30/08/12

DISPENSE DI STORIA #1: L'ETERNAUTA


Alcune note su un grande classico del passato, a cura del nostro storico per eccellenza, il prof. Claudio Magni.


Nel 1954 sulla rivista Galaxy veniva pubblicato un romanzo breve di Frederick Pohl, "Il morbo di Mida". Nel 1959, pochi anni dopo, Hector German Oesterheld inizia la saga di Juan Salvo, l’Eternauta. Cosa accomuna uno scrittore di fantascienza a un autore di fumetti? Nel bel romanzo breve di Pohl, che non è invecchiato di un minuto nonostante gli oltre 10 lustri trascorsi, si ipotizza quello che sta accadendo in questi giorni e gli effetti della globalizzazione incontrollata, incredibile ma vero, uno scribacchino di robaccia popolare teorizzò quello che economisti, politici ecc. non avevano minimamente preso in considerazione. Oesterheld, da parte sua , con una tecnica che non aveva avuto eguali fino a quel momento nella breve storia dei fumetti, precipitò l’Argentina nell’orrore. Era il 1959 e pochi anni dopo le terribili creature aliene descritte nel capolavoro assumevano sembianze umane distruggendo la libertà, la democrazia e falcidiando intere famiglie.
Mi piace pensare che Oesterheld abbia tratto ispirazione dal piccolo esperimento della rivista americana, rivista che ha tenuto a battesimo autori del calibro Sheckley, Tenn e Dick. Ma il passo in avanti fatto dall’autore argentino è stato molto più radicale, ha trasformato la protesta della rivista americana in un attacco politico alla nascente dittatura. Del fumetto c’è poco da dire, immergetevi nella lettura di questo caposaldo della letteratura e lasciatevi trasportare dalla nevicata letale che introduce la vicenda. Vi innamorerete di tutti i personaggi che incontrerete e sarà un’esperienza, non solo un semplice fumetto, che vi farà trascorrere ore senza poter staccare lo sguardo dalle tavole di Solàno Lopez estremamente funzionali. Tutto questo non mi sembra poi tanto male per uno scribacchino di robaccia come i fumetti. Per completezza segnalo per chi fosse interessato che “Il morbo di Mida” è stato recentemente ristampato da Delos. Per “L’Eternauta” l’ultima ristampa riveduta e corretta della 001 Edizioni, irrinunciabile, dello stesso editore consiglio caldamente “Memorie dell’Eternauta”, un bel libro che apre squarci sulla realtà sociale dell’Argentina di quegli anni e una sorta di biografia di Oesterheld. Una vita degna di un romanzo. Una vita al servizio della libertà.

23/08/12

Un ricordo di Sergio Toppi

Un pezzo del nostro valentissimo socio Claudio Magni per ricordare il grande autore italiano, scomparso lo scorso 21 agosto.


Sergio Toppi se ne è andato, con la modestia, l’umiltà e lo stile che solo i grandi possiedono. Sembra strano che un artista della sua portata sia stato praticamente snobbato, almeno negli ultimi anni, da un’editoria che adesso piangerà lacrime ipocrite, e qui mi fermo. Ogni appassionato che conosce un po’ questo mondo farà le proprie valutazioni.
Ho conosciuto Toppi sulle pagine di Alter Linus, o Alter Alter, non ricordo bene, faccio sempre un po’ di confusione. Erano gli anni ’70 e le riviste offrivano veramente il meglio del fumetto d’autore.
Rimasi colpito da quello stile per me così nuovo e rivoluzionario, ammiravo quelle tavole senza vignette, apparentemente caotiche ma facilmente leggibili come una qualunque tavola classica.
Toppi trasformò il fumetto in un esperimento senza fine, qualcosa che nessun altro ha fatto o provato a fare. E il suo stile, mamma mia, una delizia, fitte ragnatele intersecantisi fino a creare forme umane, animali, vegetali. Ricordi che sono lì, vivi, stampati sulla carta ma soprattutto nella mia memoria. Negli ultimi anni, con la crisi delle riviste, Toppi si è cimentato anche con i bonellidi Nick Raider e Julia con risultati non all’altezza delle sue possibilità. Lo stesso discorso vale per i fumetti realizzati per il Giornalino, non mi se ne voglia, roba su commissione. Queste opere comunque non sminuiscono il valore dell’autore, semmai indicano che l’Arte non può essere schematizzata in una serie di riquadri, e questo Toppi lo aveva capito e ha percorso una strada personale di straordinario valore.
Ciao Sergio, ci mancherai.