26/06/14

UFAG #122: "CRONACA SEGRETA DEL GIORNO MALEDETTO"


Quando stamani ho preso il Corriere della Sera devo ammettere che mi sono un po' esaltato, perché sembrava che una striscia a fumetti avesse guadagnato addirittura l'onore della prima pagina, sopravanzando persino la solita vignetta di satira politica. Guardando meglio, non si tratta proprio di un fumetto in senso classico, ma piuttosto di una rappresentazione illustrata di momenti che nessun fotografo ha potuto (né potrà mai) catturare. In effetti esiste anche una sorta di narrazione sequenziale, facilitata dalle didascalie, e quindi penso di possa dire che siamo difronte ad un ibrido, che mi ha offerto qualche spunto di riflessione.
Innanzitutto l'utilizzo del fumetto come compendio alla cronaca: non si tratta certo di una novità, ma applicata allo sport è una cosa abbastanza insolita, perché normalmente questo tipo di cose si trovano per gli episodi di cronaca nera e su stampa di altro tipo. Ad ogni modo, è interessante notare il contributo personale dato dal disegnatore (Franco Portinari), soprattutto nel tentativo di drammatizzare gli eventi e quindi le espressioni dei calciatori, pur nei limiti di spazio e di tempo concessigli; mi sembra particolarmente riuscito lo "scontro" fra Prandelli e Balotelli, che cattura bene i presunti stati d'animo dei protagonisti. Probabilmente meglio di una foto, che ben difficilmente avrebbe potuto essere "interpretata" dall'autore, mentre in questo caso il disegnatore ha sintetizzato in una sola immagine diversi istanti.
La cosa che dovrebbe colpire tutti gli appassionati, comunque, è l'assenza totale di balloon, che anche se non sono indispensabili, potrebbero essere stati sgraditi ai redattori: mi ritorna infatti in mente il celebre libro/dialogo fra Frank Miller e Will Eisner, in cui un intero capitolo è dedicato al problema dei balloon, che secondo Eisner rappresentavano la cifra più caratteristica del fumetto, e la cui presenza/assenza differenzierebbe un prodotto di scarsa qualità (il fumetto) da uno più culturalmente accettabile (il libro illustrato). Temo che, nell'opinione di molti, da allora non siano stati fatti tanti passi in avanti.
Infine, considerando quanto il graphic journalism sia gradito di questi tempi, mi chiedevo se non potesse essere una buona idea fare del giornalismo grafico di attualità, oltre che di reportage, magari dando più spazio alla fiction anziché alla mera rappresentazione; non so, penso che soltanto con quello che si devono essere detti i calciatori e l'allenatore negli spogliatoi, ci si potrebbe fare un'intera graphic novel. Insomma, meno cronaca spiccia e più racconto, con gli autori giusti può venir fuori qualcosa di buono.
Alessio Bilotta

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