10/10/14

UFAG #203: "LA QUARTA NECESSITÀ"


Lo dico subito, a me Daniele Luttazzi è sempre piaciuto molto. E se devo dirla tutta, neppure le accuse di plagio che lo hanno travolto nel 2010, cioè l'anno precedente all'uscita di questo libro, mi hanno particolarmente deluso, infastidito o scandalizzato. Mi infastidisce parecchio, invece, constatarne la scomparsa, perché la sua è sempre stata una voce indipendente che dava noia a personaggi scomodi, e che più di una volta ha eccitato la censura e i falsi moralisti della politica. Amavo il suo umorismo affilato, la sua capacità di comprendere chiaramente il brutto mondo in cui viviamo, che non mancava mai di spiegarci con sublimi oscenità ed entrate a gamba tesa. Senza timori, e facendoci ridere ogni volta, anche se si trattava quasi sempre di risate molto amare.
Il libro a fumetti che consiglio oggi, la cui parte grafica è stata realizzata superbamente da Massimo Giacon, all'epoca della sua pubblicazione non fu accolto come avrebbe meritato, probabilmente proprio a causa del periodo di disgrazia che stava vivendo Luttazzi, e che purtroppo non è ancora finito. Una vera ingiustizia editoriale, perché questo libro è una lettura/visione illuminante della storia italiana recente, che definisce una volta per tutte il "carattere" sociale di alcuni nostri connazionali, quelli sempre al riparo della luce dei riflettori ma che tanta parte hanno avuto nella rovina del Paese.
Il protagonista della storia, tale Walter Farolfi, nasce nel 1937, figlio di una soubrette e del suo amante, un capocomico, con il padre legittimo ignaro di tutto. La sua sarà una vita di violenze, espedienti, astuzie e truffe, scandita da numerose esperienze sessuali (il sesso è la "quarta necessità" umana richiamata dal titolo), tutte all'insegna di una presa di coscienza cinica dei rapporti umani e di come manipolarli, senza nessuna altra passione che non sia quella per se stesso e per la sua vile ambizione di fare i soldi facili. Sullo sfondo, la sceneggiatura si arricchisce di scandali veri e di veri personaggi, come Silvio Berlusconi, che però appare soltanto di sfuggita, perché diretta conseguenza, e non artefice, di certi vizi italici.
Straordinaria, come accennato in precedenza, la prova di Giacon, che attraverso il suo caratteristico segno pulito e sintetico reinterpreta 70 anni di suggestioni visuali, variando il suo approccio grafico a seconda delle epoche e omaggiando di volta in volta autori, stili ed effetti di stampa impossibili da citare tutti ma che restituiscono perfettamente le atmosfere degli anni passati, anche grazie alla grande attenzione messa nella raffigurazione di oggetti, vestiti e arredamenti.
I meriti di Giacon nella realizzazione di questo volume sono tanti, ma oltre alla grande abilità di creare personaggi maledettamente verosimili, per quanto disegnati in modo non naturalistico, mi piace sottolineare la sua capacità di interpretare graficamente le tante invenzioni complesse e i passaggi narrativi arditi di Luttazzi (come i sogni e i pensieri oltremodo bizzarri del protagonista), in un connubio fra scrittura e disegno particolarmente raro per come è ben riuscito.

Mi auguro con tutto il cuore che questo libro (136 pagg. di colori abbacinanti a 17€) non sia il testamento artistico di Luttazzi, e vi invito caldamente a recuperarlo, anche direttamente sul sito dell'editore, qui

Voto: 8,5

Errata corrige (del 21/10/14):
Come specificato nei commenti, questo fumetto NON è il testamento artistico di Luttazzi, che infatti nel 2013 ha pubblicato il romanzo satirico Lolito. Mi scuso tantissimo per l'errore e mi impegno a recuperare alla svelta questo titolo.
Alessio Bilotta



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Testamento artistico?!? Nel 2013 Luttazzi ha pubblicato "Lolito", il più bel romanzo satirico degli ultimi 50 anni. E' più in forma che mai. E il caso plagi fu puro killeraggio. Questo blog aggiornato 2014 smonta TUTTE LE BALLE diffuse in rete per diffamare Luttazzi: http://anti-diffamazione.blogspot.it/

Slowcomix ha detto...

Grazie per questa tua segnalazione, ho provveduto a correggere il post. Sono d'accordo sul resto, e spero di leggere/vedere prestissimo altre cose di Luttazzi.

Alessio Bilotta