03/12/14

UFAG #249: "SQUILLO"


Per voi sfortunati che ancora non conoscete Immanuel Casto, sappiate che si tratta di un personaggio che, nel corso degli ultimi anni, ha ottenuto una certa notorietà attraverso canzoni e relativi videoclip a tematiche sessuali esplicite, sempre ambiguamente in bilico fra provocazione, demenzialità e satira sociale. Basta elencare il titolo di qualche pezzo per cominciare a capire il genere: 50 bocca/100 amore, Anal Beat, Escort 25 e via andare. Più di recente, ha ideato e lanciato il gioco di carte Squillo (del quale la senatrice Emanuela Baio aveva inutilmente richiesto il ritiro dal mercato - guarda qui a pag. 55) e all'ultima edizione di Lucca Comics&Games ha presentato anche il fumetto omonimo, da lui stesso sceneggiato e letterato. Pur essendo un episodio introduttivo, probabilmente prodotto con l'unico scopo di fare pubblicità al gioco, l'ho trovato piuttosto deludente, e ne parlo solo perché potrebbe rientrare in quei "casi particolari" editoriali che comunque hanno un loro fascino perverso. In pratica, si racconta di come e perché un'operatrice di call-center decida di diventare una prostituta d'alto bordo, utilizzando l'evocativo (...) pseudonimo di "Analia". Lo fa, ma guarda un po', per fare i soldi facili, e anche perché infondo le piace, come ampiamente dimostrato dalla sequenza iniziale, in cui pratica una fellatio ad un amico per una scommessa persa, con un grottesco accompagnamento onomatopeico ("POMP! POMP!") degno del Lando che fu. Nonostante le premesse di questo fumetto potessero far sperare in qualcosa di oltraggioso, o almeno di trash, il risultato è invece molto deludente, come dicevo prima, perché la satira risulta prevedibile e annacquata, e troppo spesso lascia il passo al luogo comune più becero e alla macchietta. Oltre che a tutti i cliché incarnati dal personaggio Immanuel Casto, che a volte divertono e a volte no. Vale abbastanza poco anche come "operazione nostalgia" (i vecchi tascabili porno degli anni '70 me li ricordo più sporchi e divertenti), sebbene il tratto del misterioso disegnatore Matt *Core sembri uno strano mix fra quelle pubblicazioni nostrane e i fumetti di supereroi americani del decennio successivo. Interessante, a questo proposito, notare con quanta nonchalance Casto indichi il disegnatore come uno che lavora anche per la Marvel (leggi questa intervista), sebbene in rete non se ne trovi alcuna traccia.
In conclusione, un'operazione buona soprattutto per i collezionisti del bizzarro, comunque meno pretenziosa e sicuramente meglio realizzata di cose come il tanto vituperato Lady Mafia.

L'albo è uno spillato in b/n di appena 24 pagg., costa 3€ e si può richiedere direttamente all'editore (qui). Compralo se hai amato anche questo.

Voto: 5+

Alessio Bilotta

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