28/03/13

Cold Turkey - Kaja Saudek Museum, Praha CZ

Fa freddo a Praga. Un vento gelido ti taglia la faccia, passanti frettolosi si tirano su il bavero del cappotto. Un tram passa sferragliando sui binari, triste e vuoto. Il profilo del Castello, alto spra Mala Strana, si ritaglia contro il cielo nebuloso, sordo e grigio come un pezzo di ghisa. Il golem e rabbi Loew ti guardano da un vicolo e poi spariscono rapidi, lanciandoti uno sguardo sdegnoso. Basta! Ne hai abbastanza di teatro nero, concerti di musica classica, orologi astronomici. Tutte trappole per turisti: tu vuoi conoscere la vera Praga, la Praga Magica!

Il Kaja Saudek Comics Museum è al numero 28 di Rijna 3, Nove Mesto, proprio di fronte alla stazione della metropolitana Mustek. Si entra dal bar Batalion, si paga il biglietto alla simpatica barista e si segue poi il simpatico giovinotto brufoloso ventenne in abito da grand'ammiraglio che vi farà da guida nei meandri del museo, locato al piano nobile sopra il bar e al quale si accede passando - non sto scherzando - da un condominio.
Il museo (piccola gallery fotografica qui) è decisamente piccolo, e interamente dedicato alla figura del più importante fumettista ceco, per l'appunto Kaja Saudek. Fratello del fotografo Jan Saudek, è stato più e più volte imprigionato sotto il regime comunista perché le sue opere erano ritenute diseducative, antipatriottiche e pornografiche (sento le antenne del presidente drizzarsi per l'interesse). Piccola nota: avete notato anche voi l'interesse che i regimi oppressivi hanno per i fumetti? Alla fin fine é sempre l'unico media che non viene utilizzato, strumentalizzato o piegato al potere, ma semplicemente bandito tout court.
La visita è stata un'esperienza decisamente interessante, complice il fatto di essere l'unico visitatore (!). Cosa espone il museo? Soprattutto tavole originali dei fumetti di Saudek (che amava lavorare in grandi formati) e locandine di film realizzate dall'artista, più una serie di tavole di artisti contemporanei che omaggiano il maestro. Da visitare se siete a Praga, per scoprire cosa si faceva durante la guerra fredda dall'altra parte della cortina. E per bersi una Staropramen al bar Batalion.
Esiste anche un piccolo shop, che però sembra essere più interessato a vendere magliette e stampe delle tavole di Saudek che fumetti. Peccato, una ristampa di PRIBEH! me la sarei comprata volentieri.
Per soddisfare la vostra scimmia da drogati di fumetti potete però visitare il grande centro commerciale Palladium, su Namesti Republiky: al piano interrato si trova Comics Point, una fumetteria sullo stile di Forbidden Planet, specializzata in albi di supereroi DC e Marvel (in inglese) ed action figures. Personalmente però mi sento di raccomandare di fare invece un salto alla caffetteria letteraria Gregor Samsa (Vodickova 30 Galleria U Novaku). Il servizio è ottimo ed, essendo una caffetteria letteraria, vendono libri! E hanno un'intera sezione di fumetti!
Cosa c'è di meglio allora, in un pomeriggio gelido, di sedersi a bere una cioccolata calda con in mano la vostra copia nuova fiammante di BOB FRIDL?

Approfondimenti su Kaja Saudek:
Kaja Saudek Comics Museum (la sezione in italiano è favolosa)
Lambiek Comiclopedia
Wikipedia
The Prague Post

20/03/13

PREFERISCO ESSERE UN PRINCIPE

Una tavola evocativa della mostra "Oltremai"


A volte, mentre gironzolo sui social network e sui blog dedicati al fumetto, mi assale lo sconforto. Ho come l’impressione che i lettori, ma spesso anche gli autori, ricerchino le emozioni non tanto nella storia o nei disegni, quanto piuttosto in altri ambiti, per così dire, “laterali”. Forse si ricerca solo un’incondizionata, per quanto relativa, gratificazione personale, o magari si vuole reclamizzare la propria appartenenza a qualche tipo di tribù, oppure si vuole entrare nel corteo adorante che sta dietro il santo del giorno. Credo sia capitato a tutti di notare, con sommo stupore, quanti “Mi piace” sono messi sotto a disegni che qualunque supervisore degno di questo nome dovrebbe invece indirizzare al cestino; oppure di notare le decine di commenti, apparentemente partecipati, che seguono alcune banalissime, eppure seriose, esternazioni pubblicate con una certa frequenza da autori più o meno famosi, più o meno bravi. Eh sì, perché spesso sembra che le capacità e la bravura non contino più: conta esserci, in qualunque modo, e conta rubare anche un solo secondo al famigerato quarto d’ora di celebrità (altrui).
Insomma, basta che un Ninì Stupendetti qualunque infesti la sua bacheca di anteprime discutibili, ché tutto il suo piccolo codazzo di invasati si eccita, sprecandosi in lodi altissime completamente fuori luogo e negandosi, in questo modo, la possibilità di essere partecipe di iniziative molto più meritevoli.

11/03/13

COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE



Le buone idee, a volte, non riescono ad essere realizzate, nonostante l’impegno e la volontà.
È il caso del progetto che avevamo proposto per la prossima edizione di “Prato Comics+Play”, prevista per settembre, che riassumiamo qui per amore di chiarezza.
L’idea, secondo noi abbastanza nuova, perseguiva 3 obiettivi principali:

1. restituire agli incontri con gli autori una dimensione più umana e conviviale e meno specialistica;

2. provare a interessare, o almeno a incuriosire, le persone che normalmente non seguono i fumetti;

3. coinvolgere le realtà del territorio in qualità di partner e fornitori.

Il progetto, che comunque sarebbe stato da sviluppare nei dettagli, prevedeva di organizzare incontri con singoli autori secondo una modalità che si riaggancia all’associazione da cui abbiamo mutuato il nome (Slowfood), eventualmente da interpellare: un moderatore/intervistatore, il pubblico (privilegiando se possibile ragazzi e curiosi) e prodotti enogastronomici indigeni. Tutti i partecipanti siedono allo stesso tavolo, e discutono con l’autore degustando cibo e bevande, da selezionare in base all’orario (merenda o aperitivo) e alla capacità di coinvolgere produttori e/o rivenditori locali di salumi, formaggi, dolci, biscotti ecc.

In preparazione all’incontro, ciascun autore avrebbe potuto disegnare un’etichetta da applicare su bottiglie di vino (o di olio) che sarebbero poi state rivendute ad un’asta di beneficienza l’ultimo giorno della manifestazione.

Purtroppo, ad una più attenta analisi, abbiamo capito di non disporre, al momento, delle risorse sufficienti, in uomini e tempo, per seguire questo progetto come merita. Quindi, con rammarico, abbiamo dovuto ritirare l’idea e fare noi stessi un passo indietro dal gruppo degli organizzatori, che comunque ringraziamo sentitamente per averci voluto coinvolgere e ai quali auguriamo un buon lavoro e un ottimo successo.
Speriamo di riuscire a riproporre questa idea in momenti migliori per noi, e anzi invitiamo tutti coloro i quali sono all’ascolto a rimpolpare le fila dell’associazione, così da darci una mano in questo e in altri progetti.

Alessio Bilotta

AKAb - Pop Guerriglia.