14/06/14

COLD TURKEY: COMICS UNMASKED - LONDON UK


Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Dopo ore ed ore passate a navigare su internet, scrollare pagine su pagine, cliccare su link, leggere battute deboli e giudicare disegni mediocri, gli occhi mi si incrociano. Cercare buoni webcomic è come fare il cercatore d'oro: il giacimento esiste, la vena è giù, profonda, nella montagna, lo sai che c'è, ma è circondata da fuffa, tonnellate di fuffa, gigatoni di fuffa. E dopo tanta, troppa fuffa, a volte è meglio spegnere il computer e farsi una passeggiata.

Sorpresa! Questa domenica niente webcomic, si ritorna alla rubrica amatissima da me: COLD TURKEY - ovvero cosa fare quando sei all'estero ma ci hai bisogno di fumetti, comics, bande desinee, historietas, manga.
Ma non ci dedicheremo a recensire una negozio di fumetti, no cari amici, no. Questa volta andremo oltre, e visiteremo insieme la mostra che la British Library (mica cotiche) ha allestito per celebrare il meglio della produzione fumettistica d'oltre Manica: COMICS UNMASKED.
Siete mai stati alla British Library? Dal 1997 è ospitata in un gradevole palazzo di mattoncini rossi che il principe Carlo ha una volta definito "architettura da palazzo degli interrogatori della Germania Est". Okay, forse l'edificio non è dei più belli, ma la biblioteca ha un archivio di oltre 150 milioni di oggetti, alcuni dei quali risalenti a quattromila anni fa, oltre a bazzecole come la Magna Charta, il codice Arundel di leonardo da Vinci, l'unica copia superstite del Beowulf, due bibbie di Gutemberg, il manoscritto originale di Alice nel paese delle meraviglie di lewis Carroll eccetera eccetera.
E, naturalmente, fumetti.
La mostra spazia dagli albori del fumetto in Albione, con le prime pubblicazioni di Mr.Punch (un ometto rissoso che molto deve ai folletti di certe opere scespiriane, dal successo longevo e duraturo) fino alla British Invasion di Moore, Gaiman e Morrison, fino ai giorni nostri. La mostra si dipana per aree tematiche, privilegiando un approccio sociale: il curatore della mostra è sua eccellenza Paul Gravett, che invece di dilungarsi su una noiosa disamina storica ha preferito mostrare come il fumetto riesca ad interagire con la realtà: satira politica, analisi sociologiche su società multietnica, integrazione, diritti civili, squilibri economici, il tutto filtrato attraverso la doppia lente deformante propria del fumetto, cioé testi e disegno. Didascalie molto approfondite introducono i lavori di artisti celebri e non, superstar conclamate o autori caduti nell'oblio, graphic novel o fanzine senza futuro. Grande attenzione agli autori di 2000 AD, rivista britannica vera fucina di talenti (Moore, Hewlett, Quitely, Gibbons), in particolare al mai abbastanza celebrato Brian Bolland, che emerge dalla mostra come il vero, grande ed unico artista britannico ad un tempo mainstream ed underground.
In conclusione una bellissima occasione per visitare il cuore della cultura "alta" dell'impero britannico e immergersi, allo stesso tempo, nel pantano meraviglioso ed immaginifico della cultura "bassa".
Avrei voluto farvi vedere qualcosa ma, ahimé, non era permesso fare fotografie. Pazienza, avete tempo fino al 19 Agosto.
Heike
Risorse web:
- il sito di Comics Unmasked
- la lista degli eventi collaterali (ci sono robe interessanti) (c'è Brian Lee O'Malley!!!)
- il catalogo della mostra
- 2000 AD

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