28/12/14

UWAS#36: "DEMON"

Jason Shiga è un genio.
No, non lo dico io. O meglio, lo dico anche io, ma io in materia ho l'autorevolezza di Giorgio Mastrota.
Colui che lo dice veramente, ed ha l'autorevolezza riconosciuta per poterlo dire senza che il pubblico gli indirizzi pernacchie (come a me o a Mastrota) è Scott McCloud, con la seguente equazione:

Crazy + Genius = Shiga

Jason Shiga è laureato in matematica ma all'insegnamento preferisce i fumetti. Questo non vuol dire che abbia abbandonato il mondo dell'astrazione: le sue storie sono puzzle, indovinelli, meccanismi ad orologeria che iniziano a ruotare quando nemmeno te ne accorgi e finiscono per travolgerti nel movimento, e resti tanto affascinato dalla struttura che non ti importa nemmeno se lo scopo alla fine altro non è che quello di far cadere una biglia in buca.
Demon, in particolare, è un progetto straordinariamente ambizioso: una volta concluso dovrebbe raggiungere la mole di circa 750 pagine (per adesso siamo a 238), pubblicate sul web cinque giorni a settimana per poi essere stampate e raccolte periodicamente in volume. La storia è quella di un uomo qualunque, banale e noioso, che scopre un giorno di avere un potere unico al mondo, e di ciò che fa (e fa veramente di tutto) con questo potere. Una storia cinica, violenta, decisamente estrema (ad un certo punto appare un coltello ottenuto modellando della carta igienica intrisa di sperma) ma molto divertente, supportata da una grande padronanza grafica (che deve molto a Tezuka) e un eccellente storytelling. La struttura narrativa può apparire tradizionale ad un primo sguardo, con le sue claustrofobiche gabbiette, ma non fatevi ingannare, questa è innovazione allo stato puro!

Jimmy ha pubblicato alcuni volumi, uno dei quali è Meanwhile, un libro per ragazzi con uno straordinario sviluppo delle storie a bivi, che spero un giorno il Bilo recensisca. Jimmy però sa che per vivere facendo il fumettista in senso tradizionale servono tempo e denaro:
Editoria tradizionale = tempo x denaro
Ma siccome il tempo è denaro:
Editoria tradizionale = denaro x denaro
Ovvero:
Editoria tradizionale = denaro2
E siccome il denaro è la radice (quadrata) di tutti i mali:
Editoria tradizionale = male

Per ovviare a quasto Jimmy Shiga aderisce a Patreon: i lettori offrono un piccolo contributo mensile (da uno a duecento dollari) per sostenere l'arte e se l'ammontare dei contributi raggiunge la quota prefissa per garantire a Jimmy uno stipendio, lui smette di fare lavori extra e dipendere dagli avidi editori e si dedica a tempo pieno a Demon, per la gioia dei suoi lettori.
Heike
Risorse web:
- Shigabooks (il sito ufficiale)
- L'archivio (suggerisco caldamente anche la lettura di Bookhunter e Fleep)
- Il blog, con alcune riflessioni molto interessanti sul mercato fumettistico americano, la storia e la tecnica del fumetto.

26/12/14

OFF-TOPIC: "ANNETTE, MIA DOLCE ANNETTE"


So bene che quando si parla di un amico non si deve mai esagerare, però quando scrivo che Sauro Ciantini è una delle personalità creative più interessanti e multiformi del panorama italiano, dico semplicemente la verità. Basta leggere con calma la sua pagina Wikipedia (che pure è incompleta) per rendersene conto: oltre alla striscia di Palmiro, che tutti gli appassionati di fumetti belli devono conoscere, scopriamo infatti che Ciantini ha al suo attivo anche lavori molto importanti nell'animazione, nell'illustrazione, nella pubblicità, nella moda e nella letteratura, vantando collaborazioni di primissimo piano. Ultimamente si sta dedicando alla realizzazione di tessuti dipinti a mano (con questi straordinari risultati), ma oggi voglio parlarti di un'altra cosa, e cioè del suo esordio (?) come scrittore in qualità di autore unico, dopo i due romanzi gialli realizzati a quattro mani con Massimo Cavezzali.
Le vicissitudini della giovane Annette, studentessa fuori sede a Parigi e commessa in una cartoleria démodé, hanno molte qualità, ma forse le più importanti di tutte sono la leggerezza e la freschezza che profumano da ogni pagina: leggerezza che, bada bene, non è sinonimo di superficialità o di banalità, quanto piuttosto di spontaneità e di amore per la vita e le persone, senza il fardello di opprimenti e alla fine inutili solipsismi. È come la leggerezza di un uccello che plana nell'aria tersa, osservando divertito e partecipe le venture (e le sventure!) degli esseri umani, un volo sospinto da una grande positività di fondo che deriva dalla comprensione e dalla fiducia nel futuro, ma mai dall'ingenuità. La scrittura è briosa, caratterizzata ma non monopolizzata da quell'umorismo intelligente che conosciamo bene, e si dipana agilmente fra acute considerazioni e descrizioni brillanti, in cui l'amore e l'attenzione per i dettagli rendono tutto piacevolmente vivido e familiare.
Potrebbe, a prima vista, sembrare strano che un uomo nella piena maturità, con tutto quel suo bel carico di esperienza e saggezza, riesca a immedesimarsi nella testa e nel cuore di una ventenne di oggi, eppure questa traslazione risulta perfettamente naturale; forse anche perché, a differenza di altri, Ciantini è animato da una curiosità sincera, che lo spinge a capire, anziché a disprezzare, il mondo che lo circonda.

Il libro lo trovi nel modernissimo formato e-book sul sito de La Feltrinelli (cioè qui), al prezzo simbolico di 99 centesimi: e anche questa, a pensarci bene, è una cosa davvero sorprendente.

Alessio Bilotta



24/12/14

UFAG SPECIALE NATALE!

All'inizio degli anni '90 uscì un albo di grande formato intitolato Natale briccone per i tipi degli Editori del Grifo: era l'edizione italiana di una pubblicazione francese (Noëls Fripons) curata dagli Umanoidi e contenente 13 storie erotiche brevi di ambientazione natalizia realizzate da autori diversi.
L'abbinamento fra erotismo e Natale ci sembra una cosa simpatica ancora oggi, e quindi, in occasione delle festività che stanno iniziando, proponiamo una selezione di 15 fumetti a tematiche sessuali, scelti pescando liberamente fra gli scaffali e i ricordi. I titoli sono proposti in ordine cronologico indicando gli autori, il paese di origine e l'anno di prima pubblicazione; segue una brevissima frase virgolettata ricavata direttamente da Wikipedia o da altre risorse internet, perché siamo impegnati nella preparazione del cenone.
Buon divertimento e buon Natale briccone a tutti!
La redazione



LITTLE ANNIE FANNY di Harvey Kurtzman e Will Elder
(Stati Uniti, 1962-1988)
"...the title character is a busty and naïve waif who continually finds herself in various bizarre situations where lusty men continually attempt to sexually molest or exploit her."


LES AVENTURES DE JODELLE di Guy Peellaert e Pierre Bartier
(Belgio, 1966)
"...l’oeuvre est un pastiche du cinéma de genre et de série B, principalement l’espionnage, le peplum, le fantastique et l’érotisme. Ces références se trouvent associées aux ressorts littéraires du surréalisme et du non-sens."



KAKE di Tom of Finland
(Stati Uniti, 1968-1986)
"[The author] is best known for works depicting homomasculine archetypes such as lumberjacks, motorcycle policemen, sailors, bikers, and weathermen."


BLUNDER BROAD di Eric Stanton e Turk Winter
(Stati Uniti, anni '70)
"A parody of Wonder Woman, Blunder Broad is an inept superheroine who continually fails in her missions and is invariably raped and tortured by her enemies [...]. Blunder Broad can be deprived of her super strength when subjected to cunnilingus."


LA DONNA RAGNA di aa.vv.
(Italia, 1977-1981)
"...l'assurdità dell'assunto, i riferimenti parodistici ai fumetti Marvel e la delirante violenza dei suoi contenuti ne hanno fatto un fumetto di culto, troppo estremo (in ogni senso) per non essere visto con simpatia!"
(tratto da Fumetto Blog, articolo di Andrea Leggeri)


KONDOM DES GRAUENS di Ralph König
(Germania, 1987)
"[König] ...stravolge la santità del profilattico, panacea di tutti i mali, per tramutarlo in bestia sanguinaria, in serial killer di amanti."
(tratto da afNews, articolo di Alberto Conte e Andrea Piccardo)


OGENKI CLINIC di Haruka Inui
(Giappone, 1997-1994)
"Il manga si distingue da altri titoli di genere erotico per una forte componente umoristica e a tratti demenziale (si vedano trovate come il gigantesco pene del dottore, provvisto di una faccia uguale alla sua, o l'enorme numero di allusioni sessuali di vario genere)..."


ERMA JAGUAR di Alex Varenne
(Francia, 1988-1992)
Purtroppo nessuna informazione interessante reperita in rete... sob!


BLACK KISS di Howard Chaykin
(Stati Uniti, 1988-1989)
"The series is set in Los Angeles in the 1980s and opens with Dagmar Laine, a transsexual prostitute and lover to former 1950s film star Beverly Grove, searching for a reel of film taken from the Vatican's collection of pornography."


DOLL di Guy Colwell
(Stati Uniti, 1989-1992)
"Una storia di solitudine così tangibile da essere l'unica vera massa oscura in queste tavole di linea chiara."
(tratto da Linkiesta, articolo di Maicol&Mirco)


BIRDLAND di Gilbert Hernandez
(Stati Uniti, 1990-1991)
"...a handful of wordless dream sequences involving versions of the cast members in X-rated prehistoric, Western and sci-fi scenarios (the first includes some hot dinosaur love) before we get to the comedy-of-remarriage denouement."
(tratto da Comics Alliance, articolo di Douglas Wolk)


TALK DIRTY di Matthias Schultheiss
(Germania, 1991)
Nemmeno per questo fumetto nessuna informazione interessante reperita in rete.


IRONWOOD di Bill Willingham
(Stati Uniti, 1991-1995)
"The comics are a mixture of sword and sorcery, sexual situations and adult humor."


LOST GIRLS di Alan Moore e Melinda Gebbie
(Stati Uniti, 1991-2006)
"Alice from Alice's Adventures in Wonderland [...], Dorothy from The Wizard of Oz [...] and Wendy from Peter Pan [...] are visiting the expensive mountain resort "Hotel Himmelgarten" in Austria on the eve of World War I. The women meet by chance and begin to exchange erotic stories from their pasts."


PINOCCHIA di Jean-Pierre Gibrat e Francis Leroi
(Francia, 1995)
"...this sexy spoof of the classic tale has poor innocent Pinocchia taken by many a cynic. And when she lies, guess what becomes bigger..."
(tratto dalla presentazione su Amazon)

23/12/14

UFAG #269: "COME PRIMA"


Leggo nei consueti resoconti di fine anno che, nel corso del 2014, sarebbero stati pubblicati circa 1700 titoli a fumetti, fra serie e volumi unici (guarda qui). Una vera enormità, per recensirli tutti non basterebbero 4 post giornalieri come questo. Nello specifico, l'editore del fumetto del giorno, la Bao Publishing, ne ha previsti, da sola, ben 80 per il 2015. Cioè oltre 6 libri al mese, 1 volume e mezzo ogni settimana. Molti operatori del settore salutano con entusiasmo questi numeri impressionanti, mentre i rivenditori al dettaglio (leggi: fumetterie) li identificano come evidenti segnali di crisi, che ciclicamente si ripresentano. Anche se l'attenzione mediatica è più forte, infatti, non sappiamo se, in realtà, i lettori stiano aumentando, perché nessun editore rende noti i dati di vendita; anzi, analizzando i risultati dell'unico che l'ha fatto, e cioè la Bonelli (guarda qui), la tendenza somiglia di più ad un'emorragia. Questa corsa ad occupare gli scaffali (non molto capienti, nella quasi totalità dei casi: spazi nelle librerie di varia limitati e fumetterie tradizionalmente abbastanza piccole) ha purtroppo come conseguenza inevitabile il fatto che molti titoli interessanti spariscano rapidamente, senza che nessuno o quasi dedichi loro l'attenzione che meriterebbero. Anche perché, le strategie di marketing e comunicazione, a volte seguono delle logiche proprie, prestando poca attenzione alla qualità e concentrandosi invece sulla notorietà di quel personaggio o di quell'altro autore.
È stato un po' anche il caso di Come prima, uscito abbastanza in sordina a luglio e praticamente ignorato da molti siti e commentatori di rilievo.

22/12/14

UFAG #268: "LA CANICOLA"


Saltellando fra le voci di Wikipedia, scopro che durante la canicola, che nel medioevo iniziava il 25 luglio per concludersi il 24 agosto, si festeggiava anche un santo molto singolare, e cioè il cane Guinefort, protagonista di una leggenda tragica e insanguinata (guarda qui), come ogni martire che si rispetti; la tradizione popolare racconta, inoltre, che il santo-cane, una volta seppellito, fosse prodigo di miracoli e grazie, soprattutto per la difesa dei bambini. Storie lontane di decisioni impulsive e senza possibilità di redenzione, forse dettate dal sangue che ribolle per via del caldo atroce, proprio come le azioni compiute nel fumetto di oggi.
E come i bambini di quelle leggende, anche Chim, il ragazzino protagonista de La canicola, che già in copertina vediamo armato e spavaldo, immerso in un calore accecante, è un soggetto che avrebbe avuto bisogno di protezione, perché capita in una famiglia di squinternati e violenti che lo tira su a forza di botte. La sua giovane vita subirà una svolta drammatica solo quando il gangster Jimmy Cobb, braccato dalla polizia e da altri delinquenti, piomberà nella comunità contadina in cui vive con la sua famiglia, sconvolgendone per sempre tutti i precari equilibri.

21/12/14

UWAS #35: "CORRIERINO E GIORNALINO"

Io ero un lettore di Topolino. Gli anni ottanta non erano certo una delle epoche peggiori per esserlo, c'erano bellissime storie e grandi autori, e Massimo de Vita avrà sempre un posto nel mio cuore. Le storie della macchina del tempo di Zapotec e Marlin, certe avventure straordinarie dei paperi disegnate da Cavezzali, il corvo Gancio, la redazione del Papersera, l'uso parco e misurato di Paper-bat. E i regali per gli abbonati o i giochi allegati ai numeri estivi! A Castinglioncello, dove andavamo al mare in Agosto, c'era un'edicola che vendeva vecchi numeri, e soddisfaceva la mia astinenza quando non potevo ricevere la mia dose settimanale di storie. La consistenza fibrosa di quella carta, la colorazione maldestra, gli editoriali imbarazzanti: tutto, tutto mi ritorna alla memoria con una ventata di nostalgia feroce. Ma non è una nostalgia irreprimibile, perché i Topolino ce li ho ancora. In soffitta, abbandonati su scaffali, in mezzo alla polvere o dentro scatole mai riaperte, ma ci sono ancora. Basterebbe salire le scale per reprimere la nostalgia.
Ma adesso che so che posso farlo, non mi interessa più.

Però, anche se ero sposato a Topolino, in realtà il mio cuore batteva altrove. La domenica mattina avevo un'amante segreta, che incontravo clandestinamente nella più paradossale delle alcove d'amore: in chiesa. Accanto all'entrata c'era l'espositore delle riviste: Famiglia Cristiana, Avvenire e, lì, rilucente nello splendore della quadricromia, Il Giornalino delle Edizioni Paoline. A volte mio padre, non so se per fedeltà al suo dogma "i soldi spesi per leggere non sono mai troppi" o solo perché stanco delle mie pressanti richieste, accettava di raddoppiare la mia dose settimanale di fumetti e mi comprava Il Giornalino. Non osavo ammetterlo a me stesso, ma era una lettura molto, molto superiore a Topolino. Ecco, se gli anni ottanta non erano una delle epoche peggiori per leggere Topolino, allora erano un'epoca gloriosa, una nuova età dell'oro per leggere Il Giornalino. Significava immergersi in un caleidoscopio di meraviglie, poter esplorare tutto l'esplorabile. Sergio Toppi, Gianni De Luca, Jacovitti, Leo Cimpellin. Un'era meravigliosa, un'epoca di luce.
Dove sono finiti i miei Il Giornalino? Ricordo vagamente pulizie generali in una soffitta congestionata di vecchiume, uno scatolone pieno di cartaccia, io con brufoli adolescenziali che annuisco svogliato quando qualcuno mi chiede se può buttar via tutto.

C'è una risorsa web per chi, come me, ha commesso gravi errori nella sua vita: l'archivio completo dei fumetti pubblicati in 25 anni da Il Corriere dei Piccoli, Il Corriere dei Ragazzi e (maraviglia!) Il Giornalino. C'è Larry Yuma, ci sono Rosco e Sonny, c'è Nicoletta, c'è Pinky.
Nostalgia canaglia, ti ho vinto.
Buon Natale a tutti!
Heike
Risorse web:
- Corrierino e Giornalino
- L'archivio completo
- Il Tumblr con le copertine e le prime pagine
- La pagina FB

20/12/14

UFAG #266: "ZAGOR #644"


Metto subito le mani avanti, ammettendo di non essere la persona più adatta per commentare una storia di Zagor, considerato che ne sono un lettore piuttosto discontinuo, che non conosce bene tutta la sua mitologia e che non ha mai frequentato i numerosi forum animati da utenti anche troppo appassionati. Come sa chi ogni tanto legge questo blog, però, non ho la presunzione di fare delle analisi critiche, ma solo di segnalare dei fumetti che mi sono piaciuti e che ritengo interessanti: ebbene, da questo punto di vista, mi sento tranquillo, perché ho apprezzato moltissimo questo albo e i due che l'hanno preceduto (che compongono un unico arco narrativo), e mi sento di consigliarli a chiunque.
In questi ultimi tempi si fa un gran parlare del rinnovamento di un altro personaggio storico della casa editrice milanese, ma devo dire che, per il momento, le storie lette non sono proprio all'altezza delle aspettative create, e forse ci vorrà del tempo per comprendere la reale portata dell'operazione; almeno un anno di uscite, a mio parere. Ci sono però altri autori ed altri personaggi, come appunto Zagor e il suo sceneggiatore principe, Moreno Burattini, che pur non essendo per forza sotto la luce dei riflettori, producono con continuità ottimi fumetti che non hanno bisogno di reclamare alcuna pretesa di rivoluzione.

19/12/14

UFAG #265: "VENERE IN PELLICCIA"


Segnalo con grandissimo piacere una nuova iniziativa da edicola di Mondadori Comics che, a partire da questa settimana, proporrà ogni 7 giorni (qui il piano dell'opera) un volume cartonato (costo 9,99€) per ripercorrere tutta la produzione di Guido Crepax, senz'altro uno dei più importanti autori italiani di tutti i tempi, aldilà dei giudizi di merito che non sempre sono stati generosi nei suoi confronti. Mi sembra che i curatori di questa edizione abbiano voluto mettere inizialmente in risalto i lavori che non hanno Valentina come protagonista, anche se le avventure del personaggio più celebre di Crepax (che nel 2015 compirà 50 anni) saranno tutte ristampate. Senza un ordine cronologico preciso, ma può darsi che questa decisione sia dovuta anche alla facile reperibilità della collana uscita in allegato con il Corriere della Sera non molti anni fa. Forse sono scelte che infastidiranno i puristi, ma a mio avviso non bisogna preoccuparsene troppo, anche perché sono sicuro che l'apparato redazionale contribuirà a fare ordine.

Sono da sempre un grande ammiratore di Crepax, forse anche perché le prime immagini erotiche che ho visto in gioventù erano proprio realizzate da lui, su antichi numeri di Linus che trovavo in casa e che sfogliavo di nascosto, senza capirci un granché. A posteriori, posso dire di essere stato davvero molto fortunato, perché mi poteva capitare di iniziare con Il Tromba, e invece mi è toccata Valentina.

18/12/14

UFAG #264: "TIJUANA BIBLES"


Le cosiddette "bibbie di Tijuana" (l'origine di questo bizzarro nome è incerta) non erano altro che piccoli albi a fumetti (di dimensioni 10x15 cm circa, solitamente di 8 pagine) che sono circolati clandestinamente negli Stati Uniti, con alterne fortune, dagli '20 agli anni '60 del secolo scorso, prima di cedere il passo ai "comix" underground, dei quali in qualche modo sono i predecessori.
Si trattava di storielle pornografiche dove personaggi dei fumetti, stelle del cinema e politici erano al centro di vicende boccaccesche, rappresentate esplicitamente senza alcuna remora, e spesso imitando quasi alla perfezione lo stile dei disegnatori ai quali rubavano i protagonisti. Il periodo di maggiore diffusione di questo tipo di pubblicazioni sono stati gli anni della grande depressione, e non si è mai saputo chi fossero gli autori, che si nascondevano sempre dietro misteriosi pseudonimi.

17/12/14

UFAG #263: "SAINT YOUNG MEN #1"


Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla pubblicazione di un numero impressionante di fumetti con protagonista Gesù o comunque con tematiche religiose di fondo, tutti sempre di tono dissacrante e satirico, alcuni riusciti, altri meno. Alcuni piuttosto popolari. Sarebbe interessante analizzare se ci sono delle motivazioni di carattere sociale all'origine di questo piccolo fenomeno, ma non sta certo a me farlo. Mi interessa invece, in questa sede, presentarti questo manga di Hikaru Nakamura (pubblicato in patria a partire dal 2007), perché nello scorso luglio è stato insignito di una menzione speciale nell'ambito del Premio "Fede a strisce - Fumetto cristiano", riconoscimento attribuito ad opere edite in Italia che hanno saputo meglio comunicare i valori religiosi.

16/12/14

UFAG #262: "MONDO BOIA!"


Mi sarebbe piaciuto, nelle puntate che precedono il Natale, consigliare ogni giorno fumetti spietati e intelligenti, ma purtroppo non mi pare che ce ne siano molti fra quelli usciti negli ultimi tempi. Non sembra che la cattiveria vada tanto di moda nei sofisticati e solipsistici graphic novel che hanno invaso le librerie, e infatti nessuno di questi libri può definirsi davvero "pericoloso". Nel passato le cose stavano diversamente, e infatti dopo l'antico capolavoro di Bonvi che ho consigliato ieri, oggi tocca a un librino (per le sue ridotte dimensioni) tradotto in Italia nel 1997, e che proponeva una selezione della serie Underworld dell'americano Kaz, tuttora pubblicata negli Stati Uniti (qui il sito ufficiale). Sono sequenze autoconclusive di 4 vignette ciascuna, nelle quali capita di ritrovare alcuni bizzarri personaggi ricorrenti, come il gatto che fuma, il topo Skifid e l'inquietante bebè (o nano?) Petit Mort. I temi sono fra i più classici dei fumetti underground, quindi troviamo individui che sopravvivono illegalmente ai margini della società e che abusano di violenza, alcol e droga, affermando concetti che non definirei politicamente corretti. Il tocco personalissimo di Kaz aggiunge però un'atmosfera surreale e straniante che comprende anche disgustose teste gelato da leccare, gatti pazzi e logorroici, chiazze di vomito antropomorfe e, in generale, un campionario di creature mostruose e disturbate che proseguono la gloriosa tradizione dei cartoon rivisitati da uno sguardo adulto e dissacrante. Il segno di Kaz è deciso ed elementare, quasi violento nella sua semplicità, e più che ai personaggi Disney sembra rifarsi a Popeye, citato anche in una surreale riflessione sull'aspetto della testa del personaggio vista da dietro.
Forse certi attacchi alla società capitalistica oggi possono apparire un po' datati, ma tutte le folli visioni dell'autore rimangono ancora oggi molto strane e sorprendenti, e ancora abbastanza originali, perché in pochi hanno provato a seguirne la linea.

Puoi cercare questo fumetto (96 pagg. in b/n) nei circuiti dell'usato, e sappi che l'autore ha lavorato anche per SpongeBob.

Voto: 8,5

Alessio Bilotta



15/12/14

UFAG #261: "CRONACHE DEL DOPOBOMBA"

Copertina dell'edizione Granata Press del 1991
Se non hai mai letto/visto questo fumetto, devi assolutamente recuperarlo nelle librerie di remainders oppure online in una delle sue varie edizioni, perché rappresenta uno dei massimi capolavori del grande Bonvi, e quindi del fumetto italiano in assoluto. Nonostante abbia 41 anni, non è invecchiato per niente, e anzi, a riprenderlo in mano oggi, ci accorgiamo che quasi tutti gli autori cinici e spietati che sono venuti dopo (anche quelli di Cannibale, anche Miguel Ángel Martín), gli devono moltissimo.
Siamo in un'epoca imprecisata, successiva ad una qualche catastrofe nucleare, in cui il nostro pianeta è ridotto ad un cumulo di detriti e immondizia ed è popolato da mostruose creature mutanti. E la loro mostruosità non è tanto relativa all'aspetto ributtante, quanto alla loro totale mancanza di etica, morale e pietà. Perseguono soltanto i loro bisogni primari (nutrirsi e riprodursi), nella maniera più disgustosa e crudele, non risparmiandoci neppure cannibalismo (anche fra consanguinei) e infanticidi, ma sempre sotto lo sguardo distaccato dell'autore, al quale non interessa il raccapriccio fine a se stesso, quanto piuttosto una critica implacabile alla società umana. Critica lucidissima e, ahimè, sempre attuale, forse più attuale ancora, perché temo che la bomba sia alfine scoppiata, ma in pochi se ne sono accorti. L'intelligente umorismo di Bonvi, caratteristico di tutte le sue opere, assume in questo lavoro toni cupissimi e disturbanti, tanto che non riusciamo a capire bene se le nostre risate amare sono dovute alla rassegnazione o alla disperazione. 
Il fumetto è articolato in episodi brevi di due o quattro tavole ciascuno, tutti laconicamente intitolati "cronaca", perché di quello si tratta, non sono altro che freddi e clinici resoconti dell'ottusità dell'uomo; il segno dell'autore bolognese stavolta diventa più grottesco e spaventoso rispetto ad altre sue produzioni coeve, e sembra volersi liberare da tutte le limitazioni imposte dalla censura (Cronache inizialmente fu rifiutato in Italia e pubblicato in Francia) e da certo buongusto ipocrita, in un'esplosione di creatività nera e sadica che forse non riuscirà più ad eguagliare.

Si tratta, a mio modesto avviso, di una pietra miliare del fumetto, che consiglio anche come regalo di Natale, quasi per fungere da antidoto all'insopportabile melassa che ci ha già ricoperto.

Voto: 90

Alessio Bilotta

14/12/14

UWAS #34: "THE ABADDON"


Korel Shadmi è un artista che apprezzo molto. Gli amici di Double Shot la pensano allo stesso modo e, in tempi non sospetti, pubblicarono in italiano quel capolavoro che è Anatomia del desiderio.
Korel è un talentuoso fumettista israeliano che, dopo aver prestato servizio militare obbligatorio nel suo paese natale, si è trasferito a New York dove si è poi laureato alla prestigiosa School of Visual Arts.

I suoi lavori risentono, com'è ovvio, del suo peculiare bagaglio personale: immagino che essere parte dell'esercito israeliano all'inizio del secolo ti porti ad interrogarti sulla reale natura della mortalità, e sulla fragilità della condizione umana. I lavori di Korel sono opere che parlano di individui schiacciati da meccanismi colossali ed inconoscibili, persone normali che si accorgono improvvisamente di partecipare ad un gioco orchestrato da un dio crudele, e dell'impossibilità di tirarsi fuori prima che l'inevitabile accada.

The Abaddon è un misterioso condominio nel quale Ter si ritrova senza ricordare niente del suo passato. Gli appartamenti sono popolati da una umanità alienata, violenta, schiava delle proprie pulsioni e di una misteriosa sostanza rosa che il palazzo sembra fornire in gran quantità. Misteriose apparizioni di figure velate, ripetizioni di elementi incongrui ed estranei alla narrazione, dialoghi fuori contesto contribuiscono a creare un'atmosfera irreale e inquietante che ricorda le opere di David Lynch o Le Locataire di Roman Polanski. Ai tentativi di Ter di capire la reale natura del condominio (e quindi forse di riuscire a lasciarlo) si alternano flashback della vita precedente di Ter, che forse è la sua vita "precedente" nel senso più pieno del termine. Via via che si prosegue nella lettura ci si sorprende a chiedersi se sia il condominio ad essere un sogno, o se invece lo sia la vita fuori dal condominio, forse anche la nostra, costretti come siamo a dover indossare la divisa e a combattere, ogni giorno, contro un nemico che non comprendiamo.
Heike
Risorse web:
- The Abaddon
- Koren Shadmi
- Anatomia del desiderio
- L'inquilino del terzo piano

13/12/14

UFAG #259: "GAETANO E ZOLLETTA"


Forse non tutti sanno che la prima cosa organizzata da Slowcomix fu un concorso per i ragazzi delle scuole medie, di cui ancora oggi conservo gli elaborati e, soprattutto, un ottimo ricordo. Come ho già scritto altre volte, credo che gli editori dovrebbero dedicare più risorse ai fumetti per giovanissimi, perché altrimenti sarà sempre più difficile che i bambini si appassionino a questo linguaggio. Qualcosa in effetti si sta muovendo, e il libro che consiglio oggi è senz'altro una delle migliori proposte uscite in questo senso da parecchio tempo. Della coppia (anche nella vita) composta da Silvia Vecchini ai testi e Sualzo ai disegni avevo già parlato qui, e mi fa davvero piacere ritrovare anche in questo lavoro le stesse delicatezza, semplicità e bellezza che possiamo gustare ogni lunedì nelle poesie illustrate realizzate per Caterpillar.
Gaetano e Zolletta sono due asinelli, padre e figlio, che troviamo impegnati a pescare nelle prime vignette per poi vederli partire verso gli scenari più incredibili, dalle profondità del mare ai ghiacciai, fino ad arrivare addirittura sulla luna. Il piccolo Zolletta chiede ogni volta al padre di andare in un posto sempre più speciale, e Gaetano lo accontenta sempre, ma non si tratta di cedere a capricci infantili, quanto di insegnare al bimbo a sognare, e anzi, a non smettere mai di farlo, perché inseguire i propri sogni è una delle cose più importanti del mondo. Un'altra è capire quali sono i posti davvero perfetti, ma non ti dico nulla per non rubarti la tenerissima commozione che ti prenderà sul finale.
Davvero belli i disegni di Sualzo, che oltre a dare vita a due personaggi finalmente senza parentele americane o giapponesi, trasmettono in ogni pagina una piacevole sensazione di calore e tenerezza, andando a pescare direttamente nei nostri ricordi più preziosi.

Il libro, un agile cartonato con sovraccoperta, ha 40 pagg. orizzontali a colori, costa 11 € e lo trovi in libreria o direttamente sul sito dell'editore, cioè qui. Può essere anche un bel regalo di Natale, pensaci.

Voto: 8

Alessio Bilotta


12/12/14

UFAG #258: "UN EROE A PAGAMENTO!"


Nel numero di Dylan Dog attualmente in edicola, cioè il terzo del cosiddetto "nuovo corso" del personaggio, fa il suo esordio l'ispettore Tyron Carpenter, un poliziotto rude e dai modi molto spicci, ma soprattutto un comprimario non di etnia caucasica che appare finalmente nei fumetti dell'indagatore dell'incubo e della casa editrice milanese in generale. Anzi, a far coppia con lui c'è anche la sergente Rania Rakim, che indossa un velo islamico che le copre il collo e i capelli, tradendo così la sua origine e forse il suo credo religioso (al momento non sappiamo se sia praticante o meno). Elementi di novità sicuramente molto tardivi, ma a questo punto indispensabili se l'intenzione è quella di aggiornare l'ambientazione delle storie, ormai irrimediabilmente datata: una Londra abitata solo da caucasici era evidentemente un'anomalia narrativa molto più inquietante dell'analfabetismo informatico di Dylan. Devo dire che, per ora, l'ispettore Carpenter è un personaggio abbastanza deludente, perché non fa altro che riproporre i soliti cliché cinematografici che appartengono ai più classici "badass" afroamericani, da Shaft in avanti, ma magari migliorerà più avanti, diventando un po' più profondo e interessante. Non è molto, ma forse è un inizio.

11/12/14

UFAG #257: "GLI AMATORI"


Un mediocre artista viene coinvolto da un gruppo di appassionati di provincia (gli amatori del titolo) nell'organizzazione di un piccolo festival, identificato ambiziosamente come "biennale"; l'entusiasmo e la buona volontà messi a profusione dall'eterogenea compagine di guitti, tutti più o meno affetti da disturbi della personalità, alla fine non serviranno a molto ma, come si dice sempre in questi casi, forse il viaggio è davvero più importante della meta a cui si arriva. Penso che a tutti coloro che bazzicano il mondo del fumetto italiano sia capitato, prima o poi, di imbattersi in personaggi come il factotum di questa biennale immaginaria, il corpulento Kristof, invincibile nel suo fervore e nella sua dedizione alla causa, ma clamorosamente incapace di percepire le distanze fra le sue ambizioni (speranze?) e il mondo reale.

10/12/14

UFAG #256: "LO STRANO CASO DEL DOTTOR RATKYLL E..."


Credo che Fabio Celoni sia uno degli autori più citati su questo blog, infatti ne ho già parlato anche qui e qui, ed è stato solo per pudore che non ho scritto della sua storia di Dylan Dog, forse la più bella di quel personaggio pubblicata da tanto tempo a questa parte. Mi auguro di poterti consigliare ancora molti altri suoi lavori, perché penso che Celoni sia uno dei migliori autori italiani in assoluto, oltre che un disegnatore estremamente versatile eppure sempre sorprendente.
Rispetto al lavoro precedente e dai presupposti simili, e cioè l'adattamento di Dracula sempre scritto dall'ottimo Bruno Enna, in questa interpretazione del classico di Stevenson si va addirittura oltre, e l'escamotage narrativo secondo il quale Paperino/Hyde sarebbe la versione istintiva e umorale del logico e controllato Topolino/Ratkyll, è davvero un'intuizione formidabile. Anche perché, di storie significative con protagonisti topi e paperi insieme, a memoria mia ce ne sono state davvero poche, mentre in questa il Dottor Ratkyll fornisce addirittura un'analisi quasi meta-fumettistica del perché i due universi non si incrociano praticamente mai: "...nessuna parentela, nessuna similitudine, se non quella di saper camminare su due zampe e di possedere guanti bianchi!".
E un'idea così forte non poteva trovare un interprete migliore di Fabio Celoni, che ha svolto un lavoro magnifico nella caratterizzazione dei personaggi e nelle scelta delle inquadrature, riuscendo a rendere del tutto credibile quell'atmosfera molto particolare sospesa fra orrore e umorismo: fra primissimi piani, frenetici cambi di punto di vista e "riprese" di sbieco, questo fumetto potrebbe essere utilizzato come testo di studio, per insegnare come i virtuosismi possano essere perfettamente funzionali alla narrazione. Riuscitissime tutte le sequenze più spaventose, in cui anche il solitamente innocuo Paperino può trasformarsi in una creatura oscura e inquietante.

Questa storia, inizialmente apparsa a puntate su Topolino, è stata raccolta in un bellissimo albo cartonato ("limited de luxe edition") di 82 pagine, e per l'occasione è stata proposta in bianco e nero, aggiungendo anche un apparato redazionale di schizzi e di "dietro le quinte" davvero ben fatto e spassoso. Il libro costa solo 9,9 € e lo puoi richiedere alla tua fumetteria di fiducia oppure direttamente sul sito dell'editore (qui). Imperdibile.

Voto: 9

Alessio Bilotta


09/12/14

UFAG #255: "WINTERWORLD"


Chi ha avuto la pazienza di seguire regolarmente questa rubrica, sa che non amo particolarmente il disegno naturalistico, anche se questo tipo di tratto è quello preferito per i fumetti d'avventura, un genere che, di contro, leggo sempre con molto piacere. Segnalo quindi volentieri l'edizione italiana di questo vecchio fumetto pubblicato originariamente negli USA alla fine degli anni '80, perché il segno del grande Jorge Zaffino (1960 - 2002) riusciva a trascendere la mera rappresentazione della realtà per infondere ai personaggi e alle atmosfere un caratteristico tocco oscuro e feroce, rimasto difficile da uguagliare ancora oggi. Per dirla con le parole dello sceneggiatore Chuck Dixon, riportate all'interno dell'albo: "Nel suo lavoro si trovavano una forza, una passione e un tocco quasi malvagio, difficili da riscontrare in altri autori [...] C'era un che di pericolosità nei suoi disegni". Ed in effetti è proprio così, sono probabilmente i personaggi brutali e primordiali che popolano le vignette a dare forza alla trama, che dopo tanti anni mostra qualche inevitabile scricchiolio.
Siamo in un mondo post apocalittico interamente ricoperto dai ghiacci, e i protagonisti sono Scully, un commerciante senza troppi scrupoli, e Wynn, una ragazzina che Scully salva da un gruppo di predoni e alla quale si affeziona subito. Ritroviamo, quindi, tutti i cliché di questo genere fantastico (capi tribù spietati e ottusi, macchine futuristiche che funzionano male, una élite dall'etica dubbia che popola l'unica zona calda del pianeta e così via...), e anche se lo sviluppo narrativo risulta abbastanza prevedibile, i tratteggi e i neri con cui Zaffino graffia la pagina sono sempre straordinari, e giustificano ampiamente l'acquisto del fumetto.

L'albo ha 144 pagg. b/n, costa 5€ ed è uscito in edicola a fine novembre; lo puoi acquistare anche direttamente dall'editore (qui).
Qui invece un'interessante analisi dello stile di Zaffino fatta da Pasquale Frisenda.

Voto: 7,5

Alessio Bilotta



08/12/14

UFAG #254: "SATURNO CONTRO LA TERRA"


Come tutti gli anni, Natale sta arrivando, e come tutti gli anni è pieno di persone che, sui vari social network, ci comunicano e ci mostrano la loro insofferenza verso questa festività, a volte anche in modo molto simpatico. Si tratta di un atteggiamento comune anche a diversi operatori del settore fumetti, e anzi ho visto che, di recente, qualcuno ha pensato bene di stilare una lista di titoli dai contenuti macabri da leggere durante le feste, forse come antidoto. Mi spiace se ti deludo, ma io la penso diversamente, e del Natale mi prendo volentieri il relax, il cibo e persino quella struggente malinconia che arriva immancabile al calar del sole. Mi prendo volentieri anche i regali, se verranno. Il fumetto che consiglio oggi, acquistato anche perché sono stato sedotto dal titolo e dalla copertina, mi sento quindi di consigliarlo proprio a quanti affronteranno le feste di Natale con tranquillità, perché è una lettura divertente e gustosa, ancora migliore se la fai spaparanzato in poltrona con una bella fetta di pandoro vicino.

07/12/14

UWAS #33: "TO BE CONTINUED"

- Ma, dico, fumetti italiani, niente?
- Come?
- Ho visto che scrivi sempre di questi fumetti americani, inglesi, mai una roba italiana.
- Ma-ma non è vero, ho scritto di Eriadan, Mammaiuto, The Sparker, Emanuel-
- Se, vabé.
- Ma come "vabé"?! A parte che si scrive "va be'", perché è un troncamento della parola bene, uno delle poche eccezioni che prevede l'aggiunta dell'apostrofo per indicare detta elis-
- Ma un bel fumetto italiano, no eh? Tipo Tex? O l'Omoragnolo?
- No, dico, l'Uomo Ragno non è un fumetto italiano, è Spiderm-
- E' uguale, è in italiano. io voglio leggere in italiano, no mettermi lì con lo Zanichelli per sapere che dicono, e poi, porca troia impestata, son sempre disegnini di stecchini.
- Stecchini?
- Sì, quest'omini col la testa a pallone, i bracci e le gambe sono stecchini. Così so disegnare anch'io.
- Ma sono scelte stilistic-
- E poi li voglio in italiano, in italianoooo, ITALIANOOOOOOOOOO.
- Ho capito. Ricevuto. Il prossimo si fa su un fumetto italiano. Ora, me la spedisce questa raccomandata?
- Tre euro e cinquanta, sfigato.

Su richiesta del mio gentile ed amatissimo pubblico, oggi si parla di un webcomic italianissimo segnalatomi dal sempre valido presidente. Italiano nella creazione (Lorenzo Ghetti è di Pisa e Carlo Trimarchi di Messina), nella lingua (benché ci sia il sito specchio in inglese, ottima iniziativa che tutti i fumettisti italiani dovrebbero seguire) e nelle tematiche, nonostante si parli di, attenzione, supereroi.
Io di fumetti nostrali di supereroi (veri supereroi con superpoteri, non Deboroh La Roccia) non ne ricordo molti: mi vengono in mente Capitan Italia, Ramarro, Brick Tempesta. E allora ben venga, con gioia, un fumetto italiano di gente con superpoteri che combatte i supercriminali. Ma, attenzione, non si tratta del solito "malvagio pianifica la conquista del mondo-eroe interviene e salva il mondo a suon di cazzotti". Il protagonista di To Be Continued è un adolescente che scopre di avere uno strano potere che non sa usare molto bene, e quindi chiede di essere ammesso alla School of Power, ovvero un'accademia per diventare supereroi. Il fumetto è cominciato da poco, ma già si delineano i primi caratteri e una serie di tematiche interessanti, prima tra tutte la necessità di trovare un proprio posto nel mondo, che si sia eroi con superpoteri o adolescenti con normali problemi. La necessità di imparare ad essere chi si è, sottolineata da un tratto semplicissimo che elimina i dettagli riducendo i personaggi a semplici macchie di colore che risaltano sullo sfondo bianco, proprio come dei giovani che ancora non sanno bene chi sono o cosa vogliono essere. Lo spaesamento è totale, e i due creatori giocano su questo proponendo, per ogni capitolo, un diverso veicolo di lettura: scorrimento verticale, laterale, diagonale, verso sinistra, animazioni gif, brevi video animati, in una serie continua di sorprese che ci guida nel lato ludico del fumetto supereroistico.
Gli aggiornamenti sono settimanali, la storia è appassionante, i disegni piacevoli e la leggibilità eccellente. Ed è un fumetto italiano di supereroi. Che aspettate?
Heike
- To Be Continued
- il Tumblr (per ora, per forza di cose, un poco vuoto)
- Una bella intervista a Lorenzo ghetti su Fumettologica
- A proposito di supereroi italiani


06/12/14

UFAG #252: "CARLO IL CANE"


Non amo affatto il sovraffollamento di titoli a fumetti che hanno invaso ormai da qualche anno gli scaffali delle librerie specializzate e non, ma in alcuni casi dobbiamo essere grati a questo fenomeno, perché altrimenti sarebbe stato impossibile, con ogni probabilità, godere di certi libri. Come quello che consiglio oggi, un vero e proprio proto-fumetto (la prima pubblicazione risale al 1913) ideato e realizzato dell'illustratore americano A.B. Frost. Siamo in un territorio non ben definito che sta a metà fra il racconto illustrato e il racconto per immagini in sequenza vero e proprio ma, come sottolineato nell'ottima introduzione di Matteo Stefanelli (che puoi leggere qui), possiamo trovare già parecchi elementi grafico-narrativi caratteristici della cosiddetta Nona Arte, primi fra tutti il gusto per il disegno di sintesi e il ritmo della vicenda cadenzato da inquadrature particolari e dall'uso consapevole dello spazio bianco fra una vignetta e l'altra. Oggi, dopo oltre un secolo, continuiamo lo stesso ad apprezzare la grande perizia grafica di Frost, il cui fitto e sapiente tratteggio ricorda quello di molti artisti dell'epoca, e anche se il debito nei confronti dell'illustrazione è evidente, risulta altrettanto chiara la volontà dell'autore di non indulgere troppo in dettagli che appesantirebbero la narrazione: si cercano la freschezza e il dinamismo, spesso ottenuti con disegni che sembrano poco più che schizzi.
Un reperto davvero particolare e raro (è la prima volta che viene pubblicato in Italia), consigliato agli amanti dei libri insoliti e ai completisti del fumetto, che devono fare lo sforzo di ricollocare temporalmente il testo; il povero cane protagonista, infatti, viene tormentato senza alcuna remora con scherzi pesantissimi e punizioni corporali, proseguendo la stessa tradizione di marachelle/espiazioni continue tipiche dei fumetti con ragazzini pestiferi che imperversavano in quegli anni.

Il volume, un cartonato con sovraccoperta dal formato orizzontale, è da poco disponibile in libreria, ha 128 pagg. in b/n, costa 16,5 € e si può acquistare anche sul sito dell'editore (cioè qui).

Voto: 7,5

Alessio Bilotta


05/12/14

UFAG #251: "CANICOLA GERMANIA"


Chissà se qualcuno ha mai pensato di condurre studi geo-antropologici partendo dalle produzioni a fumetti dei vari popoli, secondo me verrebbero fuori dei risultati curiosi. Non sappiamo molto, ad esempio, dei fumetti tedeschi, e quindi ben venga questa antologia, che è anche il n. 12 della rivista-libro Canicola, da sempre attenta alle pubblicazioni di tutto il mondo più sperimentali, insolite e sconosciute (il n. 11 era un monografico sul fumetto cinese).
Non so quanto i lavori presentati siano realmente rappresentativi di tutta la scena tedesca, ma ho il sospetto che in quel paese si trovino pochi lavori autoctoni che rientrano nei generi più classici, come ad esempio l'umorismo o l'avventura, a parte ovviamente le opere di Ralf König, che è forse l'autore germanico più noto. Mi sembra invece che gli approcci privilegiati siano quelli di tipo più personale (autoriale?), che tentano in vario modo di flirtare con l'illustrazione e la grafica.

04/12/14

UFAG #250: "JAYBIRD"


E così siamo arrivati anche al n. 250 di questa rubrica quotidiana, un traguardo importante che ho pensato di festeggiare scrivendo del fumetto che ha vinto all'ultima edizione di Lucca Comics&Games nella categoria "graphic novel", a pari merito con La gigantesca barba malvagia, di cui avevo già parlato qui. In genere non mi trovo molto d'accordo con le giurie dei premi, ma devo dire che in questo caso la scelta mi è sembrata eccellente, e anzi io avrei anche evitato l'ex aequo con l'altro fumetto. E si tratta di una scelta eccellente, a mio avviso, non soltanto per la grandissima qualità di questo lavoro, ma anche perché si mette sotto i riflettori un fumetto che alla sua uscita era passato inosservato, perdipiù realizzato da due autori di nazionalità finlandese (sfido chiunque a citare altri fumetti di questo paese) e che era nato come progetto di crowdfunding. Un bel po' di particolarità per quest'opera, quindi, che però deve il suo successo soprattutto all'ottima idea di sceneggiatura di Jaako Ahonen, splendidamente visualizzata dai dipinti del fratello Lauri.

03/12/14

UFAG #249: "SQUILLO"


Per voi sfortunati che ancora non conoscete Immanuel Casto, sappiate che si tratta di un personaggio che, nel corso degli ultimi anni, ha ottenuto una certa notorietà attraverso canzoni e relativi videoclip a tematiche sessuali esplicite, sempre ambiguamente in bilico fra provocazione, demenzialità e satira sociale. Basta elencare il titolo di qualche pezzo per cominciare a capire il genere: 50 bocca/100 amore, Anal Beat, Escort 25 e via andare. Più di recente, ha ideato e lanciato il gioco di carte Squillo (del quale la senatrice Emanuela Baio aveva inutilmente richiesto il ritiro dal mercato - guarda qui a pag. 55) e all'ultima edizione di Lucca Comics&Games ha presentato anche il fumetto omonimo, da lui stesso sceneggiato e letterato. Pur essendo un episodio introduttivo, probabilmente prodotto con l'unico scopo di fare pubblicità al gioco, l'ho trovato piuttosto deludente, e ne parlo solo perché potrebbe rientrare in quei "casi particolari" editoriali che comunque hanno un loro fascino perverso. In pratica, si racconta di come e perché un'operatrice di call-center decida di diventare una prostituta d'alto bordo, utilizzando l'evocativo (...) pseudonimo di "Analia". Lo fa, ma guarda un po', per fare i soldi facili, e anche perché infondo le piace, come ampiamente dimostrato dalla sequenza iniziale, in cui pratica una fellatio ad un amico per una scommessa persa, con un grottesco accompagnamento onomatopeico ("POMP! POMP!") degno del Lando che fu. Nonostante le premesse di questo fumetto potessero far sperare in qualcosa di oltraggioso, o almeno di trash, il risultato è invece molto deludente, come dicevo prima, perché la satira risulta prevedibile e annacquata, e troppo spesso lascia il passo al luogo comune più becero e alla macchietta. Oltre che a tutti i cliché incarnati dal personaggio Immanuel Casto, che a volte divertono e a volte no. Vale abbastanza poco anche come "operazione nostalgia" (i vecchi tascabili porno degli anni '70 me li ricordo più sporchi e divertenti), sebbene il tratto del misterioso disegnatore Matt *Core sembri uno strano mix fra quelle pubblicazioni nostrane e i fumetti di supereroi americani del decennio successivo. Interessante, a questo proposito, notare con quanta nonchalance Casto indichi il disegnatore come uno che lavora anche per la Marvel (leggi questa intervista), sebbene in rete non se ne trovi alcuna traccia.
In conclusione, un'operazione buona soprattutto per i collezionisti del bizzarro, comunque meno pretenziosa e sicuramente meglio realizzata di cose come il tanto vituperato Lady Mafia.

L'albo è uno spillato in b/n di appena 24 pagg., costa 3€ e si può richiedere direttamente all'editore (qui). Compralo se hai amato anche questo.

Voto: 5+

Alessio Bilotta

02/12/14

UFAG #248: "HELLBOY ALL'INFERNO vol. 1"


Quando ero bambino, non potevo permettermi il lusso di seguire regolarmente tutte le serie a fumetti che mi piacevano: ero quindi un lettore decisamente saltuario, e quanto di più lontano ci potesse essere dalla definizione di "collezionista", ciononostante riuscivo ugualmente a godere di ogni singola pagina dei giornalini che mi procuravo. Ero, fra l'altro, soprattutto un lettore Marvel-Corno, pertanto avevo a che fare già all'epoca con la continuità e le intersezioni narrative fra vari titoli, che però non erano così complicate come sembrano adesso. Si poteva tranquillamente acquistare un numero di una serie qualsiasi e capire quasi tutto di quello che succedeva, e le parti poco chiare potevano anzi essere uno stimolo per recuperare vecchi numeri. Ecco, credo che questa possibilità di godere della lettura saltuaria, di fruire il mezzo in modo irregolare e quasi casuale, sia una cosa importante per incuriosire nuovi lettori e non farli sentire estranei in un club di iniziati, nemmeno poi così fighi.

01/12/14

UFAG #247: "U.D.W.F.G. vol. 1"


Prendetemi pure per il solito nostalgico, ma a me le riviste a fumetti piacevano molto. Soprattutto quelle con un solido progetto editoriale alle spalle, che rifuggivano dall'effetto patchwork per cercare di presentare un'idea contenutistica e visuale il più possibile omogenea. Tra l'altro, questo formato editoriale aveva anche il pregio di poter funzionare come palestra per alcuni autori, senza l'obbligo a tutti i costi di dover esordire con un libro già bell'e pronto ma senza essere pronti. Ben venga, quindi, questa proposta della neonata Hollow Press, che è un ottimo esempio contemporaneo di quello che sto cercando di dire, anche se fra le sue pagine non c'è nessun autore che si sta allenando, perché giocano già tutti nella massima serie.
Come spiega l'ideatore e curatore del progetto Michele Nitri in questa intervista concessa a Fumettologica, si tratta di una pubblicazione dal taglio "dark weird fantasy" che, per chi non mastica l'inglese, è una locuzione che sta ad indicare storie oscure e disturbanti, che spesso riprendono alcuni elementi tipici dei racconti di genere fantastico per distorcerli e portarli fino all'estremo.

30/11/14

UWAS #32: "ADARSH BALAK"

Qualche anno fa, per un progetto di Slowcomix che forse un giorno, in una galassia lontana lontana si concretizzerà, contattai un collettivo di artisti rumeni (il sito è una chiavica). Loro mi risposero con amichevole sollecitudine e mi inviarono persino (senza che io lo avessi chiesto!) qualche copia dei loro lavori. Ora, non so voi, ma io di fumetti rumeni nulla sapevo, e fu con grande sorpresa ed entusiasmo che mi accorsi di come in realtà non c'era poi così tanta differenza tra i nostri due paesi: gli stessi problemi, lo stesso linguaggio (okay, non la stessa lingua, ma ci siamo capiti), lo stesso umorismo. Ho perso ogni contatto con loro, ma mi è rimasta la convinzione che il fumetto abbia in fondo molto in comune con il bellissimo esperimento del dottor Zamenhof, una lingua universale che parla al nostro io più profondo, ed affratella tutti i popoli (tranne quelli a cui piacciono i disegni di Rob Liefeld, che quello non è fumetto).
E' con questo approccio che ho scoperto il lavoro di un giovane artista indiano (che per fortuna non parla solo gujarati): Priyesh Trivedi è il creatore della serie di illustrazioni Adarsh Balak che, come usano dire i giuovini d'oggi, ha rotto l'internet.
Priyesh sembre essere un illustratore di quella che potremmo definire la scena indie indiana (ahahahaha-scusate), che ha trovato una certa celebrità on line grazie a questa serie muta visivamente basata su alcuni poster didattici degli anni '80 che illustrano quale dovrebbe essere il comportamento di un "ragazzo ideale" (cioé un adarsh balak): educazione, gentilezza, applicazione negli studi, corretta igiene orale, le preghierine... va da sé che il ragazzo ideale di Priyesh tutto fa men che seguire questi indirizzi morali: fornisce al padre, stanco dalla compilazione delle cartelle esattorieli, un joint appena rollato; usa bottiglie di vetro riciclato come armi molotov nelle sue battaglie anarchiche; dà un voto positivo al proprio insegnante di chimica che prova l'LSD prodotto dal ragazzo, si diletta insomma nelle normali e sane attività antisistema di ogni giovane in camicia e pantaloni corti (tra parentesi: sarei curioso di vedere la stessa operazione realizzata in Italia, tipo Ausonia alle prese con Micromino).
Il tratto è semplice e molto elegante, stridente con la violenza della narrazione, e forse proprio per questo estremamente efficace. Come di fumetti rumeni, anche della scena fumettistica indiana nulla so, e per questo dobbiamo essere grati alle nuove tecnologie che ci permettono di entrare in contatto con opere ed artisti che, solo dieci anni fa, sarebbero probabilmente rimasti limitati e sconosciuti.
Namasté!
Heike
Risorse web:
- La pagina Facebook di Adarsh Balak
- Una bella intervista a Priyesh Trivedi, con in fondo alla pagina il dettaglio sugli strumenti dell'artista
- Un articolo di Comics&Cola

29/11/14

UFAG #245: "THE KILLING JOKE"


In questi ultimi giorni, per pure casualità, mi è capitato di parlare con alcuni amici sia di Batman che di Alan Moore, e quindi mi è venuta voglia di rileggere questo fumetto, considerato unanimemente uno dei capolavori dei comics degli anni '80.
È sempre difficile rimettere in discussione certe pietre miliari, e mai come in questo caso l'opera deve essere ricollocata temporalmente, perché rappresenta un vero e proprio spartiacque per tutto quello che c'è stato prima e che ci sarebbe stato dopo, almeno per quanto riguarda i fumetti di Batman e dei supereroi in generale. La storia (di appena 46 pagine), come sanno tutti gli appassionati, è incentrata sulla nemesi storica dell'eroe incappucciato, vale a dire il Joker, del quale sono raccontate le origini e che assurge al ruolo di protagonista spietato e disperato nella sua lucida follia, quasi come un Marchese De Sade vestito da clown. La violenza efferata con cui il personaggio si presenta nella storia, menomando e stuprando Barbara Gordon (la fu Batgirl) e poi torturandone ferocemente il padre, il commissario James Gordon, era per l'epoca sicuramente una cosa inusitata, anche se forse a quel punto era diventato un salto inevitabile, se si voleva rendere più verosimile l'atmosfera.

28/11/14

UFAG #244: "CRACK!"


Non mi è del tutto chiaro che cosa sia con precisione B comics, l'etichetta (o forse è un titolo?) sotto la quale è apparso questo volume. Sul loro sito non troviamo molte informazioni, e in alcuni comunicati stampa si presentano con l'impegnativa definizione di "utopia a fumetti". Di sicuro c'è che in questo libro, dalla grafica molto elegante e dal grande formato (24 x 34 cm), sono radunati 11 autori piuttosto interessanti per 10 storie, accomunate più o meno esplicitamente dall'onomatopea "crack", uno dei suoni scritti più tipici del nostro linguaggio preferito. Si trovano diverse cose belle all'interno di questo libro, che è stato per me anche un piacevole percorso di scoperta, considerando che non conoscevo tanti degli autori presentati. Sì, forse alcune sceneggiature rimangono un po' irrisolte e il debito grafico nei confronti di certi artisti/stili di riferimento è ancora troppo evidente, però tutti hanno messo al centro dei loro lavori un'idea di narrazione, che magari in certi casi è poco più di un'intuizione, ma che sempre cerca di smarcarsi dalla seduzione dell'immagine o della forma fine a se stessa. Non troverete all'interno di questa antologia molta spensieratezza e divertimento, ma dopotutto il sottotitolo è "fucilate a strisce", e quindi l'intento provocatorio dell'operazione è piuttosto evidente; in particolare, aldilà di un plauso collettivo, mi hanno colpito i lavori di Matteo Berton (abilissimo e raffinato nella costruzione del ritmo narrativo attraverso la composizione delle tavole), Alessandro Ripane (con la sua visione del mondo contemporaneo impregnata di decadenza, rassegnazione e follia) e Manfredi Ciminale (autore di un racconto onirico e allucinato dove l'angoscia va a a braccetto con l'ironia). Oltre, naturalmente, a Marco Taddei e Simone Angelini (dei quali avevo già parlato qui), che ritornano a colpire con una storia di fantascienza sempre oltre i limiti dell'assurdo.
Si tratta di un libro realizzato con grande cura e pieno di spunti interessanti, e quindi aspetto con molta curiosità questi promettenti autori su prove più impegnative della storia breve.

Il volume ha 160 pagg. a colori e costa 22€, e non so dirti con precisione come procurartelo se non ad una prossima fiera (la sezione "shop" del sito sembra inattiva), però puoi provare a scrivere qui.

Voto: 7

Alessio Bilotta

Tavola tratta da "Domenica" di Alessandro Ripane