02/06/14

UFAG #100: "POMPEO"


Il numero 100 è un traguardo importante per questa piccola rubrica quotidiana fatta in casa, nata per gioco e sfida con me stesso e proseguita bene fino ad oggi con i medesimi presupposti. Non c'è occasione migliore di questa, quindi, per ringraziare tutti quelli che ci seguono con affetto e anche il caro amico Heike, che quasi da subito ha condiviso con me questa avventura realizzando finora ben 11 puntate dedicate ai webcomics. Grazie di cuore, davvero.


Inizialmente avevo pensato di realizzare uno "Speciale Numero 100" elencando i fumetti che più di altri mi sono rimasti nel cuore, ma ho scartato subito l'idea, un po' perché queste classifiche che troviamo ovunque mi hanno stancato, e un po' perché mi sarebbe stato difficile escludere alcuni titoli a favore di altri.
Allora ne ho scelto uno solo, il fumetto che, molti anni fa, mi convinse definitivamente della potenza di questo mezzo di comunicazione, straziandomi l'anima con ferocia e disperazione.
Erano i primissimi anni '90, avevo soltanto da poco ricominciato a leggere fumetti e mi ero quindi perso quasi tutta la stagione delle riviste del decennio precedente, proprio quella che vide Andrea Pazienza fra i suoi maggiori protagonisti. Per fortuna avevo ricominciato abbastanza bene, con alcuni titoli supereroistici poi entrati nella storia (sì, la roba dei soliti Frank Miller e Alan Moore), ma ero quasi a digiuno del cosiddetto "fumetto d'autore" e di Pazienza sapevo poco o niente, anche se era un nome che avevo inteso essere molto importante. All'epoca non c'era la rete, di manifestazioni ne facevano pochissime (Lucca Comics era ancora tutta all'interno del Palasport e non si pagava l'ingresso) e le fumetterie praticamente non esistevano; per chi abitava in provincia come me, i libri come questo si potevano trovare solo alle fiere, in una ricerca affascinante e a volte difficile, perché non si sapeva neppure com'era fatta la copertina. Funzionava che sfogliavo il fumetto sul banco e decidevo se prenderlo o meno nel giro di qualche minuto, in base all'impatto iniziale (...e al risicato budget!), fidandomi ciecamente di quelle primissime sensazioni. Inutile dire che con Pompeo fu turbamento a prima vista, perché rimasi subito conquistato dall'incredibile potenza espressiva del tratto, nerissimo e terribile, e dallo strano montaggio delle tavole, traboccanti di testo. Non si trattava dei drammi artefatti con al centro i supertizi in calzamaglia a cui ero abituato, ma dell'autobiografia di un artista vero, spiazzante e atroce nella sua sincerità, e anche grottesca, tragicomica e dolorosissima quando diventa confessione e racconta le debolezze più intime e le sconfitte più brutte della sua vita oscena da eroinomane. Una persona probabilmente fragilissima, come hanno scritto molti di quelli che l'hanno conosciuto, e che forse, scusate l'azzardo, cercava soltanto la purezza di quell'amore lontano che descrive così bene nelle 4 tavole in cui gli telefona la madre. Tavole che mi sono rimaste impresse per sempre nella memoria, così come tante altre di questo capolavoro, al pari di alcune espressioni geniali che ogni tanto riutilizzo con gli amici, senza che nessuno le capisca. E ancora oggi, dopo aver letto tutta l'opera di Pazienza e molti saggi a lui dedicati, tutte le volte che riprendo in mano questo libro non rimango mai indifferente, perché riesce sempre a scuotermi e a toccarmi nel profondo.
L'amore è nato con i fumetti che leggevo da bambino (Kirby, Jacovitti, Gottfredson, Bonvi, Schulz...), ma la passione rovente che non accenna a placarsi è partita senz'altro con Pompeo di Andrea Pazienza.
Alessio Bilotta






GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEO
FINO ALL'ESTREMO
Editori del Grifo | 128 pagg. b/n | 12.000 L.

Storia e disegni di
Andrea Pazienza

Reperibilità:
alla prima edizione del 1987 sono seguite diverse ristampe,
quella del 1991 di cui ho scritto e questa, che dovrebbe essere l'ultima

Voto: 100

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