04/03/14

UN FUMETTO AL GIORNO? OGGI "OXID AGE"









OXID AGE
(Le Storie #17)
Sergio Bonelli Editore
114 pagg. b/n
3,50 €

Sceneggiatura e disegni di Gigi Simeoni

Reperibilità: in edicola fino al 12 marzo (più o meno)

Voto: 5,5

Qui la pagina ufficiale di presentazione.













E se Conan il Barbaro avesse avuto a disposizione dei pistoloni al plasma? Probabilmente sarebbe stato il protagonista di un fumetto post-apocalittico, un sottogenere che non ho mai amato. E la lettura di Oxid Age non mi ha fatto cambiare sentimento, anzi.
Rispetto ad altri numeri che ho letto della collana Le Storie, questo mi sembra di qualità decisamente inferiore, soprattutto se raffrontato al precedente, l’eccellente Friedrichstrasse di Bilotta-Mosca.
Non so bene perché, visto che alla fine le analogie non sono molte, ma mi ha riportato alla mente una discutibile serie Marvel degli anni ’90, credo dimenticata dai più, vale a dire Ravage 2099, il cui protagonista era questo tizio qui sotto:

All’epoca fece un po’ di scalpore perché era il primo nuovo personaggio creato da Stan Lee dopo tantissimo tempo, ma per me fu una delusione totale. Un fumetto loffio con protagonisti monocordi, una trama che si trascinava senza destare particolare interesse e disegni di qualità altalenante, ma anche questi piuttosto anonimi. Ecco, mi spiace ma guardando e leggendo Oxid Age ho avuto più o meno le stesse impressioni, e il fatto che siano passati più di 20 anni da Ravage certo non depone a favore di questo fumetto. Ne riparliamo nel 2035?


Alessio Bilotta

1 commento:

Mort Cinder ha detto...

Se un genere non piace, non piace, c'è poco da fare e da dire. Comunque effettivamente questo Oxid age è un po' deboluccio. Il finale, fra l'altro, lascia intravedere un'altra incursione in futuro, coame accaduto per Recchioni che ha replicato con una specie di seguito la storia di ambientazione nipponica apparsa naei primi numeri. La seconda è di una bruttezza estrema, assolutamente peggiore di quasta realizzata da Gigi Simeoni. Si vede che alla Bonelli il post apocalittico non viene bene, Brendon docet, per un qualche motivo. Personalmente non sono neppure io un fan del genere, ma almeno una serie degna di interesse esiste, si tratta di Jeremiah, parto della mente di Hermann. Questa almeno dispiega un futuro non bene precisato abbastanza credibile, il tempo non è ben precisato naturalmente, ma i personaggi hanno un suo spessore, sia buoni che cattivi, poi ci sono i disegni di Hermann a nobilitare il tutto.