20/12/14

UFAG #266: "ZAGOR #644"


Metto subito le mani avanti, ammettendo di non essere la persona più adatta per commentare una storia di Zagor, considerato che ne sono un lettore piuttosto discontinuo, che non conosce bene tutta la sua mitologia e che non ha mai frequentato i numerosi forum animati da utenti anche troppo appassionati. Come sa chi ogni tanto legge questo blog, però, non ho la presunzione di fare delle analisi critiche, ma solo di segnalare dei fumetti che mi sono piaciuti e che ritengo interessanti: ebbene, da questo punto di vista, mi sento tranquillo, perché ho apprezzato moltissimo questo albo e i due che l'hanno preceduto (che compongono un unico arco narrativo), e mi sento di consigliarli a chiunque.
In questi ultimi tempi si fa un gran parlare del rinnovamento di un altro personaggio storico della casa editrice milanese, ma devo dire che, per il momento, le storie lette non sono proprio all'altezza delle aspettative create, e forse ci vorrà del tempo per comprendere la reale portata dell'operazione; almeno un anno di uscite, a mio parere. Ci sono però altri autori ed altri personaggi, come appunto Zagor e il suo sceneggiatore principe, Moreno Burattini, che pur non essendo per forza sotto la luce dei riflettori, producono con continuità ottimi fumetti che non hanno bisogno di reclamare alcuna pretesa di rivoluzione.
Certo, le avventure dello Spirito con la Scure si svolgono in un passato fantastico, e quindi la contemporaneità con gli avvenimenti e gli oggetti del presente non costituisce un problema, però il ritmo e il pathos di queste ultime storie mi sembrano assolutamente attuali, e anzi talmente ben studiati, da risultare probabilmente inossidabili anche sul lungo periodo. Mi hanno colpito, soprattutto, l'asciuttezza e la crudezza di diverse situazioni, perché non bisogna fare l'errore di sottovalutare la morte (definitiva) di tre comprimari e la morte (presunta, considerando il soggetto) dell'antagonista Mortimer, anche per le modalità con cui sono state raccontate; in particolare, troviamo uno Zagor estremamente risoluto, che non esita ad eliminare parecchi scherani di Mortimer e che comunque è calato alla perfezione in un clima fortemente drammatico, la cui tensione si scioglie solo nelle ultime pagine. Forse uccidere dei personaggi non è una grande novità, ne convengo, però ho apprezzato molto il fatto che queste scelte non siano state dettate dalla mancanza di idee o da una sorta di sadismo verso i lettori storici, quanto piuttosto dalla necessità di voler costruire un'atmosfera tragica e commovente, come nelle migliori saghe di portata epica. Buoni i disegni di Marco Verni che, pur non raggiungendo picchi di eccezionalità, riescono ad amplificare abbastanza bene la tensione creata dalla sceneggiatura; forse, e lo dico sperando di non risultare blasfemo, un segno che si allontanasse dai riferimenti più classici, gioverebbe ulteriormente alla serie e al personaggio.

Se non vi interessano le "rivoluzioni", e le confessioni autobiografiche vi annoiano, e volete invece leggere/guardare un ottimo fumetto d'avventura, questi numeri di Zagor fanno sicuramente al caso vostro, anche perché ho il sospetto che in futuro saranno ricordati come delle pietre miliari.
Il #644 è ancora in edicola, sempre al prezzo ultrapopolare di 3,20 €.

Voto: 8

Alessio Bilotta

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