30/09/14

UFAG #193: "LA PRIMA DELLE TRE"


Riallacciandomi ad un recente post nel quale sottolineavo la carenza di personaggi iconici creati negli ultimi anni, è quasi inevitabile pensare a uno degli ultimi, vale a dire Zanardi, e in particolare a questa storia, apparsa per la prima volta su alter alter nel 1985. Sul personaggio più famoso creato da Andrea Pazienza si è scritto molto (per chi non lo conoscesse, consiglio questa scheda), e ancora oggi, a 25 anni dalla morte del suo autore, non possiamo fare a meno di ammirare la straordinaria capacità che ha avuto Pazienza nel comprendere così bene i tempi in cui viveva, forse perché li ha vissuti pienamente in prima persona, nel bene e, soprattutto, nel male.
Come ha dichiarato lo stesso Pazienza, la caratteristica principale di Massimo Zanardi, studente bolognese pluriripetente, è "l'assoluto vuoto che permea ogni [sua] azione", una sorta di apatia allucinata che lo porta in tutte le storie al compimento di azioni terribilmente efferate, permeate di un cinismo così "puro" e perfetto che sembra essere l'unica chiave per decifrarne il comportamento: l'eroina, la violenza, gli stupri, persino gli omicidi, diventano in qualche modo conseguenze di una presa di coscienza, l'aver accettato la propria ferocia come elemento fondante della natura umana, e anzi come unica espressione possibile del libero arbitrio, con la sconfitta definitiva della morale e l'accettazione dell'insensatezza del mondo. Dopo tutto, il vero fascino di Zanardi, e forse il motivo più profondo del suo successo, è proprio l'ammirazione colpevole che suscita nei lettori, ai quali la coscienza, l'educazione o forse la paura, impediscono di emularne le imprese oscene e sanguinarie.
Il fumetto che consiglio oggi è una delle storie più famose e celebrate di Zanardi, per almeno tre motivi: prima di tutto, è probabilmente l'episodio graficamente più ricco e complesso del personaggio, dove praticamente in ogni vignetta troviamo un'allucinazione grafica, che se da una parte possono rallentare la narrazione, dall'altra aprono nuove prospettive nelle quali perdersi è allo stesso tempo pericoloso e irresistibile. Il secondo motivo è che la sceneggiatura si sovrappone ai fatti di cronaca, appropriandosi a suo uso e consumo di uno dei casi più terribili di quegli anni, e cioè i delitti del cosiddetto "mostro di Firenze"; l'ultima ragione, che è quella che mi interessa di più, è che Zanardi incontra il suo autore, all'interno di un cinema: dopo una scazzottata nella quale Pazienza ha la peggio, i due depongono le armi e diventano complici per una notte, persi nei loro vizi e nei loro incubi. La comparsa dell'autore all'interno della storia, pur non essendo un espediente originale, è interessante perché alla fine Pazienza recita un ruolo subalterno, e il vero protagonista rimane Zanardi, che anzi fra i due è quello più risoluto. Non voglio addentrarmi troppo in interpretazioni azzardate, ma sembra quasi che il creatore faccia un passo indietro rispetto alla sua creatura, forse per enfatizzarne la maggiore forza; dopotutto, un personaggio di fantasia non ha i limiti di una persona reale, anche se ne può interpretare benissimo gli umori e i pensieri.
Questo modo di narrare, che vanta precedenti illustri (uno su tutti, Pratt con Corto Maltese), sembra essersi un po' smarrito negli ultimi anni, tanto che molti autori di successo, ad esempio Gipi e Zerocalcare, si raccontano in prima persona, senza sentire la necessità di inventarsi un alter ego.
Non sono sicuro che questa scelta sia sempre vincente, anche perché spesso, quando non si hanno cose da raccontare c'è il rischio diventare noiosi e di autocommiserarsi (...ma non nel caso dei due citati!), senza contare che il fatto di diventare un'icona può essere una cosa molto difficile da gestire. Ma forse sono io che pretendo troppo, solo in pochi, infatti, hanno la fortuna (e la condanna), di "essere delle moltitudini".

La storia è stata ristampata da Fandango nel 2013 all'interno del volume Tuttozanardi (256 pagg. a 25,90 €), che puoi trovare qui.

Voto: 10

Alessio Bilotta


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