prode Andrea Barattin sta lavorando al secondo volume di Ah, l'Amour!, che presenteremo alla prossima edizione di Lucca Comics and Games (30 ottobre - 2 novembre), dove il primo tomo l'anno scorso andò esaurito. Qui, sul suo blog (dove Andrea spiega bene tutto) e su Facebook pubblicheremo alcune anticipazioni e altre chicche, in un percorso di avvicinamento al festival che vogliamo condividere con voi e, speriamo, anche con molti altri.
Abbiamo deciso di fare alla vecchia maniera, senza raccolta fondi e senza prevendite (anche se fin da ora raccogliamo prenotazioni), quindi rischieremo tutto in proprio, come l'altra volta: vi chiediamo soltanto, se il progetto vi piace, di condividerlo e magari di fare un po' di passaparola, per noi sarebbe un grande aiuto. Grazie in anticipo!

la Redazione


UFAG #126: "LA PAGA DELL'INFERNO"


Lo ammetto, è passato molto tempo dell'ultima volta che ho acquistato e letto un albo di Dylan Dog, quindi recarmi in edicola per prendere appositamente questo numero è stato per me un piccolo evento. Un evento gradevole, devo dire, non solo perché mi ha riportato indietro di tanti anni, ma anche perché la storia mi è piaciuta e l'ho letta volentieri. Prima di parlarne, però, voglio spendere qualche parola sulla copertina, un'immagine netta e potente che mi ha colpito tantissimo e che è stata una delle cose che mi hanno spinto a prendere l'albo: ho notato, di recente, che anche altre pubblicazioni bonelliane riuscivano a spiccare fra gli scaffali delle edicole, e penso che questa sia un'ottima cosa, perché se una copertina ti conquista, buona parte del lavoro è già stata fatta. 

29/06/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "THE MAGIC PEN"


Quando Slowcomix nacque, ormai cinque anni fa, avevo molte aspettative sull'associazione, e molti più capelli in testa. Anche il Bilotta aveva molte aspettative, ma non mi esprimo sui capelli. Una delle nostre ambizioni era di riportare a Città Cupa quello che era stato uno storico punto di incontro degli amanti della nona arte, la Rassegna del fumetto e del fantastico. Sarà che quando ancora veniva realizzato ero un ragazzetto con i brufoli e poca esperienza del mondo, ma mi sembrava un luogo delle meraviglie, un festival della felicità, e con ambizione smisurata speravo, tramite Slowcomix, di riuscire di riportare in vita quell'evento, per dargli il giusto spazio che ancora meritava, o forse per dimostrarmi che c'era ancora posto, nel mondo, per la meraviglia, per la capacità di sorprendersi, per la felicità.

Uno dei miei ispiratori, quando creammo l'associazione era - lo dico per la prima volta adesso - una opera a fumetti di Dylan Horrocks che ho molto amato, Hicksville. Horrocks attinge a piene mani al mondo delle fiere del fumetto, senza citarle mai ma parafrasandole, e crea una città che è, in sé stessa, una fiera del fumetto permanente: cos'è la festa sulla spiaggia, con tutti gli abitanti del paese mascherati, se non un raduno di cosplayer?

Forse oggi la passione si è raffreddata, magari non sento più quell'urgenza di allora di dedicarmi anima e corpo alle mie passioni, ma non dimentico: Slowcomix ed Hicksville continuano a sovrapporsi l'una all'altra, nella mia mente, e la Rassegna del fumetto e del fantastico riemerge come una fenice ad illuminare Città Cupa. Nel frattempo faccio quel che posso e mi tengo al passo con quello che il mio buon amico (di Facebook) Dylan Horrocks, produce: questa volta non è una serie pubblicata sulla sua rivista autoprodotta Pickle, ma un webcomic pubblicato (quasi) settimanalmente sul suo sito: The Magic Pen è, ancora una volta, una dichiarazione d'amore al medium realizzata attraverso le peripezie del suo alter ego Sam Zabel, alla ricerca di una pennello magico che trasforma i fumetti in mondi reali, vivi ed esplorabili. Una pennello che, nelle mani di un artista abile abbastanza, può dare vita ai sogni, e consistenza alle ambizioni.
Scott, quando la trovi, ce lo fai sapere? Abbiamo un paio di idee...
Heike
Risorse web
- The Magic Pen
- Il sito di Dylan Horrocks, con un monte di robe belle
- Suggerisco anche di comprare Hicksville, a chi ancora (pazzo!) non l'avesse fatto
- Un ricordo di epoche gloriose

28/06/14

UFAG #124: "TUTA TESCHIO"


Cos'è lo sport? Velocità, forza, sacrificio ed imprese epiche? O non è piuttosto una guerra, per vincere e sottomettere gli avversari, erigendosi a idoli di se stessi? Nell'introduzione a questo suo albo uscito nel 2012, Ratigher (autore di cui ho già parlato altre volte, ad esempio qui) sembra propendere per questa seconda ipotesi, poi sviluppata nella storia di 8 pagine che vede come protagonista colui che dà il titolo al fumetto, cioè Tuta Teschio, il più grande sportivo di tutti i tempi, capace di vincere 34 titoli mondiali in altrettante discipline.
Le abilità di Ratigher come autore di fumetti sono molte e straordinarie, e tutte dimostrate ampiamente in Trama, la sua opera più importante finora, ma per riuscire a rendere emozionante il racconto della conferenza stampa di Tuta Teschio bisogna avere una padronanza del mezzo davvero non comune, oltre che una valanga di buone idee da sviluppare. E bisogna avere anche una concezione del mondo molto personale ed originale per consentire al lettore di riuscire a vedere oltre la superficie delle cose, e percepirne l'essenza bizzarra e spesso malata: leggere/guardare un fumetto di Ratigher è come indossare gli occhiali di Essi vivono, ma più divertente. Anche in questa raccolta (l'albo contiene l'inedita title track e altri fumetti già apparsi su VICE Magazine) vediamo un sacco di cose da uno strano e rivelatore punto di vista, e anche qui la vera protagonista è quasi sempre la morte, presenza ineluttabile a cui nessuno può sfuggire, nemmeno gli eroi dei fumetti, nemmeno i super atleti.
L'introduzione è aperta dall'autore con un proclama "SIETE STATI TRADITI!", ed in effetti anche questo mio invito alla lettura, per quanto assolutamente sincero, è un piccolo tradimento a suo modo, perché mi fornisce il gancio per promuovere l'ultima grande iniziativa di Ratigher, di cui trovate tutti i dettagli qui.


Si tratta del suo nuovo fumetto, che è possibile acquistare solo fino al 30 giugno, dopodiché sarà impossibile da avere, se non rubandolo a chi ha avuto la lungimiranza di comprarlo in prevendita, perché non sarà stampata nemmeno una copia in più di quelle prenotate. Un'idea ancora una volta nuova e particolare, alla quale ovviamente invito tutti ad aderire: fidatevi, con Ratigher si va sul sicuro anche a scatola chiusa.
Alessio Bilotta


LE INCREDIBILE AVVENTURE DI TUTA TESCHIO
E ALTRE STORIE A CASO
The Milan Review | 28 pagg. colore | 6 €

Storie e disegni di
Ratigher

Reperibilità:
in fiera o direttamente presso l'autore,
se è avanzata ancora qualche copia

Voto: 8


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27/06/14

UFAG #123: "APOCALYPSE ROME"


Ero tutto contento quando l'altro giorno ho visto questo fumetto in edicola, perché è sempre una bella notizia quando ci sono novità italiane proposte per la grande distribuzione da un editore importante. E poi l'autore, Don Alemanno, è uno dei personaggi del momento, venuto dal grande successo ottenuto sul web, quindi uno di quelli che hanno fatto tutto da soli, e che per questa epica impresa merita tutti i complimenti possibili.
La mia contentezza, però, è andata via via un po' scemando mentre proseguivo con la lettura, perché a parte qualche risatina qua e là, questo fumetto non mi ha divertito granché. Forse dipende dal fatto che non conosco bene il personaggio, cioè Jenus, lo smemorato figlio di Dio mandato dal padre una seconda volta sulla terra, e forse anche dal fatto che potrei non aver ben compreso alcuni dei riferimenti, però penso che il motivo principale sia in realtà un altro. I disegni sono molto semplici e poco originali, è vero, ma tutto sommato sono funzionali alla storia, e infatti non si tratta di questo, è proprio il tipo di umorismo, facilino e canzonatorio, a non essere nelle mie corde: preferisco infatti quel genere di battute che non afferri bene alla prima, ma che poi ti costringono a ridere come un cretino in luoghi del tutto fuori contesto; oppure le battute costruite sul ritmo, tipiche della striscia, in cui si crea un'aspettativa per spiazzare poi nella vignetta conclusiva, magari strizzando l'occhio al surrealismo o al cinismo. Anche il tentativo di fare satira politica presente in questo fumetto, cioè il Parlamento italiano nel quale si apre un varco per l'inferno con i vari politici trasformati in mostri (tutti, eccetto i grillini...), francamente non mi sembra una trovata troppo riuscita, anche perché sviluppata in modo un po' scontato.
Forse si poteva osare di più, e magari mettere Renzi in copertina al posto di Dante, ma può darsi che qualcuno si arrabbierà lo stesso. Speriamo, nel frattempo proverò a rivedere i miei canoni di comicità, che forse non sono più al passo con i tempi.
Alessio Bilotta

JENUS - APOCALYPSE ROME
Mondadori | 96 pagg. b/n | 6 €

Storia e disegni di:
Don Alemanno

Reperibilità:
è uscito in edicola il 24/06

Voto: 5,5

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26/06/14

UFAG #122: "CRONACA SEGRETA DEL GIORNO MALEDETTO"


Quando stamani ho preso il Corriere della Sera devo ammettere che mi sono un po' esaltato, perché sembrava che una striscia a fumetti avesse guadagnato addirittura l'onore della prima pagina, sopravanzando persino la solita vignetta di satira politica. Guardando meglio, non si tratta proprio di un fumetto in senso classico, ma piuttosto di una rappresentazione illustrata di momenti che nessun fotografo ha potuto (né potrà mai) catturare. In effetti esiste anche una sorta di narrazione sequenziale, facilitata dalle didascalie, e quindi penso di possa dire che siamo difronte ad un ibrido, che mi ha offerto qualche spunto di riflessione.
Innanzitutto l'utilizzo del fumetto come compendio alla cronaca: non si tratta certo di una novità, ma applicata allo sport è una cosa abbastanza insolita, perché normalmente questo tipo di cose si trovano per gli episodi di cronaca nera e su stampa di altro tipo. Ad ogni modo, è interessante notare il contributo personale dato dal disegnatore (Franco Portinari), soprattutto nel tentativo di drammatizzare gli eventi e quindi le espressioni dei calciatori, pur nei limiti di spazio e di tempo concessigli; mi sembra particolarmente riuscito lo "scontro" fra Prandelli e Balotelli, che cattura bene i presunti stati d'animo dei protagonisti. Probabilmente meglio di una foto, che ben difficilmente avrebbe potuto essere "interpretata" dall'autore, mentre in questo caso il disegnatore ha sintetizzato in una sola immagine diversi istanti.
La cosa che dovrebbe colpire tutti gli appassionati, comunque, è l'assenza totale di balloon, che anche se non sono indispensabili, potrebbero essere stati sgraditi ai redattori: mi ritorna infatti in mente il celebre libro/dialogo fra Frank Miller e Will Eisner, in cui un intero capitolo è dedicato al problema dei balloon, che secondo Eisner rappresentavano la cifra più caratteristica del fumetto, e la cui presenza/assenza differenzierebbe un prodotto di scarsa qualità (il fumetto) da uno più culturalmente accettabile (il libro illustrato). Temo che, nell'opinione di molti, da allora non siano stati fatti tanti passi in avanti.
Infine, considerando quanto il graphic journalism sia gradito di questi tempi, mi chiedevo se non potesse essere una buona idea fare del giornalismo grafico di attualità, oltre che di reportage, magari dando più spazio alla fiction anziché alla mera rappresentazione; non so, penso che soltanto con quello che si devono essere detti i calciatori e l'allenatore negli spogliatoi, ci si potrebbe fare un'intera graphic novel. Insomma, meno cronaca spiccia e più racconto, con gli autori giusti può venir fuori qualcosa di buono.
Alessio Bilotta

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25/06/14

UFAG #122: "L'ORDA DEL TRAMONTO"


Ho esitato un po' prima di decidere di pubblicare questo post, perché leggendo il fumetto mi sono reso conto che forse non possiedo tutti gli strumenti per darne un giudizio adeguato. Ho infatti in curriculum pochissime storie di Tex, e di sicuro non conosco bene la mitologia che circonda il personaggio, che pure continua a rimanere di gran lunga il più venduto in Italia.
Ho acquistato l'albo gigante per diversi motivi, ma principalmente perché attratto dai disegni di Corrado Roi: e in effetti da questo punto di vista non sono rimasto deluso, visto che uno fra i migliori disegnatori italiani in attività tiene fede egregiamente alla sua meritata fama. In particolare, i graffi di inchiostro caratteristici del suo stile riescono a rendere molto bene l'atmosfera misteriosa e gotica richiesta dalla sceneggiatura, ma mi hanno colpito più di ogni altra cosa i volti dei personaggi, che ho trovato carichi di un'intensità così drammatica, da eroi antichi, che molte vignette meriterebbero da sole l'acquisto del fumetto. Un'intensità che oserei definire commovente, perché l'etica semplice di questi personaggi sopravvive inamovibile alle mode e ai revisionismi; insomma, volendo fare un brutto gioco di parole, un'epica dell'etica, che forse è proprio uno dei tratti caratteristici di Tex.

24/06/14

UFAG #121: "LA NOTTE"

Copertina di un'edizione francese
Del gruppo degli Umanoidi (o per meglio dire, Les Humanoïdes Associés), fondato in Francia nel 1974 e il cui apporto alla storia del fumetto è considerato unanimemente come rivoluzionario, si ricorda soprattutto Mœbius, che è stata senz'altro la personalità di maggior spicco; degli altri si fa invece fatica persino a ricordare i nomi, sebbene abbiano prodotto anch'essi opere di grande potenza visiva, come appunto il fumetto di oggi, realizzato interamente da Philippe Druillet nel 1976. La storia è di ambientazione fantascientifica, e racconta di un mondo prossimo alla fine in cui orde di barbari motociclisti combattono contro misteriosi poliziotti vampiri per la conquista di un enorme deposito di una droga non meglio identificata, ma di cui i selvaggi sono totalmente dipendenti. Si tratta di una folle corsa attraverso architetture spaventose e immaginifiche, costruzioni che sembrano vomitate direttamente da un'allucinazione, e che si stagliano su deserti infiniti attraversati da colori violenti e disarmonici. I protagonisti completano l'incubo, perché sembrano regrediti allo stadio più basso della condizione umana, e infatti sono mostruosi, feroci, incapaci di parlare correttamente, con la pelle rugosa interamente ricoperta di scritte e tatuaggi e un unico, inarrestabile bisogno, quello di procurarsi la droga. Si tratta quindi di una folle corsa verso la morte, forse intesa come unica via di scampo o forse come ultimo atto di ribellione verso un mondo totalmente ostile.
I disegni di Druillet non sono puliti e lievi come quelli di Mœbius, e sembrano invece fatti di materia putrescente, mentre il singolare montaggio delle tavole, con le vignette tagliate sghembe e l'inserimento di foto e immagini rielaborate al computer, amplifica il senso di smarrimento e oppressione, e traduce perfettamente in linguaggio visivo la disperazione dell'autore per la prematura scomparsa della moglie. Il libro è infatti dedicato alla compagna Nicole, morta di cancro, e tutta l'opera sembra attraversata dal dolore e della tensione verso la morte; forse una delle dichiarazioni d'amore più potenti ed apocalittiche mai prodotte, e un'ulteriore chiave di lettura che rende unico questo fumetto.
Alessio Bilotta

LA NOTTE
(Collana Umanoidi #8)
Nuova Frontiera | 72 pagg. colore | 8.000 L.

Storia e disegni di
Philippe Druillet

Reperibilità:
l'unica edizione italiana risale al 1982,
da cercare alle fiere e online

Voto: 8,5


Per saperne di più:


23/06/14

UFAG #120: "A SMALL KILLING"


Il culto ai limiti del fanatismo di cui è oggetto Alan Moore in Italia è una cosa che mi è sempre sembrata un po' eccessiva nei toni, ma che posso facilmente comprendere, considerando l'eccezionale qualità di praticamente tutta la produzione dell'autore inglese. Quello che capisco meno è perché i suoi lavori con protagonisti i supereroi, o i loro epigoni sofisticati venuti dopo Watchmen, siano celebrati e ristampati in continuazione, mentre non mi sembra che venga data la stessa attenzione a lavori come questo, forse per certi versi atipici, ma ugualmente importanti e significativi nella carriera di Moore.
Si tratta di un thriller psicologico pubblicato per la prima volta nel 1991, il cui protagonista è un pubblicitario inglese ossessionato da un bambino che sembra perseguitarlo ovunque, con l'intenzione di ucciderlo. In realtà gli elementi misteriosi della trama, e cioè la provenienza e l'identità del bambino, si intuiscono fin dalle prime pagine, e infatti non credo che agli autori interessasse veramente realizzare un noir, quanto piuttosto provare ad esplorare la psiche del protagonista, e quindi frugare anche nella nostra. Le splendide tavole del disegnatore argentino Oscar Zarate, una specie di versione acida di certe cose di Alberto Breccia e Lorenzo Mattotti, assomigliano a quei sogni inquieti che ci lasciano preda dell'angoscia anche dopo svegli, e anche a quelle sgradevoli sensazioni di déjà vu che a volte proviamo ripercorrendo i luoghi del nostro passato. Sapere, o meglio sperare, quale sarà la conclusione della vicenda, non ci lascia certo più tranquilli, ma semmai amplifica in qualche modo la sensazione di disagio, come quando, mentre facciamo brutti sogni, desideriamo fortemente di svegliarci.
Oltre che un piccolo capolavoro del fumetto moderno, questo libro rappresenta anche un prezioso "documento d'artista" su quello che stava succedendo nel mondo occidentale negli anni '80, e forse da questo punto di vista è anche più interessante del giustamente osannato V for Vendetta. Da recuperare e tenere in libreria nel posto che gli spetta di diritto, al fianco delle opere più personali ed evocative del cosiddetto bardo di Northampton.
Alessio Bilotta

A SMALL KILLING
Avatar Press | 104 pagg. colore | 16,95 $

Sceneggiatura di
Alan Moore

Disegni di
Oscar Zarate

Reperibilità:
il volume in mio possesso è stato pubblicato in USA nel 2003,
in Italia è stato tradotto dalla Magic Press nel 2010 (lo trovi anche qui)

Voto: 8


22/06/14

OFF-TOPIC: "THE DARK SIDE OF THE SUN"


Non amo molto i multisala, anche se probabilmente sono i cinema dove la qualità audio/video è la migliore. Non ne sopporto il contorno, il design da centro commerciale, l'odore pervasivo di cibo pericoloso, le divise dei dipendenti, i posti con i numeri assegnati, le pareti infinite traboccanti di gomme e caramelle dai colori più improbabili. Sono abbastanza vecchio da ricordarmi quando nei cinema si poteva fumare, e anche se il fumo mi ha sempre dato fastidio, rimpiango un po' quell'atmosfera romantica da quattro soldi, poi rivissuta in prima persona nei miei anni d'oro da cinephile, quelli in cui battevo senza sosta il territorio fiorentino, da solo, alla ricerca di film invisibili proiettati in commoventi salette di periferia.
Nel multisala in cui sono andato ieri, c'ero stato in precedenza solo un'altra volta, in un'altra vita, a vedere una cosa come Freddy contro Jason, che all'ultimo momento, in coda alla biglietteria, vinse la sfida contro un film di Bertolucci... Devo ammettere che non ricordavo un'atmosfera così straniante, forse accentuata dall'implacabile luce estiva del pomeriggio: la struttura è situata all'estrema periferia, praticamente sotto un cavalcavia, e prima dell'ingresso alle sale, nell'ampio parcheggio rovente, ci sono un paio di locali addobbati con le bandiere dei mondiali, dai quali già alle 17 si sprigionavano i miasmi di fritture insalubri e il fumo bianco delle braci. Oltrepassata questa soffocante anticamera, ci sono le scale mobili, e poi finalmente le biglietterie, dove ragazze molto solerti, con il piglio da telefonista, ti riempiono di timbri omaggio e di inspiegabili, per me, mini brochure di offerte cinematografiche online, cioè praticamente un autogol. Per fortuna, una volta dentro la sala, l'atmosfera cambia, anche perché il buio può essere molto misericordioso.

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "THE WORMWORLD SAGA"


 Una sera, mentre dipingeva nel suo studio parigino, Pablo Picasso posa il pennello, colpito da una realizzazione improvvisa: fissa lo sguardo sul dipinto appoggiato sul cavalletto davanti a sé, consapevole della fisicità della tela, la stoffa, il telaio di legno, i pigmenti che gli macchiano la mano, il pennello posato sul tavolo. Sente che la tela è troppo piccola, limitata, una costrizione insostenibile. Come può il suo immenso, incommisurabile genio accettare di costringersi in un rettangolo di stoffa? La tela dovrebbe essere infinita, estendersi oltre il telaio, oltre le pareti della stanza, oltre Parigi, la Francia, l'Europa, oltre i confini del mondo, senza fine. Dovrebbe essere possibile dipingere in qualunque direzione, pensa, creare la tela con i colpi di pennello, essere la tela, essere la pittura.
Ma non si può, pensa affranto. Riprende il pennello e torna a dipingere la "Donna nuda davanti al giardino", vecchio zozzone.

L'infinite canvas è un concetto teorizzato da Scott McCloud in Reinventing Comics, opera MONUMENTALE che dovrebbe stare a cuore a chiunque abbia un minimo interesse nel cosidetto "futuro del fumetto". E per l'appunto l'infinite canvas, la tela infinita, è uno dei posti verso cui punta il futuro del fumetto, e il fumetto del futuro.
L'idea, basica, è quella di estrarre il fumetto dal formato-pagina ed estenderlo all'infinto. Una pagina che non finisce mai, avventure che proseguono all'infinito: la Bonelli di Tex e Zagor e Mister No ignorava i confini tra i singoli volumi, lasciando che le storie tracimassero di mese in mese. McCloud ci spinge ad immaginare qualcosa di più colossale: una storia in una pagina sola, ma lunghissima. Infinita.
Uno dei figli più belli di questa intuizione è The Wormworld Saga di Daniel Lieske. Daniel è un fenomenale fumettista/illustratore tedesco che lavora esclusivamente in digitale. Produce e vende i libri delle sue opere che, per amore della sua arte, pubblica però prima on line sul suo sito. The Wormwood Saga è una straordinaria storia d'avventura, piena d'amore verso la letteratura per l'infanzia e i film per ragazzi degli anni '80 (ve li ricordate i Goonies? Explorer? Navigator? Labirinth?). E' facile perdersi nei disegni di Daniel, è facile trovarsi immersi nella sua storia, è facile lasciarsi trascinare in questa incursione nel mondo del fantastico, scivolare in basso, scendere, inoltrarsi in questo sentiero senza fine, perdersi, in questa infinite canvas.
Heike
Risorse web:
- The Wermwood Saga (multilingue, i primi tre capitoli ci sono anche in italiano, tradotti da volontari. Contattate Daniel se volete contribuire)
- Lo shop di Wermwood Saga (come resistere?)
- Infinite Canvas nelle parole di Scottino
- Il sito di Daniel Lieske
- Donna nuda davanti al giardino

21/06/14

UFAG #118: "FIUME LENTO"


Avevo già segnalato il lavoro precedente di Alessandro Sanna (guarda qui), e sono davvero felice di poter consigliare anche quest'ultimo libro, ugualmente importante e meraviglioso. Stavolta Sanna ci racconta di casa sua, e in particolare del fiume Po, attraverso quattro capitoli ancora una volta muti, ognuno dei quali ispirato ad una diversa stagione. Non serve rivelare di più, anche perché penso che sarebbe estremamente riduttivo cercare di spiegare con le mie parole le emozioni potenti e universali che suscitano gli splendidi acquerelli dell'autore. Le atmosfere, affascinanti e quasi ipnotiche, sono infatti il vero punto di forza di questo lavoro, del quale mi colpisce molto la tecnica utilizzata, estremamente fluida ed immediata, con il colore e la luce che sembrano sgorgare direttamente dai ricordi, proprio come sottolinea l'autore nella postfazione. E sono colori e luci che esaltano la magnificenza della natura, mentre gli uomini e le loro cose non sono altro che piccoli dettagli, spesso sfumati sullo sfondo, perché poco significativi rispetto all'antico scorrere del grande fiume. Il senso del fluire è suggerito egregiamente anche dall'impostazione delle tavole, ognuna delle quali è suddivisa in 4 strisce, contenenti ciascuna una sola immagine, ma forse è la capacità di rappresentare elementi privi di forma e sostanza (come la brezza, il freddo, l'umidità o la canicola) a fare di ogni pagina un piccolo capolavoro.
L'editore identifica il libro come un lavoro per ragazzi, ma credo sia un'inutile limitazione: la poesia e la bellezza devono essere rivolte a tutti, e anzi diffuse il più possibile, poi ognuno rielaborerà le suggestioni in base al proprio vissuto.
Alessio Bilotta

FIUME LENTO
UN VIAGGIO LUNGO IL PO
Rizzoli Lizard | 120 pagg. colore | 28 €

Storia e illustrazioni di
Alessandro Sanna

Reperibilità
uscito ad agosto 2013, si può cercare in libreria
e fumetteria, oppure acquistare sul sito dell'editore

Voto: 9


Per saperne di più:


20/06/14

UFAG #117: "FLASH OF TWO WORLDS"


Per l'angolo del vintage, una storia che per tutti gli appassionati di supereroi è un'autentica pietra miliare, poiché introduce i concetti di multiverso e realtà parallele che, per i decenni successivi, infesteranno tutti gli albi con gli eroi in calzamaglia, creando un sacco di confusione e rendendo illeggibili, di fatto, molte di queste storie.
La storia, pubblicata in USA per la prima volta nel 1961, è solo un pretesto per far incontrare il Flash originale degli anni '40, scomparso dalle edicole nel 1949, con la sua controparte moderna, e riletta oggi mostra inesorabilmente i segni del tempo, poiché i ritmi compassati e i dialoghi pieni di "spiegoni" oggi non sarebbero tollerati; sono emersi, tuttavia, alcuni elementi interessanti, che ad una prima lettura mi erano sfuggiti. Innanzitutto la non cruenza degli scontri fra eroi e cattivi, che somigliano più a balletti piuttosto che a battaglie per la supremazia del bene sul male, forse anche grazie al tratto elegante del grande Carmine Infantino, che certo sarebbe profondamente a disagio con gli energumeni ipertrofici che vanno di moda adesso. Poi mi ha colpito un altro elemento, presente anche in molti fumetti Disney: la totale (o quasi) assenza di sfondi in molte vignette, semplicemente riempite di colori alle spalle dei personaggi, ma di colori completamente fuori contesto (giallo canarino, violetto, azzurro...), che forse sono la vera cifra pop di questi albi. Ma la cosa che mi ha fatto divertire di più è stata la trovata che consente al Flash moderno di capire immediatamente cosa gli sia successo dopo aver attraversato involontariamente la barriera fra le due dimensioni: riconosce la città in cui non era mai stato, e ricorda addirittura l'indirizzo della sua controparte, perché era un lettore dei fumetti con protagonista il vecchio Flash! E quando lo incontra in carne ed ossa, gli spiega con la massima naturalezza che quelle vecchie storie furono ispirate all'autore in sogno, proprio perché le due realtà coesistono su piani sì separati, ma anche sovrapponibili in qualche modo, e quindi in qualche modo comunicanti. Che follia! Non solo viene detto, forse per la prima volta, che gli autori fanno parte anche loro parte dei mondi fittizi che creano, ma addirittura si sostiene che i fumetti possano essere delle finestre su mondi paralleli, accessibili solo attraverso quelle pagine, a meno di non potersi muovere a supervelocità. Un grande atto d'amore nei confronti di questo medium, o forse solo una delle tante idee bislacche che c'erano in quel periodo, ma in ogni caso un espediente narrativo originale che riconosce al fumetto una magia che sembra ormai avere perso.
Alessio Bilotta

FLASH OF TWO WORLDS
(The Flash #123)
ristampato all'interno di
Crisis on Multiple Earths: The Team-Ups vol. 1
DC Comics | 25 pagg. colore

Storia di
Gardner Fox

Disegni di
Carmine Infantino (matite) | Joe Giella (chine)

Reperibilità:
il volume in mio possesso si può trovare in rete,
ma la storia credo sia stata ristampata molte volte
(anche qui)

Voto: 6+

Il Flash moderno spiega i rapporti fra le 2 dimensioni parallele

19/06/14

C'È UN BUCO AL CENTRO


Può darsi che io non sia abbastanza aggiornato, e che questi numeri fossero già noti agli addetti ai lavori, però ammetto di esserci rimasto male a leggere i dati di vendita delle serie regolari Bonelli pubblicati da Fumettologica qualche giorno fa (guarda qui per l'articolo completo) e riportati sopra. Mi sono intristito anche perché le parole pronunciate da Davide Bonelli (Direttore Generale) e Mauro Marcheselli (Direttore Editoriale) nell'intervista sono tutt'altro che confortanti:

"Per noi il mercato è in sofferenza ormai da tanti anni. Chiamatela crisi o come volete, ma la verità è che il pubblico dei nostri lettori si riduce significativamente, anno dopo anno. È un fenomeno che riguarda tutte le nostre testate, e non conosce soste.".

Senza contare che, appena pochi giorni prima, nella bella intervista fatta da Lo Spazio Bianco (guarda qui) ad Ausonia e Akab, quest'ultimo dichiara che:

"Oggi più che mai mi chiedo 10 volte prima di decidere se mi va di accordare due ore a tale regista o autore per sentire la sua storia. Mi sembra che si stia andando giustamente verso una strada in cui tutto queste genere di cose, tipo musica, letteratura, cinema, radio e tv non solo saranno gratis ma dovranno ritenersi fortunate se qualcuno se le caga ancora.".

UFAG #116: "IL LIBRO DELLE MAZZATE"


Ci vorrebbero molti più libri come questo, e bisognerebbe che avessero una diffusione molto maggiore. Lo affermo con convinzione perché è sempre più difficile trovare lavori così, realizzati in assoluta libertà e senza nessuna altra preoccupazione che quella di divertirsi e di divertire il lettore, quindi senza analisi di mercato o strizzatine d'occhio a forme narrative generalmente considerate più "alte". No, qui gli occhi sono pesti e sanguinolenti, perché il libro raccoglie 9 scontri senza esclusione di colpi fra un personaggio designato da Simone Angelini (autore del quale avevo già parlato qui), ideatore del progetto che è partito e continua on-line, e un altro personaggio disegnato a turno da uno di 9 autori fra i più interessanti e originali dell'ultima ondata. Il fumetto che ritorna alla sua dimensione più giocosa e selvaggia, in un flip-book come quelli che adoravo da bambino, in cui, lasciando scorrere velocemente le pagine, si ha l'illusione dell'animazione: il modo migliore e più semplice di riportare su carta le gif animate che si trovano sul sito. Poiché si tratta di un lavoro fatto in Italia e fatto con intelligenza, il libro non è una banale scopiazzatura dei numerosi manga con scene di combattimento, ma piuttosto si tratta di una rivisitazione ironica e spassosa di quelle battaglie, ricca di trovate bizzarre e goduriose. Voglio segnalare, in particolare, i miei scontri preferiti, quelli che mi hanno divertito di più, senza chiaramente nulla togliere agli altri: Lucia Maragno vs. Duckoide 01 (con Spugna), Trotalavanda vs. Ram Boh (con Enrico Pantani) e Carrarmando vs. Dora La Sfogatrice (con Salvatore Giommarresi).
In attesa che anche alcuni autori si prendano veramente a mazzate sul ring che sarà installato in piazza del Giglio alla prossima edizione di Lucca Comics, preparatevi all'evento con questo libro, vi assicuro che non ve ne pentirete.
Alessio Bilotta

IL LIBRO DELLE MAZZATE vol. 1
196 pagg. b/n | 15 €

Disegni di
Simone Angelini | Matteo Farinella | Cammello | Enrico Pantani | Spugna |
Salvatore Giommarresi | Marco Galli | Stonino | Pedro Mancini | Dr. Pira

Reperibilità:
in vendita sul sito dedicato (qui),
dovrebbe esserci ancora qualche copia

Voto: 8


Per saperne di più:

18/06/14

UFAG #115: "MISTER X"


Quando guardo alcuni fumetti contemporanei e non sono di umore troppo positivo, mi colpiscono soprattutto un paio di cose: innanzitutto, la carenza di edizioni e grafiche originali, tranne qualche rara eccezione, e poi l'incapacità degli autori di creare nuovi personaggi importanti da troppo tempo a questa parte. Questo gioiellino degli anni '80, pubblicato da noi per la prima volta nel 1993, riassume proprio tutto quello che non mi sembra di trovare più, e penso che basti questa copertina per comprendere ciò che sto cercando di dire. Una grafica raffinatissima e di grande impatto, studiata appositamente per sedurre il lettore, e che rappresenta solo un delizioso antipasto di quanto troveremo all'interno, e cioè le splendide tavole di Jaime Hernandez, poi divenuto una superstar internazionale grazie al capolavoro pluripremiato Love and Rockets e in particolare al ciclo delle Locas. Ho sempre amato molto la sintesi e la pulizia del suo stile, che rappresenta una rielaborazione elegante e personalissima di diverse suggestioni di altri grandissimi, fra i quali citerei soprattutto Dan De Carlo e Alex Toth; uno stile che può appartenere solo al fumetto, al servizio di una storia bizzarra che vede al centro una città progettata per essere ideale ma che si trasforma in un incubo per molti abitanti a causa di tagli al budget ed imprenditori disonesti. Forse solo Mister X, un inquietante personaggio che sembra conoscere i segreti della città, e che ha smesso di dormire grazie all'uso di una droga da lui stesso sintetizzata, riuscirà a chiarire i numerosi enigmi che rendono questo fumetto un originale mix di noir, fantascienza e umorismo. Ed è proprio il protagonista uno dei punti di forza di questo lavoro, perché diventa personaggio grazie a pochi elementi che lo caratterizzano, esaltati da un design essenziale e perfetto: infondo si tratta soltanto di un tizio pelato con un impermeabile e un paio di occhiali neri, ma è proprio qui che si vede la grandezza degli autori, nella capacità di rendere indimenticabile un anti-eroe senza attributi particolari, se non la "personalità" che sono riusciti ad infondergli. Senza dubbio uno dei personaggi più particolari degli ultimi 30 anni, al quale si dovrebbe guardare più spesso come fonte di ispirazione.
Alessio Bilotta

MISTER X
Granata Press | 96 pagg. colore | 15.000 L.

Sceneggiatura di:
Dean Motter | Gilbert Hernandez | Mario Hernandez

Disegni di:
Jaime Hernandez

Reperibilità:
questa edizione si può cercare alle fiere o in rete,
ma esistono anche 4 volumetti della Free Books
che ristampano e proseguono la storia,
forse più facili da trovare

Voto: 7,5



Per saperne di più:

17/06/14

UFAG #114: "THE RED SNAKE"


Ci sono alcuni fumetti che qualche buontempone in vena di spaventare gente facilmente impressionabile non esiterebbe a definire "maledetti", un po' come certi oggetti ai quali sono attribuite influenze nefaste per i loro possessori. Questo volumetto, e quindi tutta la serie di 14 numeri Hino Horror pubblicata in USA nel 2004, rientra senz'altro nella categoria, considerato che l'autore, il giapponese Hideshi Hino, è indubbiamente uno degli artisti più sadici e visionari che si sono occupati di racconti dell'orrore. E qui si tratta di orrore vero, disturbante e disgustoso, sia a livello di soggetti che, soprattutto, a livello di immagini, che non esiterei a definire insopportabili e malate. In questo primo volume si racconta di una casa che contiene al suo interno un passaggio diretto verso l'inferno, ma non sono tanto i serpenti rossi provenienti dall'altra parte del canale a terrorizzarci, quanto piuttosto la mostruosa famiglia che abita nel nostro mondo. Cinque persone (i nonni, i genitori e la figlia) dedite alle pratiche più turpi e ributtanti, ed esse stesse quindi portatrici di inferni personali assai più spaventosi dei demoni in agguato sulla soglia, anche perché tutte le loro azioni, per quanto eccessive, non possiamo non giudicarle verosimili. L'orrore è quindi la famiglia stessa, un'istituzione  forzata e isolata dal mondo esterno, nella quale sembra facile, e forse addirittura inevitabile, cedere alla follia, come si accorge subito il figlio più piccolo, unica vittima innocente di tante brutture. 
Forse l'horror è davvero una valvola di sfogo per società fortemente organizzate e repressive, e se è così quella giapponese deve essere davvero alienante, perché sono sicuro che nessun occidentale sarebbe capace di spingersi così oltre. Consigliatissimo a persone dallo stomaco forte, e da leggersi solo in pieno giorno.

Alessio Bilotta

THE RED SNAKE (Hino Horror vol. 1)
(Akai Hebi)
DH Publishing | 192 pagg. b/n | 9,95 $

Storia e disegni di
Hideshi Hino

Reperibilità:
sul sito dell'editore, qui

Voto: 8,5


16/06/14

UFAG #113: "LAST MAN vol. 2"




Ormai da molto tempo non riesco più a seguire nessuna serie in modo regolare, fatta eccezione per il solo Rat-Man. Invidio un po' quelli che lo fanno, sia perché devono avere a disposizione un sacco di spazio (...ci pensate ad uno che colleziona tutto Bonelli?) e sia perché probabilmente hanno una testa ed un cuore abbastanza capienti per memorizzare tutte le trame e per affezionarsi a tutti quei personaggi. Quindi per me è cosa abbastanza rara decidere di acquistare il secondo numero di una nuova serie, anche se il primo mi era piaciuto molto (ne parlavo qui); con Last Man è successo, e a questo punto prenderò anche i successivi, almeno finché gli autori non mostreranno segni di stanchezza. Per adesso siamo ben lontani da questa eventualità, perché anche il volume 2 mantiene la freschezza del primo, trattandosi di uno dei pochi fumetti che riesce ad incollarti alla lettura/visione fino alla fine subito dopo le primissime pagine. Benché molti sviluppi risultino prevedibili ed annunciati, ci si diverte ugualmente, forse perché questo strano mondo in cui si svolge la storia, un bizzarro medioevo fantastico con contaminazioni di elementi moderni, affascina ed incuriosisce, anche per il modo in cui è rappresentato. Disegni essenziali, interamente realizzati in digitale, che non indulgono troppo nei dettagli e che danno l'impressione di essere poco più che schizzi, o magari storyboard maggiormente rifiniti. E infatti degli schizzi hanno l'immediatezza e la "velocità", effetto ideale quando si disegnano dei combattimenti, ed inoltre l'atmosfera quasi rarefatta che pervade le vignette rende il tutto ancora più particolare. L'unico dubbio è su quanti lettori non specializzati in manga ed affini riuscirà ad attirare, il rischio infatti è che diventi solo un prodotto di nicchia, ma questo saranno le vendite a dirlo.

Alessio Bilotta 


LAST MAN vol. 2
Bao Publishing | 216 pagg. colore e b/n | 16 €

Sceneggiatura e disegni di:
Balak | Michaël Sanlaville | Bastien Vivès

Reperibilità:
uscito da poco, si trova in fumetteria
oppure sul sito dell'editore (qui)

Voto: 8


14/06/14

COLD TURKEY: COMICS UNMASKED - LONDON UK


Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Dopo ore ed ore passate a navigare su internet, scrollare pagine su pagine, cliccare su link, leggere battute deboli e giudicare disegni mediocri, gli occhi mi si incrociano. Cercare buoni webcomic è come fare il cercatore d'oro: il giacimento esiste, la vena è giù, profonda, nella montagna, lo sai che c'è, ma è circondata da fuffa, tonnellate di fuffa, gigatoni di fuffa. E dopo tanta, troppa fuffa, a volte è meglio spegnere il computer e farsi una passeggiata.

Sorpresa! Questa domenica niente webcomic, si ritorna alla rubrica amatissima da me: COLD TURKEY - ovvero cosa fare quando sei all'estero ma ci hai bisogno di fumetti, comics, bande desinee, historietas, manga.
Ma non ci dedicheremo a recensire una negozio di fumetti, no cari amici, no. Questa volta andremo oltre, e visiteremo insieme la mostra che la British Library (mica cotiche) ha allestito per celebrare il meglio della produzione fumettistica d'oltre Manica: COMICS UNMASKED.
Siete mai stati alla British Library? Dal 1997 è ospitata in un gradevole palazzo di mattoncini rossi che il principe Carlo ha una volta definito "architettura da palazzo degli interrogatori della Germania Est". Okay, forse l'edificio non è dei più belli, ma la biblioteca ha un archivio di oltre 150 milioni di oggetti, alcuni dei quali risalenti a quattromila anni fa, oltre a bazzecole come la Magna Charta, il codice Arundel di leonardo da Vinci, l'unica copia superstite del Beowulf, due bibbie di Gutemberg, il manoscritto originale di Alice nel paese delle meraviglie di lewis Carroll eccetera eccetera.
E, naturalmente, fumetti.
La mostra spazia dagli albori del fumetto in Albione, con le prime pubblicazioni di Mr.Punch (un ometto rissoso che molto deve ai folletti di certe opere scespiriane, dal successo longevo e duraturo) fino alla British Invasion di Moore, Gaiman e Morrison, fino ai giorni nostri. La mostra si dipana per aree tematiche, privilegiando un approccio sociale: il curatore della mostra è sua eccellenza Paul Gravett, che invece di dilungarsi su una noiosa disamina storica ha preferito mostrare come il fumetto riesca ad interagire con la realtà: satira politica, analisi sociologiche su società multietnica, integrazione, diritti civili, squilibri economici, il tutto filtrato attraverso la doppia lente deformante propria del fumetto, cioé testi e disegno. Didascalie molto approfondite introducono i lavori di artisti celebri e non, superstar conclamate o autori caduti nell'oblio, graphic novel o fanzine senza futuro. Grande attenzione agli autori di 2000 AD, rivista britannica vera fucina di talenti (Moore, Hewlett, Quitely, Gibbons), in particolare al mai abbastanza celebrato Brian Bolland, che emerge dalla mostra come il vero, grande ed unico artista britannico ad un tempo mainstream ed underground.
In conclusione una bellissima occasione per visitare il cuore della cultura "alta" dell'impero britannico e immergersi, allo stesso tempo, nel pantano meraviglioso ed immaginifico della cultura "bassa".
Avrei voluto farvi vedere qualcosa ma, ahimé, non era permesso fare fotografie. Pazienza, avete tempo fino al 19 Agosto.
Heike
Risorse web:
- il sito di Comics Unmasked
- la lista degli eventi collaterali (ci sono robe interessanti) (c'è Brian Lee O'Malley!!!)
- il catalogo della mostra
- 2000 AD

UFAG #112: "GIGI MERONI"


Abbiamo capito, dai vari post apparsi sui social network negli ultimi giorni, che molti fumettisti italiani non amano il calcio; per alcuni sembra autentico disinteresse, per altri sembra più che altro una presa di posizione controcorrente. Peccato, perché il mondo del calcio potrebbe offrire tanti spunti, sia come fenomeno sociale che a livello di personaggi. E infatti uno dei migliori lavori sul calcio apparsi in Italia è incentrato proprio su uno dei suoi protagonisti più particolari, quel Gigi Meroni che infiammò i cuori dei tifosi del Torino negli anni '60 prima di scomparire, a causa di una morte assurda e precocissima, a soli 24 anni. Se non lo conoscete potete consultare questo sito a lui dedicato, adesso vi basti sapere che si è trattato di un personaggio davvero figlio del suo tempo, quindi una persona (e un giocatore) completamente fuori dagli schemi, dotato di un talento purissimo e matto.
Il libro di oggi è particolare non solo perché parla di calcio, ma anche perché si tratta della riduzione di un testo teatrale (caso rarissimo) ed ha una struttura piuttosto ibrida, al limite con il fumetto normalmente inteso. Forse è più vicino al libro illustrato, ma alla fine le definizioni ci interessano poco, e comunque la sequenza di immagini esiste, e si tratta di immagini molto belle, un riuscito amalgama fra la pittura, il collage e "le disegnate" del grande Carmelo Silva, che immortalava le azioni delle partite prima dei computer, del satellite e dell'era moderna. Singolare anche la scelta di come raccontare la storia, che si disinteressa della morte di Meroni e procede a ritroso, dal 1967 alla sua infanzia, in un percorso a metà fra la cronaca e la poesia, che non manca di ricordare episodi e personaggi importanti di quegli anni. Perfetto per prepararsi all'esordio dell'Italia ai mondiali, ma ottimo anche per tutti quelli che guardano al calcio con sdegno e sufficienza.

Alessio Bilotta

GIGI MERONI
IL RIBELLE GRANATA
BeccoGiallo | 144 pagg. colore | 18 €

Sceneggiatura di
Marco Peroni

Disegni di
Riccardo Cecchetti

Disponibilità:
uscito nel 2010, si può acquistare
sul sito dell'editore (qui)

Voto: 7,5



13/06/14

UFAG #111: "MORBUS GRAVIS"


Ci avete mai pensato a come sarebbe un concorso per cosplayer di Druuna? Probabilmente andrebbe deserto, e tuttavia potrebbe in qualche modo chiudere il cerchio, portando finalmente alla luce tutte quelle componenti parafiliche che ho sempre pensato appartenere a questa attività.
Non sarebbe forse neppure la mise molto succinta (un mini perizoma e anche meno) della procacissima eroina con le fattezze di Valérie Kaprisky a scoraggiare le eventuali partecipanti al concorso, quanto piuttosto il fatto che oggi pochi si ricordano di questo personaggio, che già al suo esordio nel 1985 era molto più amato in Francia che da noi. Anche questo è un piccolo mistero, perché fra le decine e decine di volumi di ristampe allegati ai quotidiani usciti negli ultimi anni, e che praticamente hanno ripercorso tutta la storia del fumetto italiano (e non), nessuno sembra aver mai pensato a Druuna e al suo autore, Paolo Eleuteri Serpieri. Eppure la storia che consigliamo oggi è un ottimo esempio di commistione fra fantascienza, erotismo ed orrore, dove la popolazione di un mondo post-apocalittico è, da una parte, decimata dal misterioso morbo del titolo, che trasforma le persone in orribili mutanti, e dall'altra governata da una élite di preti che la soggiogano senza pietà, alimentandone l'ignoranza e vendendo a carissimo prezzo il siero che contrasta la mutazione; al centro di tutto questo la bellissima Druuna, conturbante presenza carica di vita e sensualità che si prostituisce per procurarsi le dosi di siero necessarie a se stessa e al marito, ormai ridotto ad un mostro. Forse l'ambiguità con cui sono rappresentati i rapporti sessuali fra Druuna e i suoi aguzzini è un po' troppo complice e artefatta (la ragazza sembra godere sempre in tutte le situazioni,  anche quelle più disgustose), ma l'equilibrio fra le varie componenti del racconto si mantiene bene fino all'ultima pagina, che ci regala un finale davvero inaspettato. Splendide le tavole di Serpieri, un autentico maestro del disegno, che non mostra incertezze mai, né nei personaggi, né nelle ambientazioni, di qualunque tipo siano, e che soprattutto ci regala una sua personale estetica della carne, perfetta e desiderabile come quella protagonista ma anche martoriata e ributtante come quella dei mutanti. A mio avviso il migliore episodio della serie (che conta altri 7 albi successivi), e comunque un fumetto da riscoprire, sicuramente molto meglio che fare sesso travestiti da Teletubbies.

Alessio Bilotta

MORBUS GRAVIS
(Best Comics #12)
Comic Art | 64 pagg. colore | 5.000 L.

Storia e disegni di
Paolo Eleuteri Serpieri

Reperibilità:
l'albo in mio possesso è esaurito da tempo,
più facile ricercare la ristampa in edizione di pregio
fatta da Alessandro Distribuzione;
oppure andate qui

Voto: 7,5


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12/06/14

UFAG #110: "L'ALTARE DELLA DANNAZIONE"

Copertina di Boris Vallejo (Tales of the Zombie #1, 1973)
Mi sembra che prima del 2003, l’anno d’esordio di The Walking Dead, non ci sia stato nessun fumetto particolarmente significativo con gli zombi al centro della storia, fatta eccezione per il fumetto del giorno, il cui protagonista, Simon Garth, è sicuramente il primo morto vivente ad aver goduto di una certa popolarità e ad essere assurto in breve tempo a personaggio di culto, sia in USA che da noi. In Italia è abbastanza noto perché era uno dei personaggi di punta del Corriere della Paura, la leggendaria rivista in bianco e nero (qui tutta la cronologia dettagliata) che propose il meglio della produzione horror della Marvel degli anni ’70 (forse il periodo di maggiore creatività della casa editrice), e che ancora adesso è ricordata con somma nostalgia dai fortunati che l’hanno potuta leggere all’epoca.
Il fumetto che proponiamo oggi, una breve storia di 13 pagine, è il debutto di Simon Garth nell’era moderna, dopo un esordio in sordina avvenuto nel 1953, cioè ben 20 anni prima (ad opera di Stan Lee ai testi). Si tratta di un piccolo classico, ancora oggi abbastanza inquietante: il capitano di industria Simon Garth viene rapito, ucciso e reso un morto vivente dal suo disgustoso e vendicativo giardiniere, un personaggio senza scrupoli che pratica il voodoo e che poco prima aveva tentato di violentare Donna, la bellissima e ingenua figlia del nostro eroe salvata da questi all'ultimo momento. Come nei migliori horror, colpisce la mancanza di pietà verso tutti i personaggi, in qualche misura colpevoli ciascuno di qualcosa, vittime comprese; e colpisce molto anche la grande eleganza delle tavole, popolate di donne conturbanti e personaggi disperati, e pervase di un’atmosfera vagamente lisergica. La storia si rifà all’origine del mito degli zombi, attingendo a piene mani alla tradizione voodoo, e infatti mi ha riportato piacevolmente alla mente uno dei primi e migliori film sull’argomento, cioè Ho camminato con uno zombi di Jacques Tourneur.
Forse è perché comincio ad invecchiare, ma mentre non mi stanco mai di questi fumetti del passato, non sono mai riuscito a leggere fino in fondo nemmeno un episodio di The Walking Dead… se qualcuno sa spiegarmi il perché, lo dica subito!

Alessio Bilotta

SIMON GARTH - L’ALTARE DELLA DANNAZIONE
(Simon Garth: Altar of the Damned - Tales of the Zombie #1)
pubblicato in Italia all’interno del
Corriere della Paura #3
Editoriale Corno | 48 pagg. b/n | 300 L.

Soggetto e sceneggiatura
Steve Gerber | Roy Thomas

Disegni
John Buscema | Tom Palmer

Reperibilità:
la rivista si può cercare (a caro prezzo) nelle fiere,
ma le prime 6 avventure di Simon Garth sono state ristampate
nel #22 delle collana Dark Side della Gazzetta dello Sport
(dicembre 2006)

Voto: 8


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