23/08/12

Un ricordo di Sergio Toppi

Un pezzo del nostro valentissimo socio Claudio Magni per ricordare il grande autore italiano, scomparso lo scorso 21 agosto.


Sergio Toppi se ne è andato, con la modestia, l’umiltà e lo stile che solo i grandi possiedono. Sembra strano che un artista della sua portata sia stato praticamente snobbato, almeno negli ultimi anni, da un’editoria che adesso piangerà lacrime ipocrite, e qui mi fermo. Ogni appassionato che conosce un po’ questo mondo farà le proprie valutazioni.
Ho conosciuto Toppi sulle pagine di Alter Linus, o Alter Alter, non ricordo bene, faccio sempre un po’ di confusione. Erano gli anni ’70 e le riviste offrivano veramente il meglio del fumetto d’autore.
Rimasi colpito da quello stile per me così nuovo e rivoluzionario, ammiravo quelle tavole senza vignette, apparentemente caotiche ma facilmente leggibili come una qualunque tavola classica.
Toppi trasformò il fumetto in un esperimento senza fine, qualcosa che nessun altro ha fatto o provato a fare. E il suo stile, mamma mia, una delizia, fitte ragnatele intersecantisi fino a creare forme umane, animali, vegetali. Ricordi che sono lì, vivi, stampati sulla carta ma soprattutto nella mia memoria. Negli ultimi anni, con la crisi delle riviste, Toppi si è cimentato anche con i bonellidi Nick Raider e Julia con risultati non all’altezza delle sue possibilità. Lo stesso discorso vale per i fumetti realizzati per il Giornalino, non mi se ne voglia, roba su commissione. Queste opere comunque non sminuiscono il valore dell’autore, semmai indicano che l’Arte non può essere schematizzata in una serie di riquadri, e questo Toppi lo aveva capito e ha percorso una strada personale di straordinario valore.
Ciao Sergio, ci mancherai.

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