23/09/14

UFAG #187: "CONTRATTO CON DIO"


Mi imbarazza sempre un po' parlare di titoli che sono considerati unanimemente dei capolavori del fumetto, ma lo scopo di questa rubrica, come già detto altre volte, vorrebbe essere soprattutto informativo, e quindi non posso esimermi dal consigliare Contratto con Dio (A Contract With God) di Will Eisner, cioè il libro che viene considerato il capostipite dei graphic novel. A voler essere pignoli, non si tratta di un romanzo in senso stretto, poiché sono in realtà quattro racconti brevi, ma certamente l'approccio dell'autore e le tematiche affrontate rappresentano ancora oggi un paradigma per tutti coloro i quali si vogliono cimentare con questo recente genere narrativo. Eisner ci racconta infatti storie adulte e reali di vita vissuta in prima persona, e il suo obiettivo dichiarato è proprio quello di dimostrare le enormi potenzialità del linguaggio che sta utilizzando, e che da lui stesso fu ribattezzato "arte sequenziale", nel tentativo di affrancare il fumetto dall'etichetta di spazzatura editoriale o, bene che vada, di prodotto adatto solo ad un pubblico di bambini o di decerebrati.

Siamo a New York durante gli anni '30 del secolo scorso, e i protagonisti sono tutti immigrati di origine ebraica alle prese con storie di miseria, disperazione e sconfitta, nelle quali sono i lati più meschini e deboli dell'essere umano a venire raccontati, con un tono fra il melodramma e il sarcasmo che non risparmia nessuno. Anche l'approccio grafico è da considerarsi fortemente innovativo, poiché le vignette si liberano volentieri degli angusti riquadri che di solito le limitano e le didascalie cedono il passo alla prosa vera e propria, in un alternarsi di testo e disegno che si sviluppa in maniera molto fluida e senza soluzione di continuità. I legami con lavori più tradizionali probabilmente si possono rintracciare soprattutto nel modo con cui sono disegnati i vari protagonisti, le cui espressioni arrivano a sconfinare nel caricaturale, e nell'utilizzo magistrale di tratteggi e neri, che rende pienamente giustizia alla proprietà di sintesi tipica dei fumetti.

Non so dire se questo lavoro sia stato davvero il primo a trattare temi "adulti" svincolandosi completamente dall'avventura, dall'umorismo e dall'erotismo (generi tipici e propri del fumetto fino a quel momento), ma di sicuro è stato il primo che ha rappresentato una svolta narrativa nel panorama editoriale americano, che all'epoca (1978) poteva offrire quasi soltanto storie di supereroi, peraltro di qualità molto discutibile.
Oramai i cosiddetti "fumetti di realtà" hanno un loro spazio ben preciso nelle librerie e nei salotti buoni della cultura, tanto che esistono interi festival specificamente dedicati a loro: questo è senz'altro un bene, tuttavia, poiché non tutti gli epigoni di Eisner sono stati alla sua altezza, credo che un ritorno più deciso alle origini selvagge dei fumetti, ma con la consapevolezza acquisita negli ultimi 35 anni, sarebbe un bene forse addirittura maggiore.

Il libro è stato tradotto per la prima volta in Italia nel 2001, l'ultima ristampa dovrebbe essere questa del 2010 pubblicata da Fandango (176 pagg. a 14€).

Voto: 9
Alessio Bilotta




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