15/12/14

UFAG #261: "CRONACHE DEL DOPOBOMBA"

Copertina dell'edizione Granata Press del 1991
Se non hai mai letto/visto questo fumetto, devi assolutamente recuperarlo nelle librerie di remainders oppure online in una delle sue varie edizioni, perché rappresenta uno dei massimi capolavori del grande Bonvi, e quindi del fumetto italiano in assoluto. Nonostante abbia 41 anni, non è invecchiato per niente, e anzi, a riprenderlo in mano oggi, ci accorgiamo che quasi tutti gli autori cinici e spietati che sono venuti dopo (anche quelli di Cannibale, anche Miguel Ángel Martín), gli devono moltissimo.
Siamo in un'epoca imprecisata, successiva ad una qualche catastrofe nucleare, in cui il nostro pianeta è ridotto ad un cumulo di detriti e immondizia ed è popolato da mostruose creature mutanti. E la loro mostruosità non è tanto relativa all'aspetto ributtante, quanto alla loro totale mancanza di etica, morale e pietà. Perseguono soltanto i loro bisogni primari (nutrirsi e riprodursi), nella maniera più disgustosa e crudele, non risparmiandoci neppure cannibalismo (anche fra consanguinei) e infanticidi, ma sempre sotto lo sguardo distaccato dell'autore, al quale non interessa il raccapriccio fine a se stesso, quanto piuttosto una critica implacabile alla società umana. Critica lucidissima e, ahimè, sempre attuale, forse più attuale ancora, perché temo che la bomba sia alfine scoppiata, ma in pochi se ne sono accorti. L'intelligente umorismo di Bonvi, caratteristico di tutte le sue opere, assume in questo lavoro toni cupissimi e disturbanti, tanto che non riusciamo a capire bene se le nostre risate amare sono dovute alla rassegnazione o alla disperazione. 
Il fumetto è articolato in episodi brevi di due o quattro tavole ciascuno, tutti laconicamente intitolati "cronaca", perché di quello si tratta, non sono altro che freddi e clinici resoconti dell'ottusità dell'uomo; il segno dell'autore bolognese stavolta diventa più grottesco e spaventoso rispetto ad altre sue produzioni coeve, e sembra volersi liberare da tutte le limitazioni imposte dalla censura (Cronache inizialmente fu rifiutato in Italia e pubblicato in Francia) e da certo buongusto ipocrita, in un'esplosione di creatività nera e sadica che forse non riuscirà più ad eguagliare.

Si tratta, a mio modesto avviso, di una pietra miliare del fumetto, che consiglio anche come regalo di Natale, quasi per fungere da antidoto all'insopportabile melassa che ci ha già ricoperto.

Voto: 90

Alessio Bilotta

Nessun commento: