08/07/14

UFAG #134: "SACRO TERRORE"


Qualunque sia la vostra opinione su questo fumetto, ammesso che lo abbiate letto/guardato, dovete riconoscergli che ha avuto almeno un merito, e cioè quello di sollevare discussioni dai toni accesi e opinioni contrastanti, infastidendo praticamente tutti, come era nelle intenzioni dell'autore.
La storia era stata pensata inizialmente per Batman, ma sembra la DC l'abbia rifiutata giudicandola troppo "radicale": ed in effetti è proprio così, perché il fumetto racconta della battaglia spietata condotta da Fixer e la Gatta Ladra (cioè le versioni estremizzate e cattivissime di Batman e Catwoman) contro un esercito di terroristi suicidi di Al Qaeda, che attaccano di notte la città fittizia di Empire City, paradigma della metropoli americana. Come nel classico stile di Frank Miller, non troviamo mezze misure, i terroristi sono il male assoluto e bisogna farli fuori in ogni modo; ma alla fine, la guerra combattuta fra i fanatici religiosi e i fanatici del "sogno americano", senza esclusione di torture e morti, resta irrisolta, e rimane solo una battaglia vinta dai buoni (?) in uno scenario comunque oscuro, nel quale i veri mandanti delle stragi restano ignoti e i politici e gli intellettuali sono ridotti a caricature che rimangono a bocca aperta. Non c'è alcun pathos nella vicenda, e Miller non elemosina nessuna partecipazione emotiva: tutto è portato all'eccesso, e quindi la trama scontatissima, i dialoghi ridicoli, i personaggi senza spessore e, più di tutto, la retorica roboante ed insopportabile, non sembrano altro che elementi al servizio di una grande beffa dell'autore nei confronti dei lettori e, forse, addirittura dell'intera industria del fumetto americano.
I lettori sono però premiati dai disegni, che non esito a definire superbi, forse la vetta della ricerca stilistica di Miller, che spinge ancora di più il piede sull'acceleratore della sintesi grafica, frullando Pratt, Muñoz, Kojima e mille altre suggestioni, che coprono quasi l'intera storia del fumetto. Il tutto esaltato dall'impaginazione orizzontale in cinemascope che aveva funzionato così bene anche con 300, altra opera abbastanza controversa.
Ancora oggi, a 3 anni dalla sua pubblicazione negli USA, è arduo etichettare questo lavoro in un modo piuttosto che in un altro, e almeno per me non è chiaro se si tratti effettivamente di una "parodia perfetta dell'opera di propaganda" contro i fan acritici (come suggerito qui da Francesco Boille), o invece di propaganda reazionaria bella e buona (come suggerito qui da Daniele Barbieri), e questo dubbio infondo mi diverte. Così come mi ha divertito una scelta stilistica sulla quale non ho trovato approfondimenti, e cioè l'utilizzo del rosa confetto per caratterizzare sia la terrorista suicida Amina (il primo membro di Al Qaeda mostrato nella storia), sia il covo di tutti i cattivoni situato dentro la moschea; Miller non è nuovo agli inserimenti del colore con funzione narrativa in storie in bianco e nero, e in Sin City ne troviamo diversi esempi: il bastardo pervertito colorato di giallo ("yellow" significa anche vile), l'azzurro ghiaccio degli occhi di una killer, il rosso passionale del vestito sexy e delle labbra carnose di una donna per la quale arrivi ad uccidere. Non so perché Miller abbia scelto di utilizzare il rosa (ci sono nel libro altri colori acidi), ma non posso fare a meno di pensare che questo colore, che normalmente rappresenta la delicatezza, il romanticismo infantile e in generale la "carineria", non sia che un ulteriore elemento parodistico, inserito apposta per sottolineare la ridicola finzione di quello che si sta leggendo/guardando e, forse, di quello che ci circonda ogni giorno.

Alessio Bilotta

SACRO TERRORE
(Holy Terror)
Bao Publishing |  120 pagg. b/n | 19 €

Storia e disegni di
Frank Miller

Reperibilità:
è uscito in Italia nel 2012,
si può richiedere direttamente all'editore (qui)

Voto: 8



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