06/02/14

UN REGNO SENZA IL SUO SOVRANO

Oggi sono 20 anni esatti dalla morte di Jack Kirby, il Re.
Posso dire, senza alcun dubbio, che la mia grande passione per i fumetti è nata grazie a lui, così come per tantissimi altri della mia generazione.
Non ho la presunzione di spiegare perché quel titolo sia così meritato, ci sono altri che lo faranno meglio di me. Voglio invece limitarmi a pubblicare quella doppia pagina che così tanto mi sconvolse nella mia infanzia e che rappresenta il mio imprinting kirbyano, sebbene non fosse la prima cosa sua che vedevo. Eccola:

Vira, la donna demone!

Si tratta di un episodio della serie regolare di 2001: Odissea nello spazio e, a distanza di tanti anni, capisco chiaramente che quello che mi colpì fu non solo la potenza che si sprigionava selvaggiamente dalle pagine, ma anche tutte quelle imperfezioni di anatomie e prospettive che rendevano la composizione tremendamente vigorosa ed eccitante. Quel mondo fantastico riusciva (riesce!) a prendere vita nella mia immaginazione, riempiendo di emozione e libertà gli spazi bianchi fra una vignetta e l’altra: fumetti che facevano i fumetti, e senza alcun timore reverenziale nei confronti di quel capolavoro assoluto del cinema. Grazie King, per me rimani il più grande.

Alessio Bilotta

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