06/04/14

UN WEBCOMIC A SETTIMANA? OGGI "THE OATMEAL"

http://theoatmeal.com/comics/cat_and_teddy_bear




Sarà interessante, un giorno, scoprire in che modo si è arrivati a quelli che saranno i fumetti del futuro, partendo da cose che digitali non sono. Isaac Asimov diceva che, per quanto le tecnologie di fruizione e archiviazione dati si evolveranno, i libri continueranno sempre ad esistere: non hanno bisogno di batterie, ricominciano a funzionare non appena ci posi l'occhio sopra, sono (in genere) pratici da portarsi dietro e molto resistenti (al contrario degli schermi degli iPad). Per ora con i fumetti siamo a metà strada, con un linguaggio che si evolve ma un medium che non lo segue: dov'è il lettore definitivo per i fumetti digitali?


Il problema si pone in particolare per quelle opere che superano la definizione classica di fumetto. The Oatmeal non è un fumetto, non è una striscia, non sono vignette: è forse una sorta di infografica umoristica, una narrazione che usa lo scroll verticale come strumento base, un po' come faceva il primo Makkox prima di trasformarsi in una specie di Vauro. E proprio lo scroll diventa l'invenzione che, a mio dire, rompe in maniera più forte con la tradizione narrativa del fumetto: i fumetti, quelli su carta, si son sempre sviluppati in una logica orizzontale. Anche la gabbia delle sei vignette è costruita per continuare pagina dopo pagina, usando anzi il momento del voltare foglio come strumento di cliffhanger (cosa succederà nella prossima pagina?!). Il web non ama lo scorrimento orizzontale: si legge in verticale, si scrive in verticale, le pagine continuano in basso, non a destra. Quanto sono irritanti quei siti nei quali devi muovere la barra di scorrimento verso DESTRA per continuare a leggere? Matthew Inman, che ha un passato come programmatore web e conosce gli algoritmi dei motori di ricerca, lo sa benissimo, e il suo sito è godibile, leggibilissimo e molto, molto divertente.
The Oatmeal raggiunge una media di quattro milioni di visite al mese, e frutta al suo creatore qualcosa come mezzo milione di dollari l'anno, tra merchandise e revenue pubblicitarie.
Si possono fare i soldi coi fumetti? Sì, se sai come funziona il medium che usi.

Un ultimo appunto che mi sembra interessante riguarda la creazione della comunità: i lettori di The Oatmeal sono lettori fedeli e attivi, partecipano alle discussioni sul forum, comprano il merchandise, promuovono il sito sui social network, sostengono le iniziative: fanno parte attiva di una comunità viva, che interagisce e parla con il creatore del fumetto. Da questo è nata un'iniziativa lodevole: Inman, con questo fumetto è riuscito a raccogliere 850.000 dollari per comprare e trasformare il vecchio e abbandonato laboratorio di Nikolai Tesla (i lettori di Martin Mystere sanno chi è) in un museo dedicato al grande scienziato.
Viva Matthew Inman, viva The Oatmeal, viva i fumetti e i loro lettori.

Risorse web:
- The Oatmeal
- Un articolo del Seattle News su come diventare star dell'internetto

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