14/06/14

UFAG #112: "GIGI MERONI"


Abbiamo capito, dai vari post apparsi sui social network negli ultimi giorni, che molti fumettisti italiani non amano il calcio; per alcuni sembra autentico disinteresse, per altri sembra più che altro una presa di posizione controcorrente. Peccato, perché il mondo del calcio potrebbe offrire tanti spunti, sia come fenomeno sociale che a livello di personaggi. E infatti uno dei migliori lavori sul calcio apparsi in Italia è incentrato proprio su uno dei suoi protagonisti più particolari, quel Gigi Meroni che infiammò i cuori dei tifosi del Torino negli anni '60 prima di scomparire, a causa di una morte assurda e precocissima, a soli 24 anni. Se non lo conoscete potete consultare questo sito a lui dedicato, adesso vi basti sapere che si è trattato di un personaggio davvero figlio del suo tempo, quindi una persona (e un giocatore) completamente fuori dagli schemi, dotato di un talento purissimo e matto.
Il libro di oggi è particolare non solo perché parla di calcio, ma anche perché si tratta della riduzione di un testo teatrale (caso rarissimo) ed ha una struttura piuttosto ibrida, al limite con il fumetto normalmente inteso. Forse è più vicino al libro illustrato, ma alla fine le definizioni ci interessano poco, e comunque la sequenza di immagini esiste, e si tratta di immagini molto belle, un riuscito amalgama fra la pittura, il collage e "le disegnate" del grande Carmelo Silva, che immortalava le azioni delle partite prima dei computer, del satellite e dell'era moderna. Singolare anche la scelta di come raccontare la storia, che si disinteressa della morte di Meroni e procede a ritroso, dal 1967 alla sua infanzia, in un percorso a metà fra la cronaca e la poesia, che non manca di ricordare episodi e personaggi importanti di quegli anni. Perfetto per prepararsi all'esordio dell'Italia ai mondiali, ma ottimo anche per tutti quelli che guardano al calcio con sdegno e sufficienza.

Alessio Bilotta

GIGI MERONI
IL RIBELLE GRANATA
BeccoGiallo | 144 pagg. colore | 18 €

Sceneggiatura di
Marco Peroni

Disegni di
Riccardo Cecchetti

Disponibilità:
uscito nel 2010, si può acquistare
sul sito dell'editore (qui)

Voto: 7,5



2 commenti:

Mort Cinder ha detto...

Non avevo notato l'uscita di questo volume, le tue considerazioni mi hanno instillato una certa curiosità, quindi l'acquisto è certo. Per quanto riguarda la tua affermazione sullo scarso interesse o la ripulsa del calcio da parte di questo mondo, non so, non ho elementi per giudicare o aprire discussioni importanti. posso però parlare per me, che ho avuto una passione vera e sincera per il mondo del pallone, almeno fino a calciopoli. Poi le cose sono cambiate, all' inizio un disinteresse sottile, poi un certo abbandono totale, almeno per quanto riguarda il campionato italiano, per ragioni che sarebbe pleonastico sottolineare. Con l' arrivo dei mondiali la passione si è riaccesa, poi ho visto la partita d' esordio del Brasile contro la Croazia, questo ha sicuramente ha inferto un altro colpo, è una vergogna, vedere arbitri che regalano il risultato in tal modo può solo portare all' allontanamento da un certo mondo. Mi domando ancora se si può definire sport.

Anonimo ha detto...

Penso che il calcio da tempo non sia più uno sport: è un grande spettacolo, in nome del quale qualunque cosa può essere giustificata. Le partite truccate, gli arbitri venduti, il doping, fanno parte del gioco, in quella che ancora oggi è la più riuscita metafora dell'umanità.
Sopravvivono i gesti isolati, i colpi di genio o le organizzazioni tattiche, quando sono liberi da condizionamenti esterni di qualunque tipo. Forse il calcio moderno è più simile al cinema, dove ci sono interpreti che sbarcano il lunario e interpreti che invece danno l'anima.

A.