27/02/14

UN FUMETTO AL GIORNO? OGGI FINALMENTE HO LETTO "DODICI"

Dodici, di Zerocalcare, edizioni Bao Publishing (13€)
Premetto che non seguo nessuna serie televisiva, e quindi associo gli zombi soprattutto a Simon Garth e ai primi film di Romero; di The Walking Dead ricordo solo che acquistai il primo paperback in italiano molti anni fa e che lo trovai estremamente noioso, tanto da regalarlo quasi subito ad un amico. Gli zombi, ad ogni modo, mi hanno sempre suscitato malinconia, forse a causa del fatto che non riescono a trovare pace, rimanendo imprigionati in quella grottesca caricatura della loro vita passata. E la malinconia è stata anche il tratto che più mi ha conquistato nei primi due libri di Zerocalcare, ancor più delle situazioni e delle battute divertenti che lo hanno reso giustamente famoso, anche perché tante trovate non le ho capite bene, condividendo solo in minima parte il suo background di cultura popolare.
Dei pregi e dei difetti di Dodici si è già scritto tanto (ad es. qui, qui e qui), a me ha colpito molto l’idea di base, cioè questi 30enni che fronteggiano da soli l’epidemia zombi a Rebibbia, l’amatissimo quartiere natale dell’autore, in una storia che non ha un inizio canonico e nemmeno una vera fine, come se non ci fossero presupposti e neppure chiare prospettive. Una storia di derive contemporanee, mi verrebbe da dire. Magari la mia lettura non è giusta, ma credo che Zerocalcare rimanga lo stesso l’unico narratore italiano che riesce a raccontare bene la sua generazione, o almeno una parte di essa, anche in questo libro.
Da leggere anche se non si è mai vista nemmeno una puntata di Ken il Guerriero, come il sottoscritto.

Voto: 6,5

Alessio Bilotta

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