26/04/13

PUZZA DI NERD


Scribbly, aspirante fumettista e nerd ante litteram creato da Sheldon Mayer (1936)
E insomma, ma da che parte sta Slowcomix? Qual è il suo documento programmatico a medio termine? Siamo disposti ad un governo di larghe intese?
A questi e ad altri quesiti, che nessuno hai mai osato chiederci ma dei quali tutti vorrebbero conoscere le soluzioni, cercherò di rispondere con questo post.
Bisogna partire da lontano, e per la precisione da Benjamin Nugent, autore del saggio Storia naturale del nerd, secondo il quale questa tipologia umana sarebbe composta da persone che, fra le altre cose: "nutrono una passione per attività tecnicamente sofisticate che escludono il coinvolgimento emotivo o fisico, il sesso, il cibo, la bellezza"... cioè, come dire, attività che escludono la vita. Non posso che condividere questa definizione, e anzi consiglio di leggere il libro per maggiori approfondimenti.
Il fatto che molti nerd siano anche lettori di fumetti è un dato ormai conosciuto da tutti, il fatto che siano nerd anche molti autori invece è un'informazione nota perlopiù agli appassionati.
L'equivalenza fumetti = sfiga, per quanto appropriata in tantissimi casi (basta frequentare una qualsiasi fiera o libreria specializzata, per rendersene conto), a me dà parecchio fastidio, un po' perché non mi riconosco in nessuna tipologia di nerd, ma soprattutto perché sono convinto che sia dannosa per tutto il movimento. L'odore della sfiga, infatti, non piace a nessuno che non sia un nerd a sua volta, e tiene lontani tutti quelli che abitualmente non leggono fumetti. Si è dovuto addirittura coniare un termine dal nefasto sapore intellettualoide come "graphic novel" (le "strip" hanno sempre mantenuto una loro sana indipendenza da tutto il resto) per arrivare ad un pubblico altrimenti irraggiungibile. E bisognerebbe anche rammentare, di contro, che praticamente nessuno dei grandissimi del fumetto italiano, all'epoca in cui si usava tranquillamente quella parola che inizia per F, è mai stato un nerd, senza contare che molte fra le opere più importanti realizzate finora hanno avuto un carattere di universalità, anziché essere rivolte a una particolare sub-cultura o fetta di pubblico. È sufficiente ricordare nomi come quelli di Pratt, De Luca, Battaglia, Buzzelli, Pazienza, Bonvi, Magnus...

Per rispondere alle domande iniziali, quindi, noi di Slowcomix ci sentiamo investiti della responsabilità di fare scelte di campo ben indirizzate, privilegiando, al contrario dei nerd di Nugent, proprio quelle opere e quegli autori che ricercano il coinvolgimento emotivo ma soprattutto la Bellezza, senza dimenticare ovviamente l'intelligenza e l'originalità, diventate merci sempre più rare.
Crediamo, anzi, con un po' di presunzione, che questo atteggiamento dovrebbe essere comune a chiunque si appresti a godere di un prodotto della creatività umana.

È forse vero, come stigmatizza anche Ortolani in suo recente post, che la maggior parte dei lettori di fumetti è gente che "...di solito si accapiglia sull’ultimo albo della Bonelli Editore o sulla nuova inutile saga della Marvel, o sull’ultimo manga di "Cuori di Menta e Manici di Scopa Ma Ommioddio Non è Un Manico di Scopa, Quello"...", quindi persone interessate soprattutto a forme di intrattenimento epidermico e poco più. Ma è altrettanto vero che questo tipo di pubblico ha già a sua disposizione una pletora di riviste, blog, pagine FB e siti specializzati che si occupano in maniera fin troppo approfondita, e inspiegabilmente seriosa, di questi argomenti, per cui noi cercheremo di andare in direzione opposta, anche perché, se non si fosse capito, questa paccottiglia pop ci interessa poco, se non, al limite, come divertissement.
Può darsi che pesteremo qualche cacca, ma ci piace considerarci degli esploratori e degli archeologi:
amateci, saremo i vostri Kalonauti del Pulcherrimo.

Alessio Bilotta

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