24/10/12

LA MEGLIO GIOVENTÙ


A volte può essere difficile parlare dei lavori fatti da un amico: si rischia di perdere quel minimo di obiettività necessaria, di non mantenere più le distanze di sicurezza. Per fortuna, però, capita anche che la qualità dei lavori da recensire sia così buona da sollevarti da qualunque preoccupazione.
È il caso di Nazareno Giusti, un giovane (classe 1989) autore completo che seguo da oltre un anno, cioè fin da quando scrissi indegnamente la prefazione al suo secondo libro, "La firma", dedicato a Guido Rossa, il sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse.

Da poco Nazareno ha aperto un suo blog personale (lo trovate qui), che rispecchia perfettamente lo stile dei suoi lavori: appassionato, emozionante, documentato, sobrio. Sì, perché Nazareno, a differenza di altri autori italiani giovani (...o presunti tali), non è uno che parla di se stesso, del suo piccolo mondo o delle sue ossessioni, con continue strizzatine d'occhio ai componenti della sua tribù. No, Nazareno è uno che racconta di personaggi importanti ma dimenticati della nostra storia recente, personaggi ricchi di umanità, dignità e coerenza, quindi personaggi davvero "giusti", se mi si perdona il gioco di parole.
Infatti, dopo Guido Rossa, è la volta di Giovannino Guareschi, al quale seguirà Antonio Ligabue. Il creatore di Peppone e Don Camillo è il protagonista di "Non muoio neanche se mi ammazzano", storia divisa in due volumi a colori per Hazard, dei quali il secondo sarà presentato all'imminente edizione di Lucca Comics (con inaugurazione della mostra correlata il 1° novembre alle 16:30, presso il Museo Italiano del Fumetto e dell'Immagine, in piazza San Romano). 
Ancora una volta una storia asciutta, narrata benissimo, senza fronzoli e inutili narcisismi, che prende per mano il lettore e lo trasporta delicatamente nelle atmosfere tipiche del mondo di Guareschi, anche grazie all'aiuto degli evocativi acquerelli utilizzati, stesi con sorprendente bravura
Insomma, in conclusione, Nazareno Giusti è uno di quei nomi da tenere d'occhio, che, ne sono convinto, sopravviverà a tutte le mode e a tutte le crisi.

Alessio Bilotta




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