12/09/12

…CHE POI, ALLA FINE, È SOLO UNA QUESTIONE DI SFIGA…



Le discussioni degli ultimi giorni sull’opportunità o meno di associare ad un festival fumettistico anche cose come i cosplay, i GDR, i GRV ecc. mi hanno fatto sorgere una domanda importante: perché? Cos’è che lega DAVVERO questi ambiti? Dopo tutto, anche in manifestazioni più grandi e importanti di quella pratese esiste questa commistione. L'interrogativo è inquietante.
È vero che tanti cosplayer si travestono da personaggi dei fumetti, ma il legame non può essere solo questo… Molti di quelli che giocano con le miniature, gli spadoni, le carte, è probabile che non abbiano mai letto un fumetto in vita loro, se non quelli di genere fantasy e simili. E molti cosplayer, ne sono convinto, conoscono solo manga e anime.
E allora? Qual è la risposta? Secondo me la Sfiga, quella con la “S” maiuscola.
Ormai è invalso nell’opinione di molti che i fumetti, e tutto quello che si muove intorno alle manifestazioni tipo Lucca Comics, sia roba da “nerd”, nella definizione più esatta del termine, cioè persone che si trovano più a loro agio in attività che non prevedono contatti sociali (se non fra simili), che evitano il più possibile lo scontro fisico e la comunicazione sentimentale e che preferiscono rifugiarsi in mondi e immaginari fantastici, con regole ben definite da altri (consiglio questo libro).
Io non so dire se i ragazzi che si travestono da Naruto o che si prendono a “spadate” siano degli sfigati, sono mondi che non frequento: di sicuro bisogna ammettere che molti appassionati (e anche alcuni autori) di fumetti lo sembrano, basta frequentare una fiera o entrare in una qualunque libreria specializzata, per rendersene conto.

Personalmente, e come me ce ne sono tanti altri, non mi ritengo uno sfigato, e nemmeno un “nerd”, e ci tengo molto a non essere identificato come tale. Non m’interessa dell’orgoglio nerd o della rivalutazione di questa tipologia umana, ognuno è giusto che difenda le sue posizioni: le nostre, quelle di Slowcomix, sono di tutelare e promuovere il Fumetto come arte visuale compiuta, da amare e studiare molto al di là delle sue espressioni più popolari e, concedetemelo, basse.

Di Wolverine e Zagor ci interessa poco, ci piacciono molto di più Corto Maltese e Suor Dentona.



3 commenti:

Bruno Olivieri ha detto...

Vero. Per anni sono rimasto perplesso per il fatto che in "certe" fiere facessero entrare gratis chiunque portasse uno scatolone sulla testa o una cravatta dai colori sgargianti accomunata a chissà quale personaggio dei fumetti, mentre io da autore mi sono sempre dovuto arrabattare per reperire un pass.
Misteri all'italiana.

claudio ha detto...

Durante una recente discussione su FB ho affermato che l'attività cosplayer può al massimo anticipare il carnevale di qualche mese, uno dei partecipanti al dibattito rivendicava per i cosplayer un giusto rispetto, rispetto dovuto per l'impegno profuso nel creare i costumi. Premesso che chiamando in causa il carnevale non ho mancato di rispetto a chicchessia, la domanda è: perché lo fanno? Io che mi scervello poco lo so, lo fanno per se stessi, per apparire, per distinguersi, in un orgia mentale priva di senso. Poi si può portare rispetto anche alle squinzie che partecipano a eline, miss italia, perché manche loro si impegnano, peccato lo facciano solo per se etessi, per narcisismo. Per assurdo si dorebbe rispettare anche un rapinatore che studia un colpo in banca per mesi. Scusatemi, ma non riesco ad essere buono con i cosplayer è più forte di me.

Anonimo ha detto...

...che dire? Speriamo almeno che sia presente Giorgia Vecchini...

Alessio Bilotta