13/10/14

UFAG #206: "L'UOMO DI IWO JIMA"



L'avventura è indiscutibilmente uno dei generi più frequentati dal fumetto, e in particolare dal fumetto italiano, tanto che l'editore nostrano per eccellenza, Sergio Bonelli, pubblica praticamente da sempre solo storie di questo tipo. È molto difficile, per me, stabilire quali siano i canoni vincenti per realizzare un buon fumetto d'avventura, anche perché spesso entrano in gioco alcuni elementi legati alla serialità dei personaggi che francamente mi annoiano. Se tuttavia dovessi citare degli esempi di storie particolarmente ben riuscite che si esauriscono in un solo episodio, di sicuro includerei questo fumetto di Gino D'Antonio (1927-2006), pubblicato per la prima volta nel 1978 all'interno della prestigiosa collana Un Uomo Un'Avventura. Si racconta di un episodio della Seconda Guerra Mondiale, una cruenta battaglia fra Marines e giapponesi sull'isola di Iwo Jima, che porterà alla morte di oltre trentamila soldati di entrambe le fazioni. Non mancano, come in ogni fumetto di guerra che si rispetti, le sequenze d'azione che esaltano gli episodi di coraggio dei combattenti, ma non è l'aspetto eroico dei soldati che interessa all'autore, quanto piuttosto le emozioni squisitamente umane che ne guidano le decisioni. In particolare, la narrazione è incentrata su due personaggi agli antipodi, e cioè un carrista senza nome, sconvolto dagli orrori della guerra, e il sergente Stagg, ossessionato dal suo ruolo di sergente tutto d'un pezzo e capace di compiere azioni orribili senza alcuna pietà. Ci lasciamo conquistare facilmente dalla concitazione delle tavole che raccontano i combattimenti, ma è la contrapposizione fra le filosofie opposte dei due protagonisti che ci appassiona davvero, perché forse, per fare un buon fumetto d'avventura, l'eroe deve cedere il passo all'uomo.
Straordinari i disegni, frutto di un riuscito connubio fra il necessario realismo richiesto dall'ambientazione e la sintesi grafica propria della narrazione per immagini: i personaggi, dalla grande e drammatica espressività, sembrano quasi graffiati sulla pagina, mentre il montaggio/taglio delle vignette costituisce un paradigma per la costruzione del ritmo, alternando in modo magistrale la foga delle scene di azione con l'ansia dei rari momenti di attesa.

Questa storia è stata ristampata di recente nell'Almanacco dell'Avventura 2015 (240 pagg. a colori al costo di 6,30 €), ancora in edicola, contenente altri due fumetti molto belli di D'Antonio, e cioè L'Uomo dello Zululand e L'Uomo della frontiera

Voto: 8

Alessio Bilotta


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