16/09/12

L'UOMO CHE CADDE SU PRATO COMICS+PLAY



La prima giornata della mostra mercato di “Prato Comics+Play 2012” è andata.
In estrema sintesi, si può dire che l’obiettivo di fare una festa colorata con un po’ di musica, qualche stranezza e tanti ggiovani sia stato raggiunto. L’affluenza mi è sembrata discreta, il colpo d'occhio anche, per quanto si sia potuto chiaramente constatare come i tanti “mondi” riuniti in questo evento (fumetto, GDR, cosplay, creativi fiscali, lipoterapisti ecc.) in realtà si sfiorino appena, senza mai amalgamarsi davvero, pur in un ambiente così piccolo. Tra parentesi, mi è stato confermato da chi conosce bene questi ambiti, che anche altre associazioni cittadine, stavolta di giochi e cosplay, sono state escluse dall’organizzazione: mi spiace e mi sembra un errore davvero stupido, ma ormai su questi concetti mi sono già espresso, è inutile ritornarci sopra.


Per quanto riguarda i fumetti, passabile la parte espositiva (una trentina di tavole per ciascun autore, alcune stampe infilate fra gli originali e un allestimento molto, come dire, essenziale…), bene sia l’incontro con Bozzetto che la tavola rotonda con Becattini, Gaspa, Stano e Storai, (ai quali dopo si è aggiunto Bianchi), condotti entrambi in maniera impeccabile dal sempre bravissimo Luca Boschi, e dai quali sono emersi anche interessanti spunti di riflessione.
C’erano una trentina di persone a sentire Bozzetto, circa la metà all’altro incontro: numeri non certo eccezionali, ma ahimè adeguati a questo tipo di manifestazioni. Un plauso a tutti per aver resistito in quell’ambiente così angusto e dal microclima tropicale.
Pertanto, lo ribadisco, a meno che oggi non ci sia un disastroso calo di presenze, circostanza che sembra piuttosto improbabile, si può affermare che l’evento sia riuscito, sempre però, è bene sottolinearlo, dal punto di vista di chi considera questo tipo di manifestazioni come degli happening multicolor, e non come delle occasioni di comunicazione e di cultura.
Da quel punto di vista, ribadisco anche questo concetto, si è trattato invece di un’occasione sprecata.


Ho immaginato, infatti, cosa avrebbe potuto pensare una persona completamente estranea al mondo del fumetto che, per qualche strano motivo, si fosse trovata a visitare la mostra. Credo che le sue ipotetiche sensazioni si possano riassumere in due concetti fondamentali: immobilismo e chiusura. Immobilismo perché il più giovane fra i personaggi sotto i riflettori, Dylan Dog, ha quasi 30 anni, mentre Diabolik ne compie 50 come molti supereroi, e alcuni di questi sono anche più vecchi. Non è stato presentato nessun autore giovane (e ce ne sono di bravissimi), non è stato evidenziato nessun progetto o lavoro con caratteristiche di originalità e ricerca (e ce ne sono di interessantissimi), ma soprattutto nessuno ha saputo indicare quali strade potrà (dovrà?) prendere il fumetto, inteso proprio come linguaggio. E del resto, gli stand degli espositori straripavano della solita paccottiglia ammuffita, in mezzo alla quale probabilmente, a cercare bene, si potevano anche trovare delle perle, ma di sicuro nulla che profumasse di novità. Quasi tutti i convenuti, sia addetti ai lavori che appassionati, hanno dato la preoccupante impressione di guardare molto all’interno del loro (nostro) piccolo mondo e pochissimo all’esterno, come se, sotto sotto, facesse piacere essere dentro una monade. Ma purtroppo sappiamo bene, come ci insegnano la biologia e la genetica, che i rapporti fra consanguinei portano soltanto alla generazione di mostri e, a lungo andare, all’inevitabile estinzione della specie.

Alessio Bilotta


7 commenti:

claudio ha detto...

Sabato 15 settembre alle ore 9,40 giumgo in loco. Chiamo con il cellulare un amico espositore al quale dovevo consegnare del materiale, lui esce con un indispensabile biglietto omaggio, altrimenti col cavolo che sarei entrato, e ci avviamo all'interno. Fra addetti dello staff che smartellavano, altri ancora impegnati in attività di attacchinaggio, mi si è parato davanti un ambiente ptuttosto fatiscente. Per quanto mi riguarda non disprezzo assolutamente questo tipo di manifestazioni, incontro appassionati, amici, ecc., ma tutti con un'espressione dipinta sul volto, una domanda stampata negli occhi, ma non esisteva un'altro luogo per fare questa benedetta mostra? Domanda alla quale non ho dato il risalto che forse meritava. Personalmente ho trovato avvilente il luogo dove erano esposte le tavole e dove presumo si siano tenuti gli incontri, un corridoio angusto, costipato, direi abbastanza surriscaldato. Per il resto, come giustamente osservi, i mondi che descrivi sono tutto sommato inconciliabili, è come mescolare l'olio con l'acqua, dopo aver agitato bene si ha un impressione di omogeneità, poi le due parti si separano definitivamente. Direi che la rilevanza culturale è stata trascurabile, per il resto, certo, manifestazione riuscita.

Slowcomix ha detto...

Hai ragione Claudio, la scelta del "corridoio" è stata veramente infelice, anche se tutto sommato in linea con lo status di "ghetto" nel quale è relegato il Fumetto in Italia.
Ci sarebbe anche da rimarcare la scelta discutibile di far pagare l'ingresso a tutti, anche a quelli interessati soltanto alla mostra e agli incontri.
Sarebbe bastato mettere uno dei numerosi ragazzi dello staff all'ingresso di ciascun padiglione, ma forse era troppo complicato.

Alessio

claudio ha detto...

L' ultima considerazione mi era sfuggita, altra mazzata per chi voleva assistere solo agli incontri. Infatti qualcuno, quando gli si è paventato l'obbligo dell'acquisto del biglietto, ha rinunciato.

MaoUndo ha detto...

Concordo appieno. Nonostante il mio parziale disaccordo coi post precedenti alla mostra, ti ho già espresso la mia opinione sabato pomeriggio quando ci siamo incrociati.

Alla fine io sono abbastanza concorde con il "melting pot", e come manifestazione "colorata" appunto trovo sia in parte riuscita. E' un peccato per l'occasione sprecata, innanzitutto, ma peggio che mai per l'esclusione di troppe realtà di zona: questo fa male, parecchio.
Parli appunto di "rapporti tra consanguinei", ma qui mi sembra si tocchi assieme anche l'altro estremo, forse peggiore di questo: la "lotta fratricida". :D

Anonimo ha detto...

Eh sì... in ogni caso, si tratta di spargimenti di liquidi corporali inutili e pericolosi...!!!
Rimane, per tutti noi altri, l'impegno a fare qualcosa di meglio e di diverso. Altrimenti, rimangono solo parole.

Grazie del tuo intervento.

Alessio Bilotta

Riccardo Taurisano ha detto...

Salve. Ho avuto già modo di confrontarmi con questo blog in precedenza. Pur avendo collaborato all'organizzazione di questo evento ritengo che siano del tutto plausibili alcune critiche, anche se un po' mi pesano di appellativi allegati ad esse. Io ed altri abbiamo curato la parte ludica, la quale, è andata un po' a diesel il sabato, mentre la domenica è letteralmente esplosa con nostra piacevole sorpresa. Abbiamo cercato di contattare più realtà possibili, ed abbiamo ricevuto solo poche conferme, colpevole sicuramente anche la strettezza dei tempi. Però è anche vero che ci sono sfuggite realtà che avremmo potuto coinvolgere, alcune proprio sotto il naso. Non vi è stata alcuna discriminazione ed accorgersi alla fiera che avremmo potuto inserire associazioni conosciute proprio durante l'evento, le quali non erano state contattate, è stato solo motivo di rammarico. Ma nonstante tutto è andata bene. Io, per quanto riguarda il play, pur essendo contento considero questa fiera una "beta" sicuramente affrettata e compressa, ma dovevamo comunque partire da qualcosa piuottosto che non cogliere questa possibilità. Tutto ciò, compreso gli errori, lo ritengo il bagaglio da cui partire per realizzare la prossima fiera al meglio.

Anonimo ha detto...

Ciao Riccardo,
mi fa piacere leggere le tue considerazioni. Purtroppo da parte di chi ha "curato" la sezione fumetto, non ci sono invece stati segnali di questo tipo, ma solo silenzio. Almeno per ora.
Speriamo che la prossima edizione, se ci sarà, vada meglio. Noi siamo qui, disposti a discutere di qualunque progetto interessante.

Alessio Bilotta