10/09/12

PRATO COMICS+PLAY 2012: SCARSE ASPETTATIVE

La locandina della manifestazione
Dopo alcuni anni (8 secondo un comunicato ufficiale, almeno una quindicina se prendiamo come riferimento l’ultima edizione degna di questo nome), ritorna a Prato un vero festival del fumetto, che si richiama esplicitamente alla gloriose edizioni del fu “convegno del fumetto e del fantastico”. Ci tengo subito a precisare, anche se non ce n’è bisogno, che noi di Slowcomix non siamo coinvolti a nessun titolo nell’organizzazione del festival, sebbene uno di motivi principali per cui nacque l’associazione fosse proprio quello di provare a riportare nella nostra città una manifestazione in grado di rinverdire i fasti delle vecchie edizioni, quelle, per intenderci, dove interveniva gente del calibro di Pratt, Eisner e Pazienza. Non ci siamo ancora riusciti, forse perché non siamo abbastanza grandi e non abbiamo nessuno sponsor politico, ma come presidente sto tirando un grosso sospiro di sollievo, visto che questa imminente edizione sembra lontanissima da quello che vorremmo realizzare noi.
Come potete vedere voi stessi dal programma (in calce al post), infatti, l’impressione è che si tratterà dell’ennesimo, pallido, ed alla fine inutile, tentativo di imitazione di “Lucca Comics & Games”, con la differenza che a Prato sarà dedicata pochissima attenzione al Fumetto inteso come arte e linguaggio in costante evoluzione. Per non rischiare nulla, si punta su supereroi, Dylan Dog e Diabolik, personaggi che forse sarebbero interessanti da analizzare come icone pop contemporanee, ma che di sicuro contribuiscono in misura decisamente trascurabile allo sviluppo del Fumetto in quanto forma di comunicazione visiva.
Per non scontentare proprio nessuno, poi, sono stati aggiunti all’insipida minestra riscaldata i “soliti intrusi” di sempre, vale a dire cosplay e GDR, ché tanto fanno un po’ di rumore e di colore e magari portano qualche giovane vestito in modo bizzarro a rallegrare le grigie vie cittadine. Per me queste ingerenze rappresentano uno dei mali del Fumetto odierno, ma magari ne parleremo in uno dei prossimi post.
Ci saranno, di contro, molti spazi dedicati al grande Bruno Bozzetto, tra cui una piccola retrospettiva e un incontro con il pubblico sabato 15, condotto da Luca Boschi (qui un suo articolo sulla manifestazione). Eventi sicuramente di grande interesse, ma che alla fine hanno ben poco a che spartire con il Fumetto, considerando, come tutti sanno, che Bozzetto ha lavorato soprattutto nell'animazione. Si gioca ancora sull’equivoco fra “fumetto” e “cartoon”, mescolando due forme espressive che hanno in comune diverse cose ma che in molte altre differiscono pesantemente, però anche di questo parleremo una prossima volta. Può darsi che ci fosse bisogno di un Nome conosciuto anche fuori dal ghetto, chissà...
A parziale giustificazione di tutte queste carenze, c’è da dire che, probabilmente, la manifestazione è stata organizzata in fretta e furia, altrimenti non si spiegherebbe la povertà dei mezzi promozionali utilizzati. Non esiste infatti un sito web, ma solo una pagina FB organizzata alla bell’è meglio, e bisogna dire che anche la locandina non è esattamente un capolavoro, anzi. Perfino il povero Dylan sembra voler fuggire da cotanta bruttezza…
Mi chiedo perché non si sia chiesto un disegno originale ad uno dei tanti (e bravi) disegnatori che abitano in zona, o perché non sia stata coinvolta in questo senso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, che peraltro figura come partner.
Di cose buone e veramente interessanti, a parte Bozzetto, al momento sembrano esserci solo la location e l’incontro di venerdì 14 con gli amici di Mammaiuto, che rappresentano l’unica reale incursione di idee e proposte moderne in uno scenario altrimenti così stantio.

Insomma, le prime impressioni sono quelle di un festival senza identità e senza nessuna ambizione culturale, che alla fine riconosce pochissima dignità a quel medium che invece dovrebbe celebrare, esaltandone gli aspetti più deleteri di immobilismo, immaturità ed autoreferenzialità, per non dire di autismo.
Nei prossimi post, le mie impressioni su mostre ed incontri.

Alessio Bilotta

Il programma della manifestazione



4 commenti:

Niccolò Storai ha detto...

Come ho scritto su FacciaLibro, la prima cosa che mi viene in mente è un plauso per la coerenza e presa di posizione di Alessio Bilotta e credo di SlowComiX tutta.
Per quello che riguarda la manifestazione per adesso mi sento di sospendere ogni giudizio a dopo che questa si sarà manifestata.
Se una manifestazione fa bene al fumetto spero che abbia un roseo futuro, se fa bene solo a se stessa spero che cada nel dimenticatoio.
Prendere posizioni condivisibili o meno è cmq una cosa ammirevole in un paese come questo che tanto per citare un grande uomo di cultura non ha memoria ne verità.
Detto questo spero che PratoComics&Play faccia un buon lavoro ed un ottima figura.

Riccardo Taurisano ha detto...

Sono Riccardo, uno degli organizzatori della fiera e questo è esclusivamente il mio pensiero in merito al vostro articolo.

Ma io non capisco decisamente una cosa, perché se non siete stati coinvolti (e bastava chiedere, come tutte le realtà che si sono avvicinate per una collaborazione con la fiera) dovete mettere in cattiva luce un evento che ancora non è avvenuto.

Vedo che nella presentazione della vostra associazione scrivete:

“L’associazione culturale Slowcomix, fondata a Prato alla fine del 2009, si propone di promuovere e diffondere la conoscenza del Fumetto, una “arte sequenziale” che ha saputo, negli anni, lasciarsi dietro i tanti pregiudizi per trasformarsi in un’arte visuale completa, una “letteratura disegnata” capace di veicolare contenuti ed emozioni al pari di altre forme narrative.”

E poi fate un “articolo” sul prato comics & play che è il non plus ultra del pregiudizio, da ogni punto di vista, direi, o quasi.
Ovvio che le critiche si possono fare e sicuramente ci possono essere delle pecche anche nelle premesse di un evento fieristico, ma i vostri commenti non sono molto dissimili dagli antagonisti conservatori che presumibilmente non sopportavate anche voi quando avete sviluppato il vostro progetto.
Non vi rendete conto che la sentenziosità che mostrate nei confronti di un tentativo fieristico a Prato che si rivolge a qualcosa di nuovo, non si allontana di molto da atteggiamenti quali “il rock è finito negli anni 70”
“Da bambino io giocavo con i giocattoli veri non con ‘sti videogiochi” ecc.
Non nego che la cultura tendenzialmente degenera nei confronti del passato, ma è un ciclo che non si risolve tra 2 sole generazioni, è molto più lungo ed ampio, e l’unica cosa che vale la pena fare dinanzi al declino culturale al quale alludete riferendovi al mondo del fumetto, sono tentativi trasversali per vedere e cercare qualcosa di valido anche nel nuovo.
Il mondo del gioco e del fumetto sono complementari, vivono nella stessa casa, ragazzi accattatelo perché è così. Addirittura riuscite ad alludere ad una necessarie ed auspicabile separazione tra il fumetto ed il cartoon. Io resto basito.
Ma neanche i genitori cattivi dei film per bambini sono così ingessati.
Ma cosa vi succede? Dico io, la vostra evoluzione editoriale era realmente autentica se poi appena vi sentite tagliati fuori alludete ai bei tempi andati, alle regole, alle categorie, alla tradizione, ai vincoli tra linguaggi artistici ecc?
Ma allora chi non ha saputo reinventarsi veramente?

Il gioco di ruolo dal vivo è una realtà che vede solo in Italia un centinaio di associazioni e migliaia di giocatori.
Il gioco di ruolo dal vivo da spazio alla fantasia, alla creatività, all’invenzione, alle storie, all’ingegno, alle arti scultoree, pittoriche, scenografiche e quant’altro, oltre ovviamente a quelle recitative e voi lo liquidate in questa maniera, perché non il fumetto non deve “mischiarsi” ad altro.
Ma sentite come puzza di retrogrado e discriminatorio una frase del genere?
Il cosplay è un'altra realtà immensa che ha dato una linfa inimmaginabile al fumetto ed il cartoon, che vi possa piacere o no è innegabile.
Non vi è neanche balenato in testa che volessimo fare una fiera del fantastico, del gioco, dell’illusione, del divertimento alla quale tutti questi mondi, fumetto, cosplay, gioco di ruolo, giochi in generale e musica?

Siamo i primi a vedere i difetti che ci sono stati e ci saranno in questa fiera, abbiamo già scosso il capo svariate volte, è normale, è la prima volta dopo tanto tempo, ma almeno ci stiamo provando e ci mettiamo tutto l’impegno di questo mondo affiche venga popolata e partecipata.

Che dire allora? Non mi viene in mente altro se non il Nanni Moretti: “vabe’, continuiamo così, facciamoci del male...”

Cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Ciao Riccardo,

grazie per questo tuo intervento, lo apprezzo molto. Si vede che trasuda competenza e passione, che di questi tempi sono davvero merce rara.
Tuttavia, non sono affatto d’accordo con la tua analisi. Premetto che non ho nulla contro gli altri mondi che da un po’ di anni girano intorno al Fumetto, dico soltanto, come ho già scritto anche altrove, che dal mio punto di vista non hanno niente in comune con le strisce disegnate: da una parte si parla di “comunicazione visiva”, dall’altra di giochi, artigianato, non so cos’altro, scusami tanto, perché sono realtà che non conosco e che mi interessano pochissimo. Rispetto le loro peculiarità di fantasia e creatività, e di sicuro ammiro la passione che ci viene messa, ma mi sembra troppo poco per apparentarle al Fumetto. Da questo punto di vista, nelle prossime edizioni, ci potrebbe essere spazio anche per il car tuning o i tatuaggi, dopo tutto sono comunicazione visiva (e fantasiosa) anche quelle.
La verità è un’altra, e la sappiamo tutti: se a qualunque fiera si facesse a meno di cosplayer, GDR, GVR e chi più ne ha più ne metta, il pubblico (pagante e non) crollerebbe almeno di 2/3, e forse sono stato ottimista. È tutto qui, non c’è altro da dire.
Tu scrivi che avete voluto fare una fiera del “fantastico, del gioco, dell’illusione” e questo va benissimo, ma allora scrivetelo, perché sulla locandina la parola “comics” è al primo posto, e sempre su quella stessa locandina ci si richiama esplicitamente alle vecchie edizioni, che niente hanno in comune con questa, soprattutto non hanno in comune la volontà di evidenziare gli aspetti culturali legati al Fumetto, visto che invece sono stati privilegiati gli aspetti più popolari e immediati. Per intendersi, il mio modello non è certo “Lucca Comics & Games”, ma piuttosto “Bilbolbul”, dove si parla solo di fumetti, dove non ho mai visto cosplayer e dove nessuno pretende di trovare tavoli da gioco. È soprattutto in occasioni come quella, o come nella mostra sul graphic journalism tenutasi di recente a Tolentino, che si apprezzano davvero le potenzialità ancora quasi del tutto inespresse del Fumetto: nuovi autori, nuove scuole, nuovi linguaggi, nuove tecniche, nuovi immaginari… altro che Wolverine e Diabolik!!!
Infatti la cosa che più mi da fastidio è proprio questa, far credere a chi non sa nulla del nostro mondo che ancora oggi, nel 2012, i fumetti sono sempre la stessa zuppa. Se non si fosse capito, per me è il Fumetto non è meramente “fantasia”, ma piuttosto una forma d’arte in continua evoluzione, proprio come scritto nella nostra presentazione e nel nostro statuto.
Non mi dilungo a risponderti sul fatto che mi accusi di “senteziosità”: sì, il tono è stato duro, ma ho citato solo dei fatti e ho dato tutti i riferimenti, quindi ognuno può farsi la sua opinione… e di certo non potete sperare di avere solo commenti positivi, per fortuna non siamo più nel ventennio.

Anonimo ha detto...

Un capitolo a parte lo merita l’organizzazione, che forse è il vero punto debole di tutta la storia. Ammettiamolo, vi siete mossi con troppa leggerezza, anche se diventa sempre difficile individuare tutte le responsabilità, e poi è un esercizio che non mi diverte. Un plauso va a tutti coloro che volontariamente hanno prestato la loro opera, ma per il resto, trovo molto da ridire. Non è ammissibile, per un’organizzazione degna di questo nome, “dimenticarsi” di coinvolgere noi e Mondi Paralleli: capiscimi, è come se a Prato si decidesse di organizzare il festival su “sport di squadra con almeno 11 giocatori dove si usano i piedi e una palla” e fossero invitati solo i Cavalieri, lasciando da parte l’AC Prato. Chi si è occupato di coordinare tutto, avrebbe dovuto, prima di ogni altra cosa, fare uno screening di tutte le realtà del territorio che gravitano intorno ai fumetti, e poi contattarle una ad una. Ti assicuro che anche a Firenze hanno avuto dei mal di pancia, in merito a queste situazioni.
Tra l’altro, abbiamo saputo della manifestazione quando i giochi erano già stati fatti, e sarebbe stato quantomeno imbarazzante proporsi in quel momento. Ci tengo a rivendicare il valore e l’unicità della nostra associazione, anzi, credo che come presidente sia un mio dovere.

Chiudo, assicurandoti sul fatto che non ci sentiamo antagonisti di nessuno: abbiamo idee probabilmente molto lontane dalle vostre, ma è proprio dal confronto che nascono le cose migliori.

Conto di conoscerti di persona in occasione della fiera.

Alessio Bilotta