24/11/14

UFAG #240: "LE RAGAZZINE"


La lettura/visione dell'ultimo lavoro dal titolo chilometrico di Ratigher (un autore che mi garba parecchio e di cui ho parlato anche qui, qui e qui) mi ha scatenato tante sensazioni ed emozioni, ed anche un bel po' di domande. Alcune davvero bizzarre, come ad esempio la questione sul sudore dei bambini, o meglio, sulla percezione che abbiamo del sudore dei bambini. In una delle prime tavole di questo fumetto, vediamo infatti la ragazzina Bugatti che suda copiosamente mentre si esercita con l'hula hoop, e si ha la netta sensazione che si tratti di una sudorazione molto impegnativa per l'olfatto di che le sta vicino, forse anche perché figlia delle tempeste ormonali che sanciscono la fine dell'infanzia. Il sudore dei bambini, invece, non puzza, e anche se già dall'asilo si viene presi in giro perché troppo grassi/magri/alti/bassi/ecc., è effettivamente alle scuole medie che la vita può diventare davvero difficile. Il cattivo odore del sudore, insomma, marca una soglia, e rappresenta l'inevitabile inizio della mutazione (e della decadenza) dei corpi.
L'autore, per lanciare questo fumetto che io ho letto anche come una riflessione sul corpo e sulla carne, non mancò di ricordarci che "Si nasce soli. Si muore soli. In mezzo c'è la scuola media.", enfatizzando così un complicato periodo di passaggio nel quale, per la prima volta, prendiamo coscienza della nostra fisicità che sta cambiando, spesso con effetti imbarazzanti e spiacevoli.
Le due studentesse delle medie protagoniste della storia, Castracani e Motta, identificate sempre per cognome, come una nota sul registro di classe, sembrano voler affrontare la loro fase di mutazione attraverso l'indagine medica, sottoponendosi a continui quanto inutili esami ed analisi, quasi per tentare di dimostrare che, nella crescita, c'è qualcosa di malato. O di mostruoso. Ed in effetti Ratigher accentua abilmente con il disegno le caratteristiche fisiche più sgradevoli dei ragazzi e degli adulti, con un approccio lombrosiano che ricorda il lavoro di Chester Gould, come ha già sottolineato qualche altro commentatore. Anche le due ragazze più carine della scuola, Castracani e Bugatti, alla fine non sono altro che patetiche caricature di stereotipi estetici presi come riferimento dalla classe media a cui appartengono, e le cui regole di omologazione a questa o a quell'altra categoria non risparmiano nessuno. La ribellione di Castracani e Motta, che poi è soprattutto una volontà tenace di isolarsi dal mondo circostante, viene però inevitabilmente fermata dall'intervento degli adulti, che separano le due amiche e sottopongono Motta ad una specie di percorso di riabilitazione, che certo non ha la violenza di quello a cui fu costretto Alex di Arancia Meccanica, ma di sicuro ha gli stessi intenti, esemplificati da una colorazione delle tavole tutta in toni di verde, che a me ha ricordato i disinfettanti. Sì, "la società le teme", e deve anestetizzarle.
Attraverso una prolessi in cui vediamo una Motta ormai adulta e diventata medico, Ratigher anticipa il finale della storia già a metà narrazione, ma niente (neppure la copertina!) può preparare il lettore/spettatore all'illustrazione a doppia pagina che conclude in modo grottesco e profondamente disturbante la vicenda, e che dimostra inequivocabilmente la grandezza visionaria di questo autore. Certo, "la fine è azzurra", ma si tratta di un azzurro traditore, che non sembra voler simboleggiare virtù elevate o il classico lieto fine, ma forse qualcosa di alieno e inconcepibile, fuori scala, eppure tenero nella sua mostruosità.

Il libro è stato pubblicato con l'inedita formula Prima o mai, che sostanzialmente ne garantiva il possesso solo a quanti l'avessero acquistato prima che fosse stampato, in pratica sulla fiducia, a scatola chiusa.
Mai fiducia fu più ben riposta, l'unico problema è che adesso questo mio invito alla lettura rischia di essere inutile, perché potrebbe essere impossibile trovare delle copie (anche se nel link precedente sono elencate alcune librerie e alcuni editori che ne hanno prese un po' e che forse ne hanno ancora qualcuna). Spero che Ratigher si decida a fare una seconda edizione, perché questo è un libro fondamentale, ed è veramente una pallottola d'argento in grado di colpire al cuore la classe media/scuola media a cui apparteniamo quasi tutti.

Voto: 9

Alessio Bilotta


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